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“Voci nel Deserto” torna con un rave teatrale sulla Costituzione

Riciclare la memoria per tutelare il futuro. Un esperimento di volontariato teatrale su temi civili che resiste al tempo. Un grande evento corale all’Angelo Mai per recuperare Voci del passato e parlare di principi fondamentali.

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Il movimentoVoci Nel Deserto”, promotore della Raccolta Differenziata della Memoria, dà nuova vita alle parole dei grandi pensatori che hanno saputo leggere, negli eventi della loro epoca, ciò che noi stiamo vivendo solo ora. Un esperimento di volontariato teatrale su temi civili, aperto a tutti, gratuito, cheresiste al tempo e che si attiva in momenti di particolare criticità, quando il recupero delle Voci profetiche del passato si fa indispensabile per spiegare il presente, nell’intento di tutelare il futuro. Le oltre 600 Voci ad oggi raccolte sono state editate in due volumi, il secondo dei quali viene presentato in questa occasione. “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione” diceva James Freeman Clarke (1870).

L’idea di fondo è il recupero delle voci che si sono alzate clamantes in deserto: Pasolini, Flaiano, Levi, Terzani, Bradbury, Huxley, Biagi, Orwell, Gaber, Prezzolini, Steinbeck, Tucidide… le loro parole, oggi, ci offrono una chiave di lettura – quasi umiliante nella sua preveggenza – sul perché siamo arrivati a questo punto.

Oltre 600 “frammenti di memoria” sono stati catalogati e raccolti in un archivio tematico in progress. Assemblandoli e associandoli a suoni e immagini del presente prendono vita spettacoli tematici, flashmob e attività formative nelle scuole: azioni di teatro civile gratuite per il pubblico, volontarie e anonime per chi le realizza.

Siamo un paese senza memoria: il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo con le sue contorsioni, le sue conversioni – Lo scriveva Pasolini sul Corriere della Sera – Sono passati più di trent’anni. Ci piacerebbe far diventare anacronistiche queste parole“.

L’EVENTO