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Visioni Geometriche. Macro in Mostra

di Valentina Luca. Da oggi venerdì 23 giugno parte la mostra “Visioni Geometriche”, quinto appuntamento del progetto Opere della Collezione, volto a valorizzare la collezione permanente del museo di arte contemporanea capitolino: il Macro.

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A Roma al museo Macro, da oggi venerdì 23 giugno 2017 fino al 22 novembre 2017, è possibile prendere visione alla mostra Visioni Geometriche, promossa da Roma Capitale e curata da Antonia Rita Arconti e Daniela Vasta.

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Siamo al quinto appuntamento del progetto Opere della Collezione, che per valorizzare la collezione permanente del Macro, espone a rotazione le opere in deposito creando dei percorsi tematici. Questa iniziativa ha preso il via nel maggio del 2015, ad oggi siamo arrivati al quinto appuntamento con Visioni geometriche. La mostra è composta da 26 opere che si alternano tra dipinti e sculture, tutte datate tra i primi anni 60’ e la fine degli anni 90’. Connessione tra le opere è il tema dell’astratto, dove la realtà perde il suo ruolo da protagonista per cederlo alla semplicità e all’essenzialità delle forme geometriche per rappresentare la natura. Ventiquattro opere sono esposte nelle Sale Collezioni del museo: si tratta di lavori di Marco Ballocco, Gastone Biggi, Nicola Carrino, Lia Drei, Francesco Guerrieri, Tano Festa, Ignazio Gadaleta, Marcolino Gandini, Paolo Cotani, Guido La Regina, Sergio Lombardo, Carlo Lorenzetti, Teodosio Magnoni, Aldo Mengolini, Piero Mottola, Guido Strazza Marco Tirelli, Augusto Vanarelli, Valeria Gramiccia, Giovanni Pizzo, Anna Maria Vancheri, Franco Cannilla e Osvaldo Calò.

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Stanze asettiche, bianche e ampiamente illuminate fanno da involucro a queste opere nuove, enigmatiche dell’arte contemporanea. I colori accessi, le linee decise donano l’impatto esatto di stupore e decisione. Non manca la componente attuale, quella dei social, con un angolo dedicato alla condivisione con tanto di hashtag #visionigeometriche per riuscire a catturare anche i più giovani. Fuori dalle Sale Collezioni completano la mostra due opere che fanno parte degli allestimenti permanenti del Macro: si tratta di No Stop di Piero Dorazio, del 1996 e la Danza tra triangoli e losanghe per tre colori del 2010 di Daniel Buren.
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Seguono la mostra quattro sezioni dedicate ad altrettanti artisti differenti:
Art Rewind di Giovanni De Angelis
Introjection di Gehard Demetz
Lunar black di Danilo Bucchi
Arazzeria Pennese la contemporaneità del basso liccio.
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La fotografia è la protagonista dell’ esposizione di Giovanni De Angelis, il quale ha fotografato ben 48 artisti contemporanei italiani e stranieri, che operano in Italia e che in prevalenza non superano i 50 anni. Le fotografie esposte non intendono rappresentare gli artisti in posa, ma di aprire una finestra nelle loro attività artistiche. De Angelis ha ritratto gli artisti in un momento di azione del loro lavoro. Elemento centrale della sua arte è il doppio. La maggior parte delle foto realizzate, sono duplici, ovvero montate su doppia pagina, in altri casi il tema del doppio è implicito nelle immagini stesse o altre hanno un doppio mancante, momentaneamente assente Questa la sezione più umana dell’intera mostra, la più empatica e viva che permette di cogliere gestualità, sguardi ed espressioni tipici del nostro essere.

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Fulcro della sezione Introjection è invece il legno, a cui Gehard Demetz ha saputo dare un aspetto contemporaneo attraverso la costruzione di sculture mediante assemblaggi di blocchetti di legno, allungamenti e distorsioni del corpo. Introjection si ispira a tematiche legate a iconografie sacre a cui fanno da contrappunto quelle profane. Colpisce l’immediatezza comunicativa di queste opere, che arrivano dritte a colpire lo spettatore. Inquietudine, turbamento, ansia sono questi i sentimenti che esplodono trovandosi affianco di un’opera di Demetz che si mette in stretto contatto con i drammi contemporanei.

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Danilo Bucchi con Lunar black si spinge in un intreccio tra figurabile e astratto. Nella sua mostra composta da 8 opere, di cui una monumentale e completata con la proiezione di Illusion, il colore nero fa da protagonista della scena, esprimendo profondità ma anche un richiamo per l’universo. Vortici e turbini neri su sfondo bianco o tele completamente nere formano la mostra. Un richiamo all’ignoto, alla materia fisica del mondo catapultano lo spettatore in uno spazio misterioso e privo di certezze.

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Ultima parte della mostra è occupata dai coloratissimi arazzi prodotti dall’ Arazzeria pennese. Fondata nel 1965 e in attività fino al 1998, l’arazzeria pennese rappresenta un’ eccellenza dell’artigianato di Penne, borgo medievale vicino Pescara. Il laboratorio segue delle proprie caratteristiche tecniche con telai a quattro licci. la realizzazione di un arazzo a basso liccio prevede una collaborazione stretta con l’artista sia nella prima fase di realizzazione, sia per la scelta delle lane ( mazzette) preparate miscelando una serie di fili colorati che diventano trame del tessuto. In mostra si potranno ammirare arazzi di Giacomo Balla e Afro, Alberto Di Fabio, Matteo Nasini, Marco Tirelli, Costas Varotsos e Andrea Mastrovito. Sicuramente la sezione più gioiosa e festosa dell’intera mostra. Gli arazzi sembrano dei veri e propri dipinti che rappresentano in maniera armoniosa soggetti semplici.
di Valentina Luca.

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Visioni geometriche

Biglietti 8/10 euro   
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