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Un’oasi di cultura indipendente nella Roma svenduta e commissariata.
Torna IFest con un viaggio tra musica e arte fuori dal sistema.

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Un’oasi di cultura indipendente nella Roma svenduta e commissariata.
Torna IFest con un viaggio tra musica e arte fuori dal sistema.

Da Napoli a Milano, passando per Roma e Bologna attraverso musica, poesia di strada, dibattiti e incontri. La cultura dal basso, indipendente e a prezzi popolari.

Un viaggio attraverso Roma e attraverso l’Italia. Accompagnati da musica, arte, incontri, ascolto, sperimentazioni, prezzi bassi e accessibili per tutti, dall’ingresso fino al bar. “Vi proponiamo – spiegano gli organizzatori  – un viaggio. Un viaggio che parte da Roma, che parte da Noi. La Roma di oggi, dei giovani che partono e di quelli che restano e resistono. La Roma dei commissari e dei prefetti ricchi di potere e poveri di umanità. La Roma in vendita: dagli asili nido ai teatri, dei cinema chiusi e degli spazi sociali sgomberati. Una politica assente che, quando si palesa, è complice e arraffona”.

Vedremo la storia della cultura romana con Assalti Frontali, Baracca Sound System, gruppi e sound resistenti nati nel ventre caldo e ribelle degli spazi occupati e autogestiti. Andremo poi alla Roma di oggi con le sue nuove melodie suonate dal Muro del Canto e la nuova poesia di strada con Rancore, nato nel quartiere popolare del Tufello. Faremo un salto nella Tuscia insieme ai ritmi ska dei Maleducazione Alcolica. Passeremo per Napoli e per il suo rinascimento umano, politico e sociale attraverso le note dei 99 posse, Foja, Francesco di Bella (24 grana) e Francesco Paura.

Poi su al Nord. Prima tappa Bologna insieme alle nuove sonorità eclettiche de Lo Stato Sociale che si legheranno al porn groove di Immanuel Casto. E ancora Zerocalcare con “Kobane Calling”, che racconta la lotta della guerriglia curda contro l’Isis con gli occhi di un ragazzo della periferia romana. Un incontro che sarà l’occasione per discutere del fumetto come strumento di comunicazione, di come sia cambiato negli ultimi anni il mercato italiano, con scenari fino a qualche anno fa impensabile, oltre che per raccontare i prossimi progetti di Zerocalcare.

E poi Milano dove non smette di suonare il ventennale punk/rock dei Punkreas, nato e maturato negli spazi autogestiti. Un viaggio per ritrovarsi e riconoscerci attraverso la musica indipendente e attraverso un nuovo spazio che apriremo all’interno del Festival: l’Area Dinamo. Un luogo di incontro dove parleremo di nuovi laboratori politici, neomunicipalismo, spazi e corpi liberati, festival e indipendenza, di gente che viaggia e migra, della vita che si muove e si trasforma.

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