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Un centro di agricoltura sociale nella valle della Caffarella

Sabato 17 novembre un open day dedicato ad interventi individuali o di gruppo da percorsi occupazionali o di pre-formazione lavorativa ad attività di laboratorio. Previsti corsi di cartapesta, lavorazione del legno, giardinaggio, vivaistica e botanica, coltivazione di fiori e alberi, ortaggi, piante.

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Nella fotografia di una Roma affogata tra palazzi enormi e sommersa dal cemento, c’è un’oasi che resiste e lancia un progetto di agricoltura sociale, nell’oasi della Caffarella. Nasce nel cuore dell’Appia Antica, il Centro di Agricoltura Sociale realizzato da Archetipo, associazione di professionisti e volontari del terzo settore, in collaborazione con l’Ente Parco Regionale e l’associazione Humus onlus che ospita il progetto. Questo sabato 17 novembre il Centro di Agricoltura Sociale si presenta con una giornata aperta dalle 10 al tramonto in cui Archetipo racconterà le sue attività e il lavoro svolto fino ad oggi.

La fauna, la flora e i percorsi naturalistici possono incidere in modo fortemente positivo sulla qualità della vita di un individuo. Per questo Archetipo rivolge le sue attività a persone non neurotipiche, proponendo un calendario di iniziative culturali. I laboratori sono aperti a persone non neuro tipiche, sia adulti che bambini, con disturbi relazionali e del comportamento, con handicap e disagio psichico anche grave.

Archetipo lavora alla Casa del Parco, gestita dall’associazione Humus onlus, impegnata da anni in attività legate alla valorizzazione culturale del patrimonio storico e ambientale della Caffarella e del Municipio Roma IX. Il Centro di Agricoltura sociale offre momenti di gioco e formazione con un programma che spazia dall’ortocoltura alle danze contadine e i canti agricoli, unendo umanità e poesia. “I laboratori raccontano i miti e le leggende legate alla terra e all’universo, la vita delle piante e dei fiori che oggi sono tristemente sparite nella narrazione immaginaria collettiva – racconta Dimitri Evangelou Presidente di Archetipo –  Non si narrano più le storie del bosco, della campagna, della natura. Archetipo svolge un lavoro di recupero della tradizione orale trasferendo memorie di vita rurale. Lo fa attraverso l’agricoltura naturale. Tutto ciò avviene in coerenza con una nuova considerazione del parco in cui ognuno è agricoltore e gestore del parco, e attraverso il suo lavoro rende un servizio pubblico. Cosi ognuno può essere agricoltore sociale”.

 

L’Agricoltura come pratica del cambiamento verso l’autonomia Il centro di agricoltura sociale, che questo Qui si impara a svolgere piccole opere di manutenzione, pulizie, decespugliazioni, tabellazioni, recinzioni. Il servizio mira a ricreare la dimensione e i tempi della piccola comunità, con le giornate scandite dalla merenda nei campi, dal lavoro a contatto con la terra, le passeggiate in bici e le feste.