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‘Più sociali e meno social’ ed il pubblico applaude entusiasta

Al Teatro Manzoni, fino al 17 dicembre, Pietro Longhi, Rita Fotre, Milena Miconi e Riccardo Castagnari, portano in scena la commedia Off-Broadway Lilly la Vagabonda – Sylvia, di A.R. Gurney.

riccardo castagnari pietro longhi rita forte milena miconi

Lilly la Vagabonda non è una vera e propria una storia d’amore, quanto una storia sul rapporto un po’ magico tra un uomo di mezza età, Giorgio, medio-alto borghese, in una fase problematica della sua vita, con un lavoro che non lo soddisfa più, e una spumeggiante cagnolina, Lilly, che avrà il compito di guidarlo alla ri-scoperta della sua parte migliore.

L’idea chiave del testo è che il ruolo di una cagnolina sia recitato da un’attrice, drammatizzando così quella nostra propensione ad umanizzare i nostri amici a quattro zampe, trasformandoli in compagni di vita, figli, nipoti e dicendo loro “vieni da mamma, papà, zia…”

Il ruolo della cagnolina Lilly, che nel 1995, anno del debutto, fu di Sarah Jessica Parker, è interpretato da una strepitosa Rita Forte che, alla soglia dei suoi sessant’anni (ce lo ha detto lei stessa ieri sera) splendidamente portati, salta, scodinzola, corre e canta per oltre un’ora e mezza di divertentissima performance.

rita forte pietro longhi

La trama è semplice: Giorgio, Pietro Longhi, trova Lilly in un parco e la adotta, per riempire il vuoto che sente nella sua vita. Quando sua moglie Carla, Milena Miconi, torna a casa, è perentoria: niente animali! Ha dedicato la sua vita alla famiglia ed ora che i figli sono all’università, addirittura in un’altra città, lei vuole recuperare il tempo perduto e dedicarsi al suo nuovo lavoro di docente e non avere nessuno di cui occuparsi. E’ la vita che non ha vissuto prima ed ora è il suo turno.
Ma Giorgio e Lilly hanno già legato e nei giorni che seguono Giorgio trascorre sempre più tempo con Lilly, trascurando sempre più il lavoro. Anzi, più si approfondisce il legame tra lui e Lilly, più Giorgio percepisce il suo stato di alienazione dal lavoro.
Le tensioni tra Giorgio e Carla aumentano, soprattutto a causa di Lilly, che Carla arriva a vedere come un reale pericolo alla stabilità del suo matrimonio. Anche il rapporto tra Carla e Lilly è critico perché ognuna è concentrata a sottolineare i difetti dell’altra.
Al parco, Giorgio conosce Tom, Riccardo Castagnari, e il suo fido Casanova. Tom convince Giorgio a sterilizzare Lilly. Lei però è così innamorata del suo padrone da accettare questo grande dolore che le viene inflitto, superando, grazie al suo amore incondizionato, rabbia e sofferenza.
Giorgio e Carla si rivolgono addirittura ad uno psicoterapeuta, Andrea, figura ambigua ma divertente, sia maschile che femminile a seconda del suo stato mentale. Ed ecco la sua soluzione grottesca ed esilarante: Andrea dice a Carla “devi divorziare subito da Giorgio e uccidere Lilly. Ma mi raccomando, colpiscila bene in mezzo alla fronte!”
Alla fine non saranno i consigli strampalati di nessuno ad aiutare Carla e Giorgio, ma il percorso che avranno fatto proprio grazie a Lilly, allo sforzo di connettersi non solo ad un cane, ma, attraverso lei, ad altre persone. E, dopo dieci anni di vita insieme, alla sua morte, questa sarà la grande eredità che Lilly lascerà alla coppia che l’aveva adottata.

Il messaggio della pièce è la necessità di creare legami umani in un mondo sempre più alieno ed impersonale, l’urgenza dell’uomo contemporaneo di riscoprire che siamo tutti intimamente interconnessi, legati da invisibili fili che ci rendono parte di un’unica realtà fatta di uomini, animali e ambiente.
“L’uomo è un animale sociale”, scriveva Aristotele, e forse è giunto il momento di tornare ad essere più sociali e meno social. E perchè no? Magari adottando un amico a quattro zampe!
Da segnalare: tutti coloro i quali dimostreranno di possedere un cane, un gatto, un pesce rosso, un criceto, un pappagallo, ….avranno diritto ad una riduzione sul costo del biglietto.

Alessia de Antoniis