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Traste-storie, una rassegna di spettacoli e performance dedicati al teatro di narrazione e memoria

Dal 23 gennaio al Teatro Trastevere tre spettacoli in scena: Arkady, Lettera Dalla Memoria, Amore, ti odio, Sono tutti mio cugino

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Affabulazioni, racconti, storie ed episodi di vissuto quotidiano tramandati e rappresentati sotto forma di messa in scena teatrale e realtà performative multidisciplinari. Teatro, musica e danza si alterneranno sul palco del Teatro
Trastevere, che per l’occasione ospiterà mostre ed installazioni correlate all’interno del proprio spazio, allestito all’insegna di “storie da non dimenticare”.

Il viaggio inizia con Arkadi, uno spettacolo di Giacomo Sette, diretto da Azzurra Lochi in scena dal 23 al 26 gennaio. Arkady è un giovane camionista di origini moldavo-russe. La sua è una tratta molto particolare. Consegna tessuti a Le Havre (Francia) e Cabo de Roca (Portogallo), partendo da Taranto. Circa 40 ore di viaggio, con strettissime pause per mangiare e riposare. Il suo viaggio descrive un triangolo perfetto per l’Europa Occidentale. Ma Arkady avrebbe voluto fare il poeta e, soprattutto, è terrorizzato dalla prospettiva di un colpo di sonno. Il Sonno è il suo grande nemico. Per vincere la paura e superare indenne il suo viaggio, Arkady parla da solo. Lo troviamo che parla delle fatiche affrontate per corteggiare e conquistare Alina, laureanda in Storia Contemporanea con una tesi sulla nostalgia dei russi per l’Unione Sovietica.

ARCADY

Dal 27 al 28 gennaio Lettere dalla memoria del Teatro delle Condizioni Avverse. Spettacolo basato sulla ricerca e raccolta di lettere e frammenti scritti da persone vissute durante la seconda guerra mondiale, di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche. Il suono delle bombe riportano da un passato di guerra al nostro presente la figura di una donna che attraverso i suoni, la musica e le canzoni rivive nella danza momenti della sua vita fino a giungere all’accettazione e alla liberazione.

Il 30 gennaio è la volta di Amore, ti odio, un progetto di Maria Antonia Fama, Andrea Causapruna e Margherita Bulzacchelli. Era il 1985 e Robin Norwood si rivolgeva con queste parole alle lettrici di “Donne che amano
troppo”. Forse “l’amare troppo” nasconde molte paure: di rimanere sole, di non meritare un amore felice, di essere ignorate o abbandonate. A volte ci si attacca morbosamente a qualcuno, e pur di stare con lui (o lei) si è disposti a sopportare tutto … anche la violenza.

AMORE TI ODIO

Chiude la rassegna Sono tutti mio cugino, dal 1 al 4 febbraio diretto da Dario Aggioli, spettacolo che attraverso i racconti di una famiglia e di una festa di paese, racconta ciò che abbiamo dimenticato, cose che nel passato abbiamo lasciato che ora ricerchiamo. L’idea nasce dalla visione della Festa dell’Agricoltura di Corneto, un piccolo paese dell’appenino emiliano, che conta poco più di 200 abitanti, ma che raccoglie un pubblico enorme di gente, e soprattutto tra gli organizzatori moltissimi componenti della famiglie che nel tempo hanno lasciato il paese. Tutti tornano a Corneto per dare gratuitamente una mano e guardandosi intorno ci si accorge di essere tutti parenti.

Sul palco una cabina telefonica funzionante, dove gli spettatori potranno farsi chiamare; e come nella famiglia protagonista dello spettacolo, che rispondeva alle chiamate di tutto il paese e andava a cercare il compaesano, l’attore risponderà al telefono e accoglierà sul palco lo spettatore interessato, interrompendo e allo stesso tempo diventando parte dello spettacolo.

ARCADY

Arkady

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26
gennaio
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LETTERE DALLA MEMORIA
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gennaio
AMORE TI ODIO

Amore, ti odio

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30
gennaio
SONO TUTTI MIO CUGINO
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1
febbraio