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Il festival Teatri di vetro torna con “difetto di massa”

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Il festival Teatri di vetro torna con “difetto di massa”

45 spettacoli, con 14 debutti nazionali che attivano dispositivi scenici tra teatro e performance; oltrepassano i confini disciplinari, dialogano con il fumetto, la letteratura, utilizzano fonti letterarie e visive traducendole in opere originali che si muovono tra l’artigianalità tradizionale della scena e le recenti tecnologie.

Torna come ogni anno il festival multidisciplinare, fortemente innovativo Teatri di vetro, che per questa edizione scegli un titolo bizzaro: Difetto di massa: definizione scientifica che indica come in un sistema non chiuso, la massa totale sia inferiore rispetto alla somma delle masse dei componenti; la massa persa è equivalente all’energia scambiata con il resto dell’universo. Festeggiamo così il difetto di massa – spiega la direttrice artistica Roberta Nicolai – il rilascio, la diminuzione, la fragilità. Con l’augurio che questa perdita si rinnovi sera dopo sera, a riprova che qualcosa ancora succede, che uno scambio con il resto dell’universo può ancora accadere.

Un ricco programma di teatro, danza, musica, arti visive, incontri, fino al 22 Ottobre  negli spazi del Teatro Vascello, M.A.C.R.O., Fondazione Volume!, Carrozzerie n.o.t, Centrale Preneste, nelle librerie Giufà, Koob e Tuba per poi proseguire in vari centri culturali della regione Lazio (Civita Castellana, Calcata, Bolsena, Trevignano Romano e Tuscania).

Giovedì 6 ottobre (Centrale Preneste, ore 21.00) Fanny&Alexander presenta in prima nazionale To be or not to be Roger Bernat, primo studio per un progetto più grande dedicato ad Amleto, una riflessione sulla presenza e sull’essenza dell’attore, sulla sua ombra e la sua luce, sull’attività e la passività, dando vita, al tempo stesso, ad un divertissement sull’arte e ad un paradossale omaggio agli artisti di tutti i tempi.

Sabato 24 settembre, (Carrozzerie N.O.T, ore 21), Morte di Zarathustra ispirato a Nietzsche e le sue scoperte sul coro ditirambico sono all’origine del lavoro di Teatro Akropolis, ispirato alla straordinaria esperienza che è all’origine della tragedia classica e di cui si hanno pochissime tracce.

Il fumetto Scarabocchi di Maicol&Mirco nella trasposizione teatrale di Teatro Rebis non intende solo riportare in scena gli sketch, ma entrare nei silenzi che dividono i personaggi, nell’intimità innocente che evocano, nell’azzeramento del discorso che con ferocia denunciano (presentazione del libro “Il papà di Dio” martedì 4 ottobre, Libreria Giufà, ore 19.30; spettacolo mercoledì 5 ottobre, Centrale Preneste, ore 22,30).
Le dipendenze dall’alcol, dai social, dai media, sono campo d’indagine per le formazioni under 35, MF con Beviamoci Su_NO Game (domenica 25 settembre, Carrozzerie N.O.T, ore 20.00) e Frigoproduzioni con Socialmente (mercoledì 5 ottobre, Centrale Preneste, ore 21.00), ritratti di una generazione che vive di riferimenti ossessivi in assenza di contatto con la realtà.

 

L’identità individuale, la sospensione dell’individuo tra la realtà e la finzione e la riaffermazione della potenza creatrice dell’uomo, affondata nelle radici del mito, è al cuore della ricerca coreografica di Simona Bertozzi che presenta la tappa Il dono del Progetto Prometeo (sabato 8 ottobre, Teatro Vascello, ore 21.00) e di gruppo nanou, che riallestisce in formato da palco la lunga ricerca sull’assenza di identità con Senza titolo per uno sconosciuto in prima nazionale (domenica 9 ottobre, Teatro Vascello, ore 21.00). Tre lavori che, dando nuova centralità al corpo in scena, costruiscono mondi in cui il movimento e la scrittura coreografica camminano insieme al pensiero che li muove.

 

 

Sempre il corpo, devastato dalla vita e da una società dai valori appannati e inconsistenti, è al centro della ricerca del pluripremiato coreografo Enzo Cosimi che prosegue la sua indagine sulla bellezza con Corpus hominis coinvolgendo questa volta omosessuali anziani (venerdì 30 settembre e sabato 1 ottobre, Carrozzerie N.O.T, ore 21.00). In Prove di abbandono, la coreografa Paola Bianchi apre un dialogo a tre voci, tre linguaggi diversi, letteratura, danza e musica che si compenetrano e sostengono vicendevolmente. Un progetto che abita luoghi, non attraversa spazi, che siano essi case private, librerie e borghi storici (giovedì 29 settembre, Libreria Tuba, ore 21.00; venerdì 30 settembre, Libreria Giufà, ore 19.00, sabato 1 ottobre, Libreria Koob, ore 19.00; venerdì 14 ottobre, Biblioteca Comunale di Civita Castellana, ore 18.30; sabato 15, Casa d’Artista, Calcata, ore 18.30; domenica 16, Spazio A, Trevignano Romano, ore 18.30; venerdì 21, Studio del pittore Gianni Asdrubali, Tuscania, ore 18.30; sabato 22, Libreria Le Sorgenti, Bolsena, ore 18.30).

L’avvicinamento dell’uomo al proibitivo e ostile pianeta Venere, caratterizzato da un’atmosfera vulcanica e acida, è al centro del lavoro del giovane, ma già affermato, coreografo Nicola Galli. Venus (venerdì 7 ottobre, Centrale Preneste, ore 21.00) in cui il dialogo tra le partiture fisiche dei due umani atterrati sul pianeta e le reazioni dello stesso alla loro presenza, si concludono in una nostalgica contemplazione a distanza della Terra.

Manfredi Perego presenta il debutto di Geografie dell’istante (venerdì 7 ottobre, Centrale Preneste, ore 22.00), un’indagine dell’istante come frazione minima che attiva il tempo dell’anima, della coscienza, capace di cogliere, scuotere la geografia dell’anima.

Le giovani compagnie Monica Serra con Oralità pastorale[n°2] (domenica 25 settembre, Carrozzerie N.O.T, ore 21.00) e Dehors Audela con Planimetrie (domenica 25 settembre, Carrozzerie N.O.T, ore 22.00) articolano le loro ricerche tra arcaicità e planimetrie emozionali.

La sezione musicale programma sperimentazioni elettroniche che creano universi di suoni, utilizzando supporti analogici e digitali e presentano in prima assoluta nuovi dischi e nuove etichette discografiche.

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