Connect with us

Storie di quartiere e resistenza popolare.
Villa Certosa ricorda Ciro Principessa

ARTICOLI

Storie di quartiere e resistenza popolare.
Villa Certosa ricorda Ciro Principessa

Spettacoli, danze, concerti e mercato biologico. Il quartiere Cerosa si mobilita per ricordare l’attivista ucciso trent’anni fa per mano fascista.

Persone diverse fra loro per età e professioni, unite dalla passione per il buon vivere quotidiano, questo è il comitato di quartiere a Villa Certosa, piccolo territorio incastonato tra il Mandrione e Tor Pignattara, che da sette anni organizza una festa per un giorno intero, completamente dedicata a Ciro Principessa, denunciando in piazza le vecchie e nuove aggressioni del fascismo.

La festa quest’anno verrà aperta dalle mini olimpiadi Crono percorso e Torneo di Scacchi. Alle ore 12.00, la consueta parata della Malamurga invaderà con colori e musica le strade di Torpignattara e farà una tappa nel tristemente famoso Giardino delle Pere, perché non sia mai dimenticato, con la performance di acrobatica aerea del Duo Abus. Il parchetto liberato di via Alessi ospiterà come di consueto il Biomercato del GAS Certosino, autoproduzioni e tanta musica dal vivo.

Un quartiere in festa, e tanto cibo genuino preparato dal Comitato di Quartiere di Villa Certosa e dalle Donne Capoverdiane, accompagnato dalla musica dei Piazzetta Stile. Nella Piazza, dedicata a Ciro, dalle 15.00 fino a tarda sera, gli spettacoli teatrali di Circomare in “Le chansons del Circomare” dedicato ai più piccoli ed Emiliano Valente con vari estratti dai suoi monologhi teatrali. Dalle ore 15.30 fino all’ora di cena Claudia dedicherà uno spazio bimbi/e sicuro con tanti laboratori di letture, manipolazioni e riciclo. Numerose anche le bande che suoneranno per ricordare Ciro: dalle 15 la banda dei Fiati Spinti e la Titubanda. Il palcoscenico ospiterà la musica de Paolo Fusi con l’ Estate Infinita, il rap di Amir, Nicoletta Salvi la Menestrella femminista, Marcellino “er core della Certosa”, e per far ballare tuta la piazza, i concerti del Ponentino Trio. la Towerpine Blues Band, le sonorità del mondo con Presidente and Friend e per chiudere in bellezza, ancora il sound dei Piazzetta Stile.

Chi era Ciro Principessa

Secondo di otto fratelli, Ciro vive di espedienti. A 17 anni la prima condanna per furto. Subito dopo, il servizio militare: l’esercito lo spedisce a centinaia di chilometri da casa. Alla prima licenza, dopo quattro mesi, decide di non ripresentarsi: preferisce affrontare un processo militare ma tornare in famiglia, dare una mano a casa e restare tra gli amici. Dopo anni di condotta irreprensibile, Ciro si libera dei processi e trova lavoro in un bar: tempo pieno, guadagna poco, ma è contento. Nel ’76 si iscrive alla FGCI: se c’è un impegno, una scadenza, un appuntamento, lui c’è. La sezione del PCI di Torpignattara, all’inizio, la frequenta poco, poi comincia ad avvicinarla sempre di più e diventa il tenace promotore di un lavoro di convinzione, ragionamento, spiegazione. È spinto dal desiderio di cambiare le condizioni di vita della sua borgata, Villa Certosa, di riscattare il destino di ragazzi come lui, alla stessa maniera in cui lui ha saputo riscattare il suo. Spesso rimprovera i compagni: troppe assemblee, quello che fanno non è abbastanza. In seguito all’assassinio di Guido Rossa, esorta i compagni ad andare ai funerali. Molti di loro gli dicono che non possono e Ciro risponde: “Guido Rossa sarebbe qui, se qui avessero ammazzato un compagno”. E, subito dopo, parte per Genova. Il 19 aprile del 1979, Claudio Minetti, figlioccio di Stefano Delle Chiaie, entrava nella biblioteca del PCI di Torpignattara, dove Ciro aveva cominciato a lavorare da poco. Veniva dalla sezione dell’MSI di Acca Larenzia, con sé aveva un coltello e non esitò a colpire a morte un ragazzo di 23 anni.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in ARTICOLI

To Top