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Spente le luci a SpinTime Labs. E si accende la città

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Spente le luci a SpinTime Labs. E si accende la città

Popolata assemblea pubblica per sostenere 450 persone, di cui 98 minori, senza luce e a breve anche senza acqua. Il laboratorio di rigenerazione urbana e culturale resiste. Non si tratta di morosità o di una minaccia di sgombero e pare che sia solo una questione amministrativa e tecnica.

Non vogliamo più vivere in clandestinità, ma che l’esperienza di SpinTime possa diventare un esempio  per tutta la città, del rigenerare  comunità solidali ed accoglienti invece che vivere di odio, conflitto e rancore.
Termina con queste parola l’intervento di Andrea Alzetta uno dei portavoce del movimento per il diritto all’abitare, di fronte alle numerose persone radunatesi di fronte lo stabile di via Statilia 15 a seguito dell’appello in questo modo non si può vivere’ lanciato dagli abitanti il giorno precedente hanno staccato la corrente a Spin Time. Ora 450 persone, di cui 98 minori, sono senza luce e a breve anche senza acqua. Nonostante questo resistiamo.

Non si tratta di morosità o di una minaccia di sgombero e pare che sia solo una questione amministrativa e tecnica.
Interpellato, il vice Sindaco Luca Bergamo avrebbe chiesto ufficialmente alla direzione della società elettrica di poter intervenire nel consiglio di amministrazione e ripristinare la luce nel palazzo. Fa riflettere il grado di tutela che possono garantire le istituzioni politiche di fronte alle grandi aziende, riducendosi all’emergenza e permettendo che centiana di famiglie siano private del diritto all’abitare, perchè in uno stabile privo di luce e acqua è difficile rimanere a lungo. Assurdo che la sindaca non prenda un mandato operativo. Questa questione va portata in Campidoglio per ribadire il principio al diritto di cittadinanza, afferma Amedeo Ciaccheri presidente del municipio 8. Riusciremo a difendere Roma dai canoni di affitto, utenze e tribunali che si esprimono contro chi ha liberato e vivificato la città.

Presenti tante realtà associative del quartiere, membri attivi della resistenza culturale e sociale fino alla parrocchia e quelle cittadine, dai centri sociali, sindacati, studenti, intellettuali e i collettivi di artisti che hanno fatto di Spin Time la propria casa. Gli interventi a sostegno sono segnali in controtendeza con le ultime dichiarazioni del ministro dell’interno sugli spazi occupati, tacciati di essere dannosi per l’ordine pubblico ed una chiara risposta all’ondata di sgomberi annunciata di venti spazi , fra cui importanti reatà come il Cinema Palazzo di San Lorenzo. Luoghi che diventano da tutelare, responsabilità e tesoro di tutti. Continua a sanguinare la ferita aperta di questa città, la capitale europea con più luoghi recuperati e sottratti all’abbandono, ricchissima di laboratori urbani.
Lì dove sfratti, bollette, multe e canoni non riescono, scatta la questione dell’assegnazione, spesso affidata ai desiderata della giunta di turno, ultimo il caso del coworking L’Alveare, spazio  all’avanguardia per i servizi alle famiglie e professionisti a Casilino 23, da poco costretto a chiudere per fine mandato, non rinnovato dalla nuova amministrazione. In nome della legalità e della burocrazia, con azioni che si discostano dall’aperto conflitto, si ottengono gli stessi risultati per assumere i toni di uno ‘sgombero morbido’, ribadisce Maria che abita nello stabile del Tintoretto.

Sarebbe auspicabile che, oltre alle parole, si passasse ad azioni concrete.  E’ arrivato il monento di un salto di qualità, dichiara Sabrina Alfonsi presidente del primo municipio, insieme alla promessa che la luce sta tornando ed della formalizzazione di un futuro contratto a canone sociale.

Regione e Comune hanno avviato con gli occupanti dell’ex palazzo INPDAP, un percorso di recupero e di regolazizzazione delll’esperienza di SpinTime Lab, che non è solo una occupazione abitativa, ma una esperienza viva di produzione culturale e motore di iniziative sociali, luogo di creazione artistica d’eccellenza e di ricerca sociale. Nuova sede del progetto di ristrutturazione, da realizzare con  il crowdfouding (spazioscomodo.org) ed il lavoro volontario ideato insieme agli studenti, aperta 24 ore su 24  un’aula studio, una biblioteca e gratuite aree di lavoro per creativi, una sala prove e uno studio di registrazione.

Il modello di un’altra città, che ora più che mai ha bisogno di cultura e socialità.  Si, perchè proprio durante l’assemblea,  l’ennesimo presidio di neo fascisti di Casa Pound minacciava ed insultava sotto casa una famiglia rom, in un quartiere semiperiferico a pochi chilometri, a CasalBruciato. Azioni generate dal vuoto sociale e politico che si è creato, protette da un numero ingente di polizia.

Prima di salutarci, l’annuncio, dopo una telefonata: entro 24 ore verrà riattivata l’utenza, si scusano per il problema tecnico.
L’appuntamento, comunque è per mercoledi 8 maggio sempre alle 16.30. Per trovare soluzione all’emergenza, attutita in queste ore da un generatore, oppure per festeggiare il ritorno della luce elettrica e continuare  insieme a immaginare e realizzare un’esistenza possibile che resiste esprimendo libertà, diritti e bellezza.

 

foto di Mario Belfiore

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