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Sindaca in sciopero della fame per Lucha y Siesta

Il mondo che vorrei

Sindaca in sciopero della fame per Lucha y Siesta

Rubrica “Il MONDO CHE VORREI”

Una richiesta unanime: ‘Non ve ne andate, restate a presidiare il territorio come fate da anni’. Così si è  espressa stamattina la delegazione composta delle massime autorità dello Stato e degli enti locali all’entrata dello stabile di via Lucio Sestio, 10, dopo la valanga di e-mail che in questi giorni ha intasato la casella di posta elettronica di Lucha y Siesta. Le Istituzioni chiedono un ripensamento alle operatrici e le militanti della casa che, dopo anni di onorato servizio, hanno pensato di chiudere e di lasciare i locali all’efficientissima azienda dei trasporti dell’Atac per incoraggiarne il risanamento, ormai quasi del tutto ultimato. Una scelta che ha lasciato sgomenta l’intera città. La Sindaca ha anche dichiarato alla stampa che ha iniziato lo sciopero della fame e che è pronta a dimettersi  se non ci sarà un passo indietro. ‘La Casa delle donne Lucha y Siesta, un’esperienza indispensabile per la città di Roma, non può essere chiusa. Le militanti e le operatrici ci ripensino. Le donne ospitate non siano egoiste. Chissenefrega se abbiamo assolto a tutti i nostri impegni firmati con la convenzione di Istambul, e pazienza se i posti di accoglienza pullulano e se l’avanzamento culturale della città è tutt’intorno. Vogliamo Lucha y Siesta lì, a fare comunità”.

Mentre chiudiamo il giornale lo scontro è ancora in corso, ma la Sindaca, nonostante visibilmente provata,  non intende mollare. Staremo a vedere.


La casa delle donne Lucha y Siesta ha ricevuto una lettera dal Tribunale fallimentare della città che annuncia lo sgombero e l’interruzione delle utenze per il 15 settembre. La struttura è di proprietà di ATAC, abbandonata fino al 2008 quando è divenuta alloggio sicuro alle donne che escono dalla violenza e per i loro figli. Oggi nella casa vivono 15 donne e 7 bambini.

L’Italia è tra i firmatari della cosiddetta Convenzione di Istanbul del 2011, il testo più avanzato contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, ma non  ha ancora applicato alcune delle raccomandazioni tra cui quella sul numero minimo di posti letto in case rifugio per numero di abitanti.

Lo scorso 7 settembre, in una conferenza stampa, le attiviste della Casa delle Donne Lucha y Siesta hanno costituito pubblicamente il Comitato “Lucha alla città”.

Noi vogliamo preservare un’esperienza complessa, che non si risolve con un intervento emergenziale, un’esperienza che in altre città del mondo sarebbe un fiore all’occhiello. Lucha è uno spazio femminista, un polo culturale, un pezzo di storia pluriennale – ha dichiarato Chiara, attivista Lucha y Siesta, in apertura della conferenza – Questo è un attacco all’immaginario, alla bellezza, alla forza delle donne, è un attacco alla storia. Lucha y Siesta da questo momento rimane aperta e in assemblea permanente”.

Obiettivi del Comitato sono promuovere e diffondere i risultati raggiunti dalla Casa e favorire iniziative di sostegno e raccolte fondi per acquistare lo stabile di Via Lucio Sestio 10.

Guarda la video intervista

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