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Torna Short Theatre: il festival di teatro e arti performative indaga quest’anno sullo “stato interiore”

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Torna Short Theatre: il festival di teatro e arti performative indaga quest’anno sullo “stato interiore”

Teatro, danza, musica, ma anche arti visive, installazioni, video, performance, workshop, incontri e clubbing. In scena la storica compagnia Rimini Protokoll, Motus, Fanny&Alexander, Ricci Forte e molti altri tra i fermenti più interessanti dalla scena artistica italiana e internazionale.

Punto di riferimento per la comunità dello spettacolo dal vivo, snodo importante nella costellazione dei festival nazionali e internazionali con cui intesse reti e collaborazioni; questo è Short Theatre, che dal 7 al 17 settembre investirà gli spazi de La Pelanda e della Factory al MACRO Testaccio, e del Teatro India con 35 compagnie, di cui 20 straniere e 15 italiane, e 150 artisti presenti per un festival che conta 10 giorni di attività tra prosa, musica, danza e arti performative. Una lente con cui osservare il paesaggio dello spettacolo dal vivo italiano e internazionale, ma anche un’occasione di dialogo intorno all’attuale condizione della performance, alle sue forme e ai suoi sensi, alle sue prospettive. Anche questa edizione vede rinnovata la scommessa sulla multidisciplinarietà sull’erosione dei confini disciplinari, tanto nella costruzione di un programma in cui spettacoli, performance, concerti, live set, incontri si accompagnano vicendevolmente, che nel presentare al pubblico creazioni che eleggono come proprio campo d’indagine proprio l’incontro e la commistione tra linguaggi e generi artistici.

Tutti i lavori presenti a Short Theatre 12 declinano la domanda sul nostro “Stato Interiore”; l’intimità dell’essere umano in relazione alla società, la politica e l’istituzione. Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione c’è sicuramente l’installazione Nachlass – pièce sans personnes della storica compagnia Rimini Protokoll, che mette in scena otto storie personali, nel segno, però, dall’assenza delle persone cui si riferiscono: otto stanze, che gli spettatori potranno percorrere, dedicate a ciascuna di queste persone – non attori – che, per motivi diversi, hanno dovuto ragionare sul proprio fine vita.

RiminiProtokoll-Nachlass2

E sempre di un lavoro centrato sui vissuti e sulle storie personali di un gruppo preciso di persone si tratta in Trigger of happiness (8 e 9 settembre, La Pelanda) della coppia di artisti portoghesi Ana Borralho & João Galante. Attraverso un dispositivo drammaturgico che simula il “gioco” della roulette russa, i due indagano la definizione di un concetto complesso quanto essenziale e abusato come quello di “felicità”. Lavoro in cui il pubblico è chiamato a partecipare direttamente è Anarchy (15 e 16 settembre) nella compagnia castigliana Societat Doctor Alonso, una performance-esperimento tra caos e ordine, nella quale la performer Semolina Tomic dialoga con gli spettatori, cui è affidata parte della responsabilità di quanto avviene in scena.
Oltre ai progetti che, coinvolgendo il pubblico, rivolgono direttamente all’esterno l’interrogativo sul nostro “stato interiore” e lo eleggono a matrice dello loro stesso funzionamento, nel programma di Short Theatre 12 trovano spazio anche una serie di lavori che testimoniano invece dello “stato dell’arte”, della condizione del teatro contemporaneo italiano ed internazionale. ÜBER RAFFICHE (12 e 13 settembre), di Motus, nato dall’impossibilità di riportare in scena il loro Splendid’s – spettacolo del 2002 basato sul testo di Jean Genet – ma con ruoli invertiti nel genere.

Motus18©DIANE-ilariascarpa-lucatelleschi-Santarcangelo_13.07_2542

Fanny&Alexander propone al pubblico di Short Theatre 12 Discorso grigio (15 e 16 settembre), produzione del 2011 e terza tappa del ciclo dei Discorsi che, attraverso il lavoro sulla forma discorso, indaga il rapporto tra singolo e comunità, tra individuo e gruppo sociale. Altra compagnia storica è Ricci/Forte, che con la performance La ramificazione del pidocchio (10 settembre) porta in scena le ombre del conservatorismo, del consumismo e del conformismo sulla società, auspicando a un risveglio collettivo delle coscienze. Nell’ottica di offrire una visione ampia e variegata dello stato della scena teatrale, non manca poi la presenza di compagnie affermate che lavorano con qualità e originalità sulla drammaturgia, intesa come ricerca sui testi. Per la prima volta a Short Theatre giunge la compagnia toscana I Sacchi di Sabbia, che presentano Dialoghi degli dei (8 settembre) che ragiona sul concetto di “intrattenimento”; altro testo classico reinterpretato in una chiave contemporanea è l‘Erodìas di Giovanni Testori (14 e 15 settembre), messo in scena dai milanesi Teatro i, dove Federica Fracassi incarna una Erodiade posseduta, ossessiva, alla quale, più che le parole, resta solo la potenza del grido. Tra le presenze più attese di questa edizione di Short Theatre c’è senza dubbio l’indiana Mallika Taneja, per la prima volta sulle scene italiane con il suo monologo Be careful (9 e 10 settembre), nel quale con ironia e leggerezza affronta un tema delicato come quello della violenza di genere, e il velato maschilismo di alcune posizioni diffuse nel dibattito pubblico.

Per la danza arriva a Short Theatre 12 la compagnia di Nacera Belaza, coreografa franco-algerina tra le protagoniste della scena internazionale, che presenta in prima nazionale al pubblico romano Sur le fil (13 e 14 settembre), dopo un’anteprima alla Biennale di Venezia. Sempre sul confine tra coreografia e trance raggiunta attraverso il movimento si colloca la ricerca di Don’t be frightened of turning the page di Alessandro Sciarroni (8 e 9 settembre). Ospite la performer e coreografa canadese Dana Michel con Mercurial George. Anche il lavoro di Alma Söderberg, coreografa e musicista svedese, spazia tra i generi e gli elementi scenici, costruendo performance in cui musica, ritmo, voce e canto si relazionano alla danza e si mescolano a stralci di parole, immagini, spazi, colori, texture.

AlmaSoderberg-Travail©SannePeper

Ricco è il calendario di talk, incontri, conferenze. Tra i progetti più curiosi c’è Courtesy, ideato da Michele Di Stefano: un ciclo di piccole lecture giornaliere della durata di trenta minuti,”cortesemente” offerte da specialisti su argomenti molto specifici (dalla magia rinascimentale, al tennis, al potere curativo delle piante, fino al tema dell’invidia in Ovidio), invitati dallo staff del festival o da altri artisti presenti in questa edizione. Trenta minuti quotidiani che apriranno dei piccoli spazi di meraviglia su materie particolari e precise, condividendo così uno sguardo curioso su mondi solitamente distanti tra loro (dall’8 al 16 settembre, programma in via di definizione).

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