Connect with us

Romeo e Juliet, la tragedia al tempo futuro di una Gerusalemme in perenne conflitto

ARTICOLI

Romeo e Juliet, la tragedia al tempo futuro di una Gerusalemme in perenne conflitto

di Claudio Riccardi

Nell’eterna divisione tra popoli e religioni, l’amore ne fa le spese e da sogno si tramuta in tragedia. Non  esiste pace, non esistono bene e male nella Gerusalemme / Jerusalem del Quarto Millennio. Là fuori stanno soltanto guerra, saccheggi e sete di violenza, un futuro che in una scala evolutiva ha però i tratti di un’involuzione, di un ritorno alle barbarie e alla precarietà di quell’Età di mezzo seguita alla caduta dei grandi imperi antichi. Un vento non troppo distante, tutto sommato, dalle correnti della nostra epoca.
Ed è qui, in questa nuova stagione di Mori e Crociati, che si incastona il messaggio universale di ‘The Tragedy of Romeo and Juliet ‘.

L’originale riscrittura del capolavoro di W. Shakespeare – a partire dal titolo, “Jerusalem Romeo and Juliet” – ha raccolto applausi convinti alla prima nazionale ospitata al Teatro Argentina di Roma il 12 ottobre. Tragedia in due atti, prodotta da Legge180Teatro in collaborazione con la Compagnia Giovani Sofia Amendolea, regia di Fabio Omodei drammaturgia di Paolo Alessandri, guidata da un filo conduttore: Jerusalem, città simbolo del delicato e mai risolto equilibrio tra le due metà del Globo.
Oriente e Occidente sono ancora in guerra nell’anno 2091 “P.C.” (ovvero2091 anni dopo la  “ Prima Crociata”, storicamente datata nell’anno 1095/99 Dopo Cristo)  e in questo scenario apocalittico, reso efficacemente da scenografie e costumi, anche le cause scatenanti del conflitto non sono cambiate. E’ la religione la “giusta causa” per scatenare morte e prevaricazione, Crociate e Sacre Guerre. Tutto intorno non si ha più traccia di progresso scientifico, civiltà, coscienze. Solo buio, un buio verosimile.

In questa Jerusalem contesa Capitale dei due mondi si inserisce la trama riscritta del masterpiece Shakespeariano. Montecchi e Capuleti diventano cristiani e musulmani. Da una parte, gli uomini del Principe, i Figli dell’Ovest; dall’altra i Fratelli d’Oriente al seguito dello Sceicco. Tra il bianco e il nero vige una debole tregua, gli animi sono come molle sedate, pronte a scattare per combattere e annullarsi. Un terreno arso e di odio virulento in cui però sboccia il fiore dell’amore, ma i due ingenui fanciulli hanno la colpa di appartenere a opposte fazioni. Jerusalem non dà speranza a Romeo and Juliet, il colore della loro passione può solo diventare il rosso del sangue che porta Figli e Fratelli a uccidersi e autodistruggersi. L’unione tra Romeo e Juliet non s’ha da fare, così decretano ideologie e pregiudizi.
Le sovrastrutture create dall’uomo, per dare un senso e uno scopo al suo agire sociale, negano il puro sentimento e l’istinto naturale che avvicina due individui. Ma il risultato è solo infelicità e caos.Nella chiusura traumatica si insinua il messaggio di speranza, un “fate l’amore, non fate la guerra” che àncora la tragedia nei territori del presente quotidiano di noi tutti.

Dunque quanto mai attuale e modellabile, Shakesperare.
Alessandri e Omodei hanno disegnato uno spettacolo che non snatura il copione originale, spesso ne riprende le singole battute, altre volte ne modifica l’esposizione ma non il portato né tantomeno il pathos. In JRJ affiorano qua e là passaggi ironici e surreali, a suggerire il dualismo interiore degli interpreti, sospesi tra una coscienza di individui pensanti, umanamente deboli e viziosi,  e una formale integrità cameratesca richiesta dall’appartenenza a uno schieramento.  Lo svolgimento dell’azione è fluido, la messinscena curata nei dettagli. Vivace e coinvolto (a volte fin troppo) il contributo degli attori, tutti professionisti e diplomati all’accademia teatrale Sofia Amendolea, che si insinuano, ben incastonati da Omodei, in uno schema registico personale, creativo ma mai eccessivo.  Il lungo tributo finale dell’Argentina è la misura: esperimento riuscito.

Credits: Claudio Riccardi

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in ARTICOLI

To Top