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Romeo e Giulietta ai tempi del Covid-19. A Roma il teatro si rigenera nelle borgate

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Romeo e Giulietta ai tempi del Covid-19. A Roma il teatro si rigenera nelle borgate

Tra pandemia, zone colorate, bombardamento mediatico e apri e chiudi del rubinetto delle libertà, gli ultimi 10 mesi ci hanno assai depresso, questo va detto. Sono mancate soprattutto le occasioni di evasione e svago, ma in questo clima sospeso tra grigio, paura e terrore sono però sbocciati anche fiori coloratissimi e progettualità coraggiose.
Per esempio, chi l’avrebbe mai detto che un grande classico del teatro potesse dare nuova linfa alle piazze dimenticate delle borgate romane? Eppure è accaduto, ed ha pure raccolto sonori applausi tra il pubblico, la gente dei quartieri. Nonostante il freddo e nonostante una promozione affidata solo ai social e al caro e sempre efficace passaparola.

Tutto ha avuto origine dalle serrande chiuse dei teatri. Condizione vincolante, ma non impedimento assoluto all’espressione dell’arte. Ecco allora che lo scorso mese di dicembre il “Romeo e Giulietta” di Shakespeare ha individuato un palcoscenico alternativo e adattabile alle normative Covid, i cortili dei palazzi Ater di Roma. Per due serate al Quarticciolo e altrettante a Primavalle.
L’idea di uscire dagli spazi consueti dell’esibizione è venuta a Fabio Morgan e a “Città ideale” laboratorio che promuove progetti di riqualificazione urbana.

La produzione, firmata Progetto Goldstein e con il sostegno di Regione Lazio, ha coinvolto un gruppo di attori (Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Ilario Crudetti, Chiara David, Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Diego Migeni, Emiliano Morana, Riccardo Viola) per la regia di Leonardo Buttaroni. La messa in scena di un amore popolare, quello tra Romeo e Giulietta, ambientato per l’occasione nei cortili popolari della Roma degli anni ’80. Recitato nell’idioma dei quartieri, quel dialetto romanesco così abile a unire registri comici e tragici, caciarone e scanzonato, colorito e verace.

Un mix vincente a giudicare dagli applausi scroscianti giunti da finestre e balconi. “E’ stato davvero emozionante, abbiamo portato spensieratezza e allegria a tante persone che a giudicare dalle reazioni di giubilo ne avevano proprio bisogno”, commenta Ermenegildo Marciante, che nello spettacolo ha recitato nelle vesti di Benvolio. “Abbiamo avuto coraggio e un po’ di follia – aggiunge –  a tentare di proporre il teatro all’aperto e al freddo, stante peraltro il contesto di chiusura per il Covid-19. Noi attori ne avevamo bisogno, l’astinenza dalla scena era fortissima. Alla fine è andata benissimo, il seguito è cresciuto nel corso delle 4 serate e anche molti passanti si sono fermati per assistere. Abbiamo ricevuto tanto calore”.

L’iniziativa è piaciuta anche al Comune di Roma al punto che si sono già avviati contatti con le circoscrizioni per replicare questo Romeo e Giulietta “borgataro” e altre pièce anche in altri angoli delle periferie dell’Urbe.
Speriamo di tornare a recitare in primavera”, auspica Marciante che insieme a tutti i gli attori e gli operatori del comparto speriamo di rivedere presto anche sui tradizionali palchi dei teatri capitolini e dell’Italia intera.

 

Claudio Riccardi

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