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Romario. La rubrica di Mario Conte. Dicembre

Combattere l’uomo ad una dimensione

ROMARIO

Esisterà un tempo in cui non saremo piu in grado di indignarci per alcun fatto. In quel futuro piu che esseri senzienti diverremo numeri per statistiche e vivremo una vita di libertà illusoria, prigionieri di una gabbia Orwelliana figlia bastarda di Matrix e di Truman Show.

Un contesto remoto, in cui saremo unidimensionali come lo schermo di un pc. Ed in effetti a forza di scrollare social network ed i-phone quanto asserito piu o meno un secolo fa da tal Marcuse sembra non essere piu il vaneggiamento di un filosofo vissuto al di fuori del proprio tempo….

Eh si. Questo, tra l’altro, disse il pensatore della scuola di Francoforte nel suo tanto difficile quanto bel libro “L’uomo ad una dimensione”. Aggiungeva inoltre, col cipiglio tipico del rivoluzionario, che viviamo in una società subdola che si è resa differente da tutte quelle che la hanno preceduta per un solo fatto specifico: la capacità di eliminare le forme di dissenso trasformandole in consenso.

Quel complesso scritto, anche se da inquadrare all’interno della mente di un genio vissuto sotto l’egida dell’imminenza della fine del mondo (ossia durante la Guerra Fredda) rimane ad oggi uno dei miei libri preferiti.

“No Future”, amici ed amiche punx, u know. Un futuro prossimo in cui perderemo la tridimensionalità che ci contraddistingue, in cui saremo in grado di passare senza problemi etici da testate giornalistiche a testate a giornalisti attraverso l’avallo mediatico di figure al limite del meschino, orrori da dimenticare nel giro di un calcio di rigore non assegnato, dello scandalo di turno e/o dall’incombenza delle festività, dove saremo tutti piu buoni.

Spengere lo schermo, accendere il cervello.