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Romario. La rubrica di Mario Conte del mese di Aprile

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Romario. La rubrica di Mario Conte del mese di Aprile

Romario. La rubrica di Mario Conte del mese di Aprile

In quel di testaccio, da molti anni, una bandiera svetta dal tetto di un palazzo.
E’ rossa ed ha una stella dello stesso colore al suo centro, posta all’interno di un piccolo cerchio giallo.
Quella è la bandiera del partito dei lavoratori del Kurdistan, il PKK, che si staglia dal centro socio culturale Ararat, sventolando sopra i bagordi della movida di una società opulenta.
Molte persone, come me, hanno avuto attraverso questa immagine il loro primo contatto con l’esistenza di questo stato e del suo popolo, in tempi non sospetti.
Suddiviso tra Turchia, Siria, Iran ed Iraq il Kurdistan è sito in una delle aree piu ricche di petrolio e gas naturale al mondo, e non solo.
Geograficamente parlando è un vero e proprio crocevia strategico per gli oleodotti che trasportano questi preziosi beni di li ai quattro angoli del pianeta.
Per questi motivi quello Curdo è un popolo che ha vissuto da sempre con la spada di damocle del genocidio pendente sulla propria testa.
Genocidio, una parola con un significato preciso e spaventoso.
Questo è quello che il popolo Curdo sta denunciando in queste settimane, in relazione ai “fatti di Afrin”.
Un’azione portata avanti da un esercito appartenente alla NATO, coalizione che mosse i suoi primi passi sul finire del secondo conflitto mondiale, LA guerra legata al genocidio per triste antonomasia…
Dignità per il popolo Curdo, DEFEND AFRIN, Stop the Massacre.

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