Connect with us

Romaeuropa festival: cento giorni di intenso amore per l’arte e la cultura

ARTICOLI

Romaeuropa festival: cento giorni di intenso amore per l’arte e la cultura

Un battaglione di oltre 300 artisti provenienti da tutto il mondo per una no stop di spettacoli in giro per i luoghi più prestigiosi della città.

Una delle rassegne più complesse, importanti e articolate di spettacoli dal vivo e arti contemporanee, definito da Les Echos come: «Un festival internazionale che sospinge senza sosta i confini dell’arte», il Romaeuropa torna per due mesi e mezzo a scaldare l’autunno romano con 60 spettacoli e una nutrita serie di mostre, installazioni, convegni e percorsi formativi. Star e nuove leve della creazione contemporanea danno vita a un caleidoscopio di forme espressive e rispondono alla domanda Where are we now?, titolo di questa nuova edizione. La maestosa kermesse si articola in sezioni o “aggregatori tematici”, accantonando l’uso delle tradizionali categorie divisorie dello spettacolo a favore di una nuova multimedialità: Visions, Powerful Stories, Sharing e Selfie. Novità di questa edizione gli spettacoli dedicati a bambini e famiglie di Ref Kid, i giorni dedicati alla nuova danza europea di Dancing Days, il più giovane teatro italiano in Anni Luce e i talk, i momenti di scambio e formazione di Community.

Il festival si snoda attraverso i luoghi suggestivi e importanti come il Macro Testaccio, Villa Medici, il Teatro Agentina, Il Teatro India, MAXXI e molti altri tra gli spazi più attivi della capitale. Spettacoli sospesi tra tradizione e futuro è tema della sezione Vision: concept che apre la rassegna il 20 Settembre con la potente azione performativa di Sasha Waltz, Kreatur, al Teatro Argentina.

Un percorso visionario seguito il 28 Settembre al Teatro Olimpico dalla coreografa sudamericana Dada Masilo con una rabbiosa rilettura di Giselle. E ancora la compagnia Muta Imago che insieme all’Ensemble Arte Musica allestisce in versione integrale il ciclo dei Canti Guerrieri dal Libro Ottavo dei Madrigali di Monteverdi al Macro negli spazi della Pelanda in scena dal 29 Settembre al 1 Ottobre. Dall’elettronica alla techno, dai ritmi tribali alla musica sinfonica incontrando canti coreani e strumenti indiani è il tema della sezione Sharing in cui convergono di artisti provenienti da ambiti disciplinari diversi che mettono in gioco le proprie capacità, come Sidi Larbi Cherkaoui in Fractus V, il 26 e il 27 Settembre: cui danzatori e musicisti affrontano attraverso le parole del linguista e filosofo Noam Chomsky il problema della comunicazione. Torna il grande Jan Fabre con Belgian Rules/Belgium Rules, dal 29 Settembre al 1 Ottobre al Teatro Argentina; un’invettiva e al contempo una dedica al Belgio per la sezione Selfie: storie reali di uomini e di artisti che attraversano il proprio universo privato e le proprie visioni del mondo.

Powerful Stories: il reale, con le sue potenti storie e con le sue contraddizioni è presentato con Nachlass della compagnia svizzera Rimini Protokoll, dal 21 al 23 Settembre al Teatro India, mentre Marco Paolini, in Antropocene affronta in maniera inedita il tema del rapporto tra uomo e tecnologia.
Attesissimo è il Digital Life: complesse architetture audiovisive con cui lo spettatore interagisce, dal 7 Ottobre al 7 Gennaio al Palazzo delle Esposizioni.
« Le opere degli artisti compongono una mappa del presente, fragile come il castello di carte della nostra immagine di quest’anno – spiega Fabrizio Grifasi, direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa presieduta da Monique Veaute – ma non per questo meno ambiziosa, e si collocano oltre le categorizzazioni estetiche e di genere inserendosi in una geografia concettuale che si costruisce e si disfa secondo la forza delle interpretazioni».

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in ARTICOLI

To Top