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Roma fa Crack! per la dodicesima volta

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Roma fa Crack! per la dodicesima volta

La simbiosi tra l’arte del Festival Crack e l’indipendenza e autogestione del Forte Prenestino sublima nelle quattro giornate di Crackland. Arte, fumetto e musica per un sipario composto da ben trecentocinquanta presenze artistiche, che trasformeranno le celle del centro sociale in opere d’arte di inestimabile valore.

Da piccolo festival locale, ad una delle esposizioni di fumetti più importanti e significative d’Europa, il Crack ha ispirato in questi anni tantissime manifestazioni nazionali come il Combat Comics di Livorno, Inchiostri Ribelli di Firenze, il Ratatà di Macerata, il Ca.co. fest di Bari, il Borda! Fest di Lucca e molte altre. Lunga la lista degli estimatori di questo format anche a livello internazionale: dal F.off di Angouleme all’ Altcom di Malmö, dal Gutter Fest di Barcellona al Vendetta di Marseille; tutti oggi patrimonio di una rete europea di fumetto, microeditoria e sperimentazione grafica.

L’enorme esposizione avverrà nelle cinquantadue celle sotterranee, dove ognuna diventa il luogo per esporre ma anche il laboratorio lavorativo dell’artista, che autogestisce la sua mostra. L’allestimento infatti è parte del gioco. Nella Piazza d’armi, nell’Auditorium e nei tunnel i concerti, i djset e gli spettacoli teatrali.

Quattro giorni tra disegni, serigrafia, installazioni, arte stampata, ma anche musica, performance teatrali, incontri, dibattiti e convivialità. Infinite le presenze: dall’Italia Just Indie Comics, Bambi Kramer, Infidel. Per i festival saranno presenti fra gli altri il Borda!Fest di Lucca, il Ratatà Festival di Macerata, AFA (Festival Autoproduzioni Fichissime Anderground) di Milano, CA.CO. Festival di Bari. E ancora Puck, rivista di fumetti autoprodotta, prima conosciuta come “The Artist” e diretta da Hurricane con Marco Falatti e Francesca Kanzi, Laura Nomisake e Annalisa Trapani/VVIM, Sonno, TSO e Ranius Be, Discoteca Pescheria, con illustrazione dei vinili white label per creare una storia a fumetti sui centrini dei dischi. Hugo Sanchez mette a disposizione la sua collezione di dischi per ascoltarli e digitalizzarli mentre l’artista Dario Duluoz disegna i centrini dei dischi per creare una storia illustrata.

Dall’estero i collettivi Jean Guichon éditeur da Bruxelles, Bichel – édition, Ryan Gosling Edition, Arch/ Edition, Dernier cri, Broken Animals from Mars, dalla Francia. Little Bunny goes hop, Wormgod, Tusen serier, C’est bon Kultur dalla Svezia, ThoseBadDays dall’Inghliterra, Chilicomcarne dal Portogallo, Thanasis Antzouris dalla Grecia, Turbocomics dalla Serbia.

Tantissimi gli artisti: dal Srta. Jess a Martín López Lam dalla Spagna con il progetto: “Una giornata scorsa”, un fumetto collettivo di 5 metri di lunghezza, diviso in 32 piccoli segmenti, che nell’insieme formeranno un’unica vignetta panoramica. Sarà elaborato a otto mani dai fumettisti Serena Schinaia, Silvia Rocchi, Roberto Massò e Martín López Lam, nel corso di cinque mattine e all’interno di un unico spazio, il quale rimarrà aperto al pubblico perché questo possa essere testimone dell’elaborazione del fumetto e partecipare attivamente alla sua creazione, qualora lo desideri. E ancora Alex Xavier Aceves Bernal dal Messico a Liz Misterio e molti altri ancora.

Poi concerti, reading e performance: verrà presentato per la prima volta il fumetto autoprodotto dalla campagna #ionondimentico scritto e disegnato da Erre Push e Zerocalcare e dedicato a Renato Biagetti. “Prossima fermata. Una storia per Renato”. Reading elettrico e sonoro del Duka & Rumble per “Fortopìa” il libro dedicato ai trent’anni del Forte Prenestino, gli Holiday Inn, Mai mai mai, Le invasioni balcaniche, Rodion, Monster Zoku Onsomb, Iva Collister and friends, Dorothy a altri rumori, esperimento di art punk in prosa.

Il Crack non nasce dalla mente di un elegante e raffinato curatore d’arte, o dalle generose facoltà di mecenati e finanziatori, e non si tratta neanche di un esposizione sull’arte del fumetto in qualche bella galleria o museo. Il crack nasce da un centro sociale, o meglio dal lavoro, la creatività, il sudore e l’attivismo sociale e politico di persone comuni, donne e uomini che da trent’anni sono coinvolti in quella fucina di cultura e politica che è il Csoa Forte Prenestino a Centocelle. Il Crack non prende soldi da nessuno, si autofinanzia e si autoproduce e chi partecipa al festival decide come si fa il festival, mettendo le proprie opere in condivisione e tutta l’arte che conosce. Il prezzo che si paga per partecipare a Crack non è moneta corrente, nulla è dovuto, ma è anima e corpo, lussuria e lucidità. E’ da questa esperienza che hanno intrapreso le loro vie numerosi artisti, che sono stati capaci di trovare una strada originale e intensa, anche fuori dai tracciati predefiniti dal mercato e dalle scuole. Da qui si tracciano linee di fuga che esplodono verso i murales, l’arte pubblica o di strada, la stampa indipendente e artigianale, la narrazione su supporti innovativi fino al racconto orale che si innesta nel segno dei comics. Insomma il Crack è un’idea di mondo, una galassia e un universo ancora in espansione che forma nuovi pianeti uno dopo l’altro.

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