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Filippo Dr. Panìco rovina tutto con il nuovo album. O forse no.

L’11 Gennaio esce il nuovo disco del nostro amico Filippo. Abbiamo avuto il piacere di ascoltarlo in anteprima, ecco le nostre impressioni.

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Il simpatico Dottor Panìco ci aveva lasciato con un ottimo album, intitolato Tu sei pazza, circa due anni fa.

Era davvero un bell’album quello, il debutto sulla scena discografica Italiana, se non si considerano i demo giovanili.

Un album che l’ha fatto conoscere agli estimatori della canzone d’autore e che l’ha portato in lungo e in largo a suonare in giro per la penisola.

Ora, l’11 Gennaio esce il nuovo album: Rovinare tutto (NoizeHills Records).

E naturalmente, come sempre succede, il rischio con il secondo album è proprio quello di rovinare tutto, specie la reputazione che ci si è creati con la prima fatica.

Ma tranquilli, non c’è pericolo: il nuovo disco è ancora migliore del primo. Suona davvero ottimamente, grazie ai tanti validi collaboratori coinvolti nel progetto e soprattutto alla sapienti cure di Stefano Switala, produttore e arrangiatore di tutti i brani.

Il sound è un po’ anni ‘70, volendo, ma che vuoi farci, anche lo stile di scrittura di Filippo guarda a quella memorabile stagione cantautorale, quindi forse era inevitabile che anche il suono gli andasse appresso.

La smerigliatura finale poi gliel’ha data la masterizzazione di Riccardo Senigallia, che se permettete è un nome che non guasta mai in nessuna pagina di credits.

Dal punto di vista autorale Rovinare tutto è un disco che fondamentalmente parla di amore, di droga, di sesso, di amicizia, di alcol e di cani.

Queste sembrano essere le idee fisse dell’autore.

Soprattutto però sesso e droga.

Se c’era dentro anche il rock’n’roll il quadro sarebbe stato completo, ma il Dr. Panìco ha preferito pigiare su altri pedali.

E quindi non tantissimo rock, ma in compenso tanta poesia, giochi di parole, ironia, profondità, dolcezza, cinismo, quasi nessuna ingenuità, e tanta simpatia.

Gli vuoi proprio bene a Filippo dopo l’ascolto dell’abum. Come ad un amico. Un amico che non capisci bene se è più figo o più sfigato. Ci si immedisima anche, nelle sue storie.

Si gioca anche molto con i generi e le citazioni. In alcune di queste canzoni sembra il Davendra Banhart del Pigneto (Universo), in altre il Barry White de noantri e sotto acido (Piumone). Senza la voce baritonale però, perché quella del nostro eroe è a volte stentata, a volte graffiante, a volte accorata, comunque sempre onesta.

A tratti ti ricorda i Velvet Underground (Marco), altre volte il più languido Shane MaGowan di fine carriera, a volte anche Alberto Camerini.

Ma alla fine, a parte queste citazioni e reminiscenze più o meno inconsce, lo stile è il suo, personalissimo e convincente.

Un altro motivo per prendere il disco è che verrà distribuito in una belissima confezione in stile “pacco postale”, con artwork a cura del bravissimo artista Antonio Pronostico.

All’interno del pacchetto, oltre al disco, anche un nuovo libretto di poesie intitolato La vita ci sorride, ma smascella, che è perfetto come titolo per un accanito frequentatore di feste techno in spazi occupati quale è Filippo.

E poi chissà cosa altro ci sarà dentro questo pacco, tra adesivi, spillette et cetera. Alla fine il disco sarà più che altro la scusa per fare il pieno di gadget collezionabili che poi quando Filippo diventa famoso famoso diventeranno preziosi.