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Primo maggio CONTROCONCERTONE all’Angelo Mai Intervista a Diana Tejera

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Primo maggio CONTROCONCERTONE all’Angelo Mai Intervista a Diana Tejera

Ad un chilometro e mezzo di distanza, poco più giù di Piazza San Giovanni, appena finita via dell’Amba Aradam e superato il Circo Massimo: si vedranno lì le artiste del controconcertone all’Angelo Mai. Una kermesse al femminile come risposta, quando si è capito che sul palco dello storico concerto del Primo maggio a San Giovanni c’erano quasi esclusivamente artisti maschi.

Abbiamo intervistato Diana Tejera, che insieme a Beatrice Tomassetti e Angela Baraldi, è l’ideatrice della serata.

C’è stato bisogno di un controconcertone per denunciare l’assenza di donne sul palco di San Giovanni?
Purtroppo si. È stata una reazione indignata ma è soprattutto l’idea di mettere in piedi una provocazione.

In che senso?
Non ci piace l’idea di separatismo e di esclusione dei maschi, ma abbiamo scelto di dare un segnale forte per rispondere ad una disattenzione che evidenzia tutto il sessismo ancora esistente nel nostro paese.

La risposta alla vostra serata è arrivata però?
Si, ma è davvero poco convincente. Dire che le 10 artiste contattate non hanno dato la loro disponibilità sembra un po’ debole. Una spiegazione che non ci convince visto che solo in pochi giorni noi ne abbiamo contattate molte di più. Siamo arrivate a 26 artiste in poche ore, tanto da dover anticipare l’inizio delle esibizioni.

Dicci chi saranno.
Le prime ad aderire con grande entusiasmo sono state Mimosa Campironi, Maria Pia De Vito, Nathalie, Mara Redeghieri, Ivana Gatti, Barbara Eramo, Livia Ferri, Merel Van Dijk, Eleonora Bordonaro, Francesca De Fazi, Margherita Vicario, Andrea Mirò, Silvia Oddi, Dalise, Giulia Mei e Ilaria Graziano. Tante si stanno aggiungendo in queste ore.

Insomma un appuntamento artistico con un contenuto politico molto forte?
Lo sarà nostro malgrado. Quello che sembra ovvio, in questo paese è ancora un tabù. La parità tra i generi è un miraggio tanto da non balzare agli occhi neanche di una iniziativa come quella di San Giovanni, così esposta e importante. Sul piatto c’è sempre l’enorme gap tra i generi, in tutti gli ambiti anche quello lavorativo. In questo l’arte non fa eccezione.

Dunque lanciaci l’appuntamento.
Ci vediamo il Primo maggio, un’ora prima di quanto detto fin ora. Iniziamo alle 18 all’Angelo Mai in Viale delle Terme di Caracalla, 55, a Roma.
Speriamo serva ad accendere un riflettore e che si arrivi presto a non doverne fare più di queste iniziative.

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