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Potere al popolo: della bicicletta! #7 Giugno – La sicurezza

La puntata di Giugno 2018 della rubrica di Post It dedicata al mondo della bici a Roma parla del tema della sicurezza per chi viaggia a pedivella. Uno dei tempi più importanti.

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E così siamo giunti alla fine della stagione di Post It.

In vista della pausa estiva delle pubblicazioni mi sembra doveroso toccare finalmente con questa rubrica il tema più spinoso di tutti: quello della sicurezza.

Nei mesi precedenti abbiamo visto che tutte le varie scuse che adducono i romani per non spostarsi in bici si rivelano alla fin fine davvero soltanto delle scuse.

Abbiamo dimostrato che non c’è freddo, non c’è pioggia, non ci sono salite, smog o altra scusa che regga e sia davvero valida per lasciare la bici a fare la ruggine nel garage. Rimane sempre il mezzo di locomozione più conveniente, efficiente, economico, ecologico e divertente che ci sia per muoversi in città, e da questo puntio di vista bisognerebbe preferirlo all’automobile tutte le volte che è possibile.

Forse però sul tema della sicurezza non possiamo essere così trionfalistici.

Nonostante la bicicletta in sé sia uno degli sport meno pericolosi, dopo gli scacchi probabilmente, diverso è il discorso quando si parla di ciclismo urbano, specie a Roma.

Affrontare la nostra giungla d’asfalto non è affatto una pratica sicura al 100%. Lo dicono le statistiche. Negli ultimi anni sono aumentati di molto i ciclisti nella nostra città, e inevitabilmente anche gli incidenti che li vedono coinvolti. Alcuni addirittura mortali. Questo soprattutto perché Roma non è una città a misura di bicicletta. Poche le piste ciclabili e collegate male. Poca la sensibilità delle istituzioni e ancora meno quella degli automobilisti nei confronti della sicurezza dei ciclisti, discorso del resto che vale anche per tutti gli altri utenti deboli della strada.

Basti pensare che “durante il 2016 a Roma si sono registrati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti e 47 che hanno coinvolto pedoni. Nello stesso periodo, ci sono stati 110 incidenti ogni diecimila spostamenti in bici e 133 incidenti ogni diecimila spostamenti a piedi” come riporta lo studio ‘Living. Moving. Breathing. Ranking of European Cities in Sustainable Transport’, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace.

Questi dati sono drammatici, e ci vedono come fanalino di coda tra le città Europee.

Questa constatazione dovrebbe farci passare la voglia di girare per Roma a piedi oppure in bici?!

Assolutamente no.

Quello che bisogna fare è battersi per avere una città più a misura di pedone e di ciclista, a vantaggio della sicurezza di tutti, della qualità dell’aria, della bellezza del paesaggio urbano e della vivibilità dell’intera città.

Immaginate una Roma senza automobili, piena di pedoni e ciclisti che viaggiano veloci e silenziosi su piste a loro dedicate. Sarebbe davvero la città più bella del mondo. I suoi abitanti ne guadagnerebbero a palate in salute e qualità della vita. Probabilmente anche in denaro, perché una città simile verrebbe letteralmente presa d’assalto dai turisti, molto più di quanto lo sia attualmente. Chi ci rimetterebbe?!

Sicuramente qualche magnate del petrolio e qualche casa automobilistica, ma anchs stica direi no?!

Magari in un primo momento anche qualche lavoratore di quelli impiegati in queste grande industrie. Ma alla lunga una rivoluzione del genere, compiuta anche a livello globale e non solo a Roma, converrebbe enormemente a tutti, nessuno eslcuso, ma soprattutto ai più poveri e oppressi del pianeta. Per questo non ce la fanno fare. Ma questi sono i massimi sistemi, difficilmente possiamo affrontarli su queste pagine.

Quindi torniamo un attimo sulle nostre strade. A cosa sono dovuti esattamente tutti questi incidenti?!

Secondo molti “autosauri” sarebbero dovuti al comportamento troppo indisciplicato dei ciclisti. In effetti esiste tutto un movimento di “automobolisti che odiano i ciclisti”, con tanto di pagine dedicate sui social, meme, repertorio di battute, spesso anche macabre, e quant’altro. Ma le cose stanno proprio così?! Io non credo. Certo, ogni tanto anche qualche ciclista trasgredisce a qualche regola del codice della strada, bisogna ammetterlo. Ma si deve anche tenere presente che spesso lo fanno anche per questioni di mera sopravvivenza. E’ quello che sostengono con forza quelli del movimento Ciclisti Urbani Ribelli per esempio, un gruppo di persone che trova che il codice della strada sia antiquato e troppo focalizzato sulla tirannia dell’automobile. Credono che trasgredire il codice della strada sia sacrosanto in certi casi, specie quando lo si fa per “rendersi visibili, mantenersi lontani dalle auto, avere il controllo totale della strada”.

Tornando all’assunto iniziale, ossia la questione se sia valido il tema della sicurezza come scusa per non prendere la bici, ribadisco che secondo me non lo è affatto. Basta fare molta attenzione e si può viaggiare per Roma in lungo e in largo senza correre più rischi dei pedoni, di chi viaggia con i mezzi pubblici, degli scooteristi, e forse anche degli automobilisti stessi.

Anche perché quelli che usano questa scusa spesso sono gli stessi che poi si assumono rischi ben maggiori su quele stesse strade che non vogliono percorrere in bici, come quando viaggiano in automobile in aggravato stato di ebbrezza di ritorno da qualche notte brava, o quando in pieno giorno guidano mentre messaggiano la qualsiasi con il telefonino sempre im mano o fanno cose ancora più pericolose.

Ecco, se queste persone prendessero la bici invece che la macchina staremmo tutti più sicuri, non credete?!

Ci sarebbero molte altre cose da dire su questo argomento, mi vedo costretto a darvi appuntamento alla prossima uscita di Post It dopo le vacanze estive.

Nel frattempo fatemi sapere anche voi che ne pensate, ok?! 😉

Dajje forte, viva la bici!

 

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Adriano Bono, il curatore di questa rubrica, è un cicloattivista di Roma da sempre impegnato sul fronte della diffusione della cultura della biciletta. Come musicista è l’autore di diversi “inni” al velocipede e sigle “non ufficiali” della Ciemmona