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Potere al popolo: della bicicletta! # 4 Marzo – Le salite

La puntata del Marzo 2018 della rubrica di Post It dedicata al mondo della bicicletta a Roma. Questa volta si parla delle salite di Roma, di come affrontarle e di come evitarle per far sì che non diventino uno scusa per lasciare la bici a casa.

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Sull’ultimo numero abbiamo ampiamente dimostrato che la pioggia non può essere una scusa valida per scegliere di non usare la bicicletta per i propri spostamenti in città.

Ma allora, se il freddo non è una scusa perché pedalando ci si riscalda sempre, se la pioggia non è una buona ragione perché si può facilmente evitare di bagnarsi, ma Santo Pignone, allora per quale ragione i Romani usano così poco la bici?!

Non ci crederete ma una delle scuse più diffuse è che la nostra città è troppo piena di salite.

Ma anche questa non regge affatto. Ci sono città con molte più salite in giro per il mondo eppure sono piene di bici. Per carità, è vero che Roma è adagiata sui famosi sette colli, ma non sono certo un problema per chi vuole girarseli in sella. E non bisogna neanche essere degli eroi della pedivella per sfidare le strade della capitale.

Ho visto esili ragazze affrontare salite impervie in sella a delle Grazielle. Ho visto signori brizzolati sorpassarmi spavaldamente e inerpicarsi come trattori su strade con pendenze terrificanti. Poi mi sono accorto che avevano la bici con la pedalata assistita, però vabbè, quella è un’altra storia. Ho visto un tipo l’altro giorno affrontare il salitone di Via Gregorio VII con una bici del bike-sharing di quelle pesantissime e senza cambio. Ah, no, quello ero io, avevo lasciato la mia bici a fare la revisione annuale e per tornare a casa mi sono barcamenato come ho potuto.

Comunque insomma, tutto è possibile quando sei attrezzato, sia tecnicamente che fisicamente.

Dal punto di vista tecnico basta avere una bici col cambio e ogni salita diventa meno ostica e assolutamente più fattibile. Anche un bici senza cambio in realtà può arrampicarsi come uno stambecco, basta che abbia un rapporto adatto. E’ il caso delle bici a scatto fisso, che hanno normalmente un rapporto medio, o anche delle Grazielle et similia, che hanno un rapporto molto morbido e adatto a tutte le circostanze.

E poi chiaramente conta l’allenamento. Certo, se sei una persona che non prende mai la bici e poi il giorno che vai a fare una passeggiatina ti ritrovi a scalare Monte Mario ti sembrerà di morire. Ma per il resto è tutta questione di abitudine. Puoi dare per sicuro che scegliendo la bici come mezzo di trasporto quotidiano, o comunque pendendola tutte le volte che ti è possibile, i muscoli delle tue gambe si rinforzeranno e in breve tempo ti permetteranno di affrontare pendenze che non ti saresti mai sognato prima.

Del resto non è neanche indispensabile farle proprio tutte tutte queste benedette salite. I ciclisti urbani più smaliziati pianificano dei percorsi per i loro spostamenti quotidiani che magari sono studiati anche in funzione delle salite che si incontrano lungo il tragitto.

Alcuni sono così bravi che in pratica viaggiano in discesa tutto il tempo. Una specie di moto perpetuo ciclistico. Mica male no?! Naturalmente sto scherzando. E’ chiaro che una cosa del genere potrebbe essere possibile solo dentro un disegno di Escher.

Però è vero che ci sono delle app specifiche per ciclisti che ti calcolano il percorso che devi fare con tanto di indicazione delle pendenze che incontrerai (Naviki per esempio), così puoi scegliere un tragitto piuttosto che un altro in base alle pendenze che ti senti di affrontare.

Fermo restando che fare le salite fa anche bene.

Alla salute intendo. E’ il momento in cui il tuo corpo pedalando aumenta più volte il suo metabolismo rispetto ai momenti di riposo, a vantaggio di molte funzioni dell’organismo e dello stato di salute generale. Cardiopatie a parte, chiaro.

E poi: vuoi mettere la goduria di quando si scavalla il dosso e comincia finalmente la discesa?! Quel momento in cui, al massimo dello sforzo, tutto diventa più facile e cominci a sentire il vento tra i capelli, e con l’endorfina che ti inonda il corpo il mondo sembra più bello e colorato di come l’hai mai visto.

E’ una sensazione che rinnova nei ciclisti la voglia di affrontare le strade tutti i giorni. E’ un po’ una droga in effetti, la biciletta, si sa.

Quindi insomma, per concludere, le vie del ciclista sono infinite, e se pensi che tu non sia in grado di girare per Roma in bici, ti prego, ricrediti, perché davvero le dolci pendenze della Città Eterna non sono una scusa valida per lasciare il tuo velocipede a fare la ruggine in garage.

Inventatene un’altra, e se la trovi, comunicacela all’indirizzo redazione@postitroma.it.

Dajje forte co ste bici, al prossimo numero!

 

 

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Adriano Bono, il curatore di questa rubrica, è un cicloattivista di Roma da sempre impegnato sul fronte della diffusione della cultura della biciletta. Come musicista è l’autore di diversi “inni” al velocipede e sigle “non ufficiali” della Ciemmona