Potere al popolo: della bicicletta! # 3 Febbraio – La pioggia | Post.it
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Potere al popolo: della bicicletta! # 3 Febbraio – La pioggia

La puntata del Febbraio 2018 della rubrica di Post It dedicata al mondo della bicicletta a Roma. Questa volta si parla della pioggia e di come evitare di bagnarsi quando si viaggia in bicicletta anche nella brutta stagione.

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Ci siamo lasciati l’ultima volta con la certezza che il freddo invernale non può essere la scusa per non prendere più spesso la biciletta per i propri spostamenti quotidiani a Roma, visto che la trazione muscolare è tra i migliori sistemi per tenersi al caldo anche nella più fredda delle giornate.

Ma c’è un’altro evento metereologico tipico della “brutta” stagione che spaventa i profani e li scoraggia dal considerare la bici un mezzo di locomozione effidabile: la pioggia.

Anche in questo caso però possiamo dimostrare che questa non può essere considerata una scusa valida.

Da ciclista urbano posso portare la mia esperienza personale per esempio, che è senza dubbio simile a quella di tanti altri che usano la bici tutti i giorni come me: in tanti anni di spostamenti quotidiani non mi sono mai né seriamente infradiciato e meno che mai ammalato per essere stato sorpreso dalla pioggia durante i miei viaggi a pedivella.

Questo perché ci sono modi molto semplici per evitare che questo accada.

In molti casi per esempio, se il meteo dà precipitazioni probabili nel corso della giornata, basterà portarsi dietro un qualche indumento imperbeabile. Ci sono molte soluzioni in commercio, non costano molto e spesso evitano il peggio. C’è chi preferisce le mantelline tecniche con tanto di cappellino e con taglio ergonomico studiato appositamente per i ciclisti: i fan di questa soluzione assicurano che non ci si bagna neanche le scarpe. Altri preferiscono la cara vecchia incerata, quella “old school” tanto amata dai nostri nonni e acquistabile in un qualsiasi negozio di ferramenta, con giacca e pantaloni extra large da mettere sui vestiti normali. Ogni ciclista con gli anni avrà sperimentato una soluzione diversa che gli permette di tenersi ragionevolmente all’asciutto quando comincia a piovere durante una pedalata.

Che poi diciamola tutta, non bisogna neanche per forza intabarrarsi e sfidare gli elementi.

In alcuni casi si può anche semplicemente rimandare l’uscita se si vede la mala parata.

Se questo non è possibile si può lasciare la bici a casa, o legarla bene a un palo se si è già in viaggio, e affidarsi magari al car sharing, al proprio mezzo privato o ai mezzi pubblici, se proprio diluvia. Certo, non sarà esaltante come una pedalata, ma è un’opzione.

Ci si può anche fermare in un bar o in altro luogo pubblico e aspettare che spiova un attimo. Magari si farà anche qualche bell’incontro. Sembra la sceneggiatura banale di un film romantico, ma in effetti quante storie d’amore saranno nate in una situazionie simile?! Tentar non nuoce.

Se la destinazione del viaggio è casa propria, invece, volendo si può anche provare a sperimentare l’ebbrezza di continuare a pedalare. Così, sotto la pioggia. Tanto comunque mentre si sta in movimento non ci si raffredda di sicuro, e una volta arrivati a casa basterà ficcarsi subito sotto una doccia ben calda e tutto andrà per il meglio. Potreste addirittura scoprire che è esaltante pedalare con i goccioloni che vi sferzano il viso. Molti ciclisti si gasano nell’affrontare condizioni meteo avverse. Attenzione alla velocità però, e a non farvi prendere troppo da quest’euforia così simile a quella di un giocatore di rugby in mezzo alla mischia, perché in condizioni meteo non ottimali è sempre meglio ridurre considerevolmente la velocità e aumentare esponenzialmente il livello di attenzione. Specie in una città come la nostra, così povera di piste ciclabili sicure e dove il traffico è letteralmente “liofilizzato”, del tipo che appena entra in contatto con due gocce d’acqua raddoppia di volume e impazzisce ancora più del solito.

Per concludere, sapete cosa bisogna evitare come la peste quando si va in bici e piove?! L’ombrello. Fidatevi, non provateci neanche.

 

 

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Adriano Bono, il curatore di questa rubrica, è un cicloattivista di Roma da sempre impegnato sul fronte della diffusione della cultura della biciletta. Come musicista è l’autore di diversi “inni” al velocipede e sigle “non ufficiali” della Ciemmona