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Potere al popolo: della bicicletta! # 2 Gennaio – Il freddo

La puntata del Gennaio 2018 della nuova rubrica di Post It dedicata al mondo della bicicletta a Roma.

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Ci siamo lasciati l’ultima volta con il giallo sul perché a Roma non ci sia una cultura della bicicletta, ossia per quale ragione i romani usino così poco la bici.

Ognuno avrà certamente la sua spiegazione.

Sono convinto che secondo molti profani una delle buone ragioni per non viaggiare in bici, specie nei mesi invernali, sia il freddo.

Da ciclista urbano che prende la bici anche in inverno mi sento spesso dire cose tipo: <<Brrr, chissà che freddo che avrai ad andare in bicicletta con questo tempo!>>.

Ma ragazzi, qui bisogna assolutamente sgombrare il campo da una percezione assolutamente erronea: senza alcun dubbio il ciclista è l’utente della strada che soffre meno di tutti il freddo.

Avete presente voi automobilisti quella sensazione di gelo che provate appena entrate nell’abitacolo e che vi fa tremare per parecchi minuti fin quando il motore si riscalda e la temperatura interna diventa umana?!

Bè, quella è una senzaione sconosciuta al ciclista. Perché il ciclista appena sale in sella e dà due giri due di pedivella mette subito in circolazione il sangue. A causa della trazione muscolare di cui fa uso dopo pochi centinaia di metri di pedalata comincerà subito a sentire un calore interiore che da dentro gli pervade tutto il corpo. Dopo un kilometrino probabilmente dovrà aprire il giacchetto e sbottonare il collo della camicia, con una piacevole sensazione di caldo che arriva fino alle estremità delle dita dei piedi e delle mani. Una senzazione che poi rimane in corpo anche quando si scende dalla sella, e che può durare per un’ora e più. Questo perché, è risaputo, non c’è al mondo modo migliore di riscaldarsi che tenersi in movimento.

I ciclisti lo sanno molto bene, e devono stare attenti quando partono per una pedalata ad uscire di casa vestiti in maniera un po’ più leggera di quanto farebbero se dovessero decidere di andare a piedi, con i mezzi pubblici, o anche con l’automobile.

Sapete cosa consigliano a chi rimane bloccato in montagna dentro una tenda in mezzo a una tempesta di neve, vero?! Una bella pedalata direte voi, a questo punto.

Invece no, consigliano di fare l’amore. Ma solo perché non è possibile pedalare dentro una tenda da campeggio. Altrimenti probabilmente consiglierebbero quello.

A questo punto spero di avervi persuaso che bisogna assolutamente abbandonare l’idea errata che il freddo sia una buona scusa per non viaggiare in bicicletta a Roma.

C’è anche un famoso personaggio del cicloattivismo romano, Michelangelo Alimenti, che ha lanciato una specie di “challenge”, una sfida, una provocazione, chiamatela come vi pare, che sta diventando virale sui social network di mezza Italia con l’hashtag #dajeconlamajetta, grazie a video di gente in maniche corte, all’aperto, in sella o appena scesi dalle loro bici. Forse proprio a dimostrazione del fatto che i ciclisti non soffrono il freddo. Ma sentiamo Michelangelo Alimenti, il cicloattivista che ha dato ll via a questo tormentone:

Michelangelo com’è nata questa vostra provocazione, e cosa consiglieresti a chi teme di soffrire il freddo girando in inverno in bici?!

<<Caro Adriano, premetto che personalmente sono circa dieci anni che ho deciso di spostarmi per Roma in bicicletta, per non essere soggetto al traffico.

In altre città in cui ho vissuto, Perugia e Chieti, lo facevo a piedi. E considera che a causa della mia corporatura massiccia ho sempre dovuto fare i conti con il caldo e con il sudore, piuttosto che con il freddo; questo sia facendo sport, ma anche nei miei spostamenti e nelle attività di tutti i giorni.

#dajeconlamajetta è nato come uno scherzo, un’idea suggerita da una battuta di Simone Lunghi, amico e cicloattivista di Milano. Un nostro tormentone interno per dirci “ciao” a vicenda, pubblicando e “taggandoci” in video in maglietta.

Tra le righe naturalmente c’è anche un modo diverso di guardare il mondo che ci circonda, c’è la volontà di riappropriarsi del proprio corpo negli spostamenti, c’è la consapevolezza della necessità di decrescere e ridurre gli input energetici di una società drogata di petrolio a basso costo, la necessità di essere parte del cambiamento dei paradigmi energetici.

Non è una gara di machismo, non è una dimostrazione di virilità, al contrario, se avessi freddo mi coprirei. E’ proprio che spostandomi tutti i giorni in città usando la bicicletta il mio problema non è il freddo, ma semmai evitare di sudare e poi raffreddarmi una volta arrivato.

Il problema lo risolvo pedalando leggero: esco di casa indossando una giacca in gore-tex senza imbottitura, percorro il primo paio di chilometri, per altro in discesa, inizio a scaldarmi, mi tolgo la giacca che ripongo nella borsa assieme alla camicia per l’ufficio e resto in maglietta. Se sentissi freddo nessuno mi vieterebbe di indossare un maglioncino o rimettere la giacca a vento, ma una volta che il corpo si muove e inizia a bruciare energia, contemporaneamente produce calore e il problema è risolto.

Chi viaggia in macchina è seduto, è fermo, è passivo e il suo corpo è completamente staccato dalla realtà. Peggio ancora chi viaggia in motorino, e sta fermo, seduto e soggetto al freddo. Gli scooteristi sì che hanno bisogno di coprirsi, di indossare giacconi, guanti e coperte termiche per le gambe.

Io invece mi muovo, pedalo, il mio corpo brucia energia e produce calore, la stessa cosa che fa il motore di una macchina, con la differenza che io brucio quello che mangio e non inquino, una macchina brucia petrolio emette particolato, CO>2 e NO>2 e altri inquinanti che inquinano e fanno male alla salute.

Se desideriamo che le cose cambino, se ci interroghiamo sul grande problema del nostro tempo, si tratta anche di fare ognuno delle scelte, e di farle subito. Si tratta anche di cambiare modo di spostarci, di mangiare, di coprirci o scoprirci a seconda delle stagioni e delle necessità.

#dajeconlamajetta, per quanto scherzo è anche tutto questo, è la dimostrazione che possiamo spostarci in bici, guardare le nostra città e scoprirne il bello, senza necessità di andare lontano. Possiamo usare il nostro motore biologico e scaldarci, possiamo iniziare ad ossigenare i nostri cervelli e pensare di dover cambiare da subito rotta.>>

Grazie per il tuo parere Michelangelo :-)

Care lettrici e lettori di Post It, vi siete convinti?! Se ancora non ci credete vi sfido a fare la prova del nove. Provare per credere. Se accettate la sfida ma non avete una bici sappiate che a Roma nel mese scorso hano attivato la bellezza di due servizi di bike sharing. Con tutti i difetti che possono avere quelle bici comunque possono essere utili per fare questa prova. Iscrivetevi al servizio, andate in centro, prendete una di queste bici a “flusso libero” e fatevi un bel giro per Roma. Un giro facile, in piano. E vi renderete subito conto di quanto sia piacevole farsi una lunga pedalata in una bella giornata di inverno a Roma. Anzi, più fa freddo meglio è. Molto meglio pedalare in nverno che in estate. I paesi con più ciclisti in Europa sono proprio quelli nordici, i più freddi.

Insomma, il buon senso suggerisce che non è il freddo la ragione per la quale i romani non amano usare la bicicletta. Ma allora perché? Perché?! Se conoscete la risposta comunicatecela all’indirizzo redazione@postitroma.it. Se non la conoscete scopritela sul prossimo numero di Post It! :-)

 

 

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Adriano Bono, il curatore di questa rubrica, è un cicloattivista di Roma da sempre impegnato sul fronte della diffusione della cultura della biciletta. Come musicista è l’autore di diversi “inni” al velocipede e sigle “non ufficiali” della Ciemmona