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Potere al popolo: della bicicletta!

La prima puntata della nuova rubrica di Post t dedicata al mondo della bicicletta a Roma.

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L’altro giorno, mentre pedalavo di buona lena sulla mia biciclettina in mezzo al traffico di Roma, a un certo punto sento una botta di clacson.

Mi volto al volo e intravedo una signora di una certa età piegata sul volante che con la bava alla bocca dalla rabbia mi ingiuriava e gesticolava invitandomi a spostarmi dal lato della strada.

Non stavo in mezzo alla carreggiata, non ostacolavo affatto il suo normale transito. Semplicemente con la mia presenza la costringevo forse a rallentare un attimo, in una situazione di traffico già lento di suo, e magari a fare un pizzico in più di attenzione nel superarmi.

In altre occasioni invece, senza una ragione apparente, mi capita di essere preso a colpi di clacson e sberleffi provenienti da un’automobile con lo stereo a palla. In questi casi di solito si tratta di ore serali e di macchine piene di giovanotti alquanto su di giri e magari già un tantino alterati dall’alcool, o anche “imballati” di cocaina, chissà, che probabilmente si affrettano ad andare a sfasciarsi ulteriormente in qualche tempio della movida romana.

Cosa dimostrano questi episodi, tanto familiari a tutti i ciclisti urbani di Roma?! Che in Italia, e da noi in particolar modo, manca una cultura della bicicletta. In altre parti del mondo scene del genere è improbabile vederle. Nessun automobilista si permetterebbe di mettere in discussione il diritto di un ciclista di circolare per le strade di una città come Amsterdam, per esempio. O di Copenaghen. O anche di Pesaro e Bolzano, senza andare tanto lotano. Tutti luoghi in cui più del 30% della popolazione sceglie la biciletta per i propri spostamenti in città. Da quelle parti il ciclista è giustamente considerato una risorsa. Una persona che libera spazio sulle strade. Perché dove entra un’automobile entrano almeno dieci persone in bicicletta, che riducono l’inquinamento e il rumore e restituiscono le strade alla migliore socialità. Quella fatta di esseri umani e non lamiere.

A Roma invece no. Qui da noi il ciclista urbano è visto come un nemico, uno che rallenta il traffico, che ruba spazio alle automobili e che si trastulla con un gioco da bambini ai danni della comunità.

Cosa possiamo fare per cambiare questa mentalità così sbagliata?!

Parliamone. Parliamone il più possibile.

Magari anche qui, sulle pagine di Post It, che con questa nuova rubrica intende mettersi a disposizione di tutti quelli che vogliono promuovere la cultura della bicicletta nella nostra città.

Ti interessa?!

Allora continua a seguire questa rubrica. Ogni mese sul cartaceo ci sarà una nuova puntata di questa con la quale noi di Post It cercheremo di fare il nostro meglio per aiutare chi lotta per questa grande battaglia di civiltà, al fianco di chi vuole vorrebbe Roma allo stesso livello di tutte le altre grandi città d’Europa e del mondo. Un po’ ovunque negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante nella direzione di una viabilità urbana sempre più “bike friendly”, perché è ormai accertato che una città piena di biciclette è una città più bella, più sicura, più pulita. Si pensi a Londra, che negli ultimi anni ha fatto enormi investimenti sulle ciclovie e che oggi come oggi vanta più di 170 mila viaggi effettuati attraverso il centro di Londra ogni giorno. Si pensi a New York che può vantare la bellezza di 1800 km di bike lanes, le corsie riservate: più del doppio delle 513 miglia di dieci anni. Come queste due grandi città ce ne sono molte altre che stanno portando avanti con daterminazione (e non senza resistenze naturalmente) politiche e interventi infrastrutturali importanti a favore della viabilità ciclistica.

A Roma invece calma piatta da anni. Solo chiacchiere alle quali poi non si riesce mai a dare seguito.

Come mai?!

Tutta colpa delle istituzioni, insensibili al tema?!

Parliamone nel prossimo numero di Post It 👍😊

E se nel frattempo volete segnalarci qualcosa di interessante che riguarda il mondo della bicicletta, qualche novità, qualche curiosità, qualche segnalazione di persone che credete dovremmo inetrvistare per voi, o se volete proprorci qualche approfondimento non esitate a scirverci all’indirizzo redazione@postitroma.it

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Adriano Bono, il curatore di questa rubrica, è un cicloattivista di Roma da sempre impegnato sul fronte della diffusione della cultura della biciletta. Come musicista è l’autore di diversi “inni” al velocipede e sigle “non ufficiali” della Ciemmona