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Portati altrove,
Hofesh Shechter apre il RomaEuropa

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Portati altrove,
Hofesh Shechter apre il RomaEuropa

dal 21 settembre la XXXI edizione del Ref. 160 giorni fra teatro, danza, nuovo circo e installazioni.

Andiamo e lasciamoci portare altrove. E’ questo il messaggio per gli spettatori del Roma Europa Festival, la cui XXI edizione è stata presentata all’Opificio sede dell’omonima Fondazione e del più importante festival romano dedicato alle arti sceniche contemporanee: teatro, danza, performance, installazioni, nuovo circo.

524 artisti, tra cui 34 compagnie per la prima volta al REF, 160 giorni di programmazione, 29 anteprime nazionali: questi numeri del festival diretto da Fabrizio Grifasi e presieduto da Monique Veaute che dal 21 settembre invaderà i palcoscenici di gran parte dei teatri e degli spazi di cultura della capitale.

Dopo le anteprime estive con Alessandro Baricco e la mostra Para Tibi Roma Nihil nello straordinario scenario dell’area archeologica del Palatino (proprogata fino al 31 ottobre) l’apertura della XXXI edizione mercoledì 21 settembre è affidata ai Barbarians di Hofesh Schechter in replica fino al 24 settembre al Teatro Argentina.

Coreografo tra i più acclamati della scena contemporanea, Shechter torna a Romaeuropa con un’indagine in tre capitoli sul rapporto tra istinto e intimità, tra la passione e la banalità del sentimento amoroso, tra il pensiero e il corpo trasportato dal suono.

Un trittico dal ritmo forsennato, con disorientati cambi di scena e una scrittura sonora che tra musica classica ed elettronica scuote letteralmente la platea e per il quale il coreografo anglo-israeliano firma danza e musiche, ‘Barbarians’ arriva nella capitale in prima italiana, in collaborazione con il Teatro di Roma.

Ho realizzato questo spettacolo mettendomi in una situazione di disagio, a partire dal tema indagato fino alla scelta dei costumi per i danzatori’ – ha dichiarato Hofesh Shechter, presente oggi in conferenza stampa-. Per la prima volta non mi occupo di politica ma di passione, di cosa succede quando la passione si mette in moto fra due esseri umani.

La precisione millimetrica della danza, le luci affilate che sembrano tagliare la scena aprono la prima piecè The barbarians in love in cui sei interpreti, figure vestite di bianco, si muovono come un corpo solo sulla partitura barocca di François Couperin, Les Concerts Royaux, in dialogo con le musiche elettroniche dalle derive rock.

Da non perdere poi nei primi giorni del Festival, Maritime Rites (Riti Marittimi) concerto galleggiante di Alvin Curran con la Banda della scuola popolare di Musica di Testaccio domenica 25 settembre alle ore 12 al Laghetto di Villa Borghese (accesso gratuito); OCD Love, intrigante crescendo di sensualità su musica elettronica della coreografa Sharon Eyal, il 27 e 28 ottobre al Teatro Argentina; Passione di Emio Greco con il Ballet National De Marseille il 30 settembre e 1 ottobre; Sabina Meyer con Ninfa in Lamento, spettacolo in bilico tra musica contemporanea e prassi barocca, a Villa Farnesina dal 29 settembre al 1 ottobre; Pentesilea. Allenamento per la battaglia finale, di Lina Prosa, il 29 settembre a Villa Medici.

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