Connect with us

Parole con Fabio Sisti Aka PRODUKKT

night

Parole con Fabio Sisti Aka PRODUKKT

Intervista di Sara Graziani

Raccontami di te.
Sei un artista produttore e dj, hai scelto Roma per vivere e lavorare? O ti è capitata?
A Roma ci sono nato prima di tutto. Poi l’ho scelta. Ci sono stati periodi della mia vita durante i quali ho lavorato in Francia e ho avuto anche una parentesi Newyorkese pero’, mentre ero lontano da casa pensavo sempre a dove avevo lasciato il cuore e sapevo che ci sarei tornato. Probabilmente avevo ancora qualche cartuccia da sparare. In fondo Roma con tutte le sue problematiche rimane una città dove, se vuoi, puoi fare molto. Quindi prima mi e’ capitata e poi l’ho scelta.
Dicci un po’…come nasce un pezzo, quale è il processo creativo di Fabio Cavo Produkkt?
Molto spesso un pezzo nasce da una frase cantata sotto la doccia, magari una melodia che mi si pianta in testa e a un certo punto deve uscire per non farmi impazzire, pero’ nasce sempre da qualcosa da dire.
Roma-Berlino-Londra. È un confronto che regge? Come vedi la scena musicale oggi?
Forse il mio punto di forza è sempre stato quello di non fare troppo caso a quello che la scena musicale proponeva. Produco senza ispirarmi a niente.
Oggettivamente però Berlino e Londra sono sempre stati punti cardine dei nuovi trend per quanto riguarda la musica. Personalmente di solito trovo quello “che va” al momento molto noioso. Quindi tanta noia nel mainstream, ma tante piccole perle nell’underground di queste città.
Tu che sei titolato in tema di discoteca, c’è una diversità nel modo di divertirsi a Roma o in altre città del mondo?
Ricollegandomi a quello che dicevo prima penso che la vera differenza sia fra il pubblico mainstream e quello underground. Il primo segue le masse , si traveste e va a ballare per farsi vedere, il secondo se ne frega di come appare e cerca la buona musica e i posti dove si crea sinergia fra la consolle e il dancefloor.
Ma da dietro la consolle, guardi il tuo pubblico?
Per un dj non guardare il pubblico è un grosso errore, quindi è una cosa che cerco di fare sempre. Purtroppo, sono sincero, a volte sono preso da quello che suono e dal “mio viaggio” personale e non lo faccio. Come producer, salire sul palco richiede ancora piu’ attenzione al controllo della strumentazione e ancora più un coinvolgimento emotivo con il set, cosa che spesso mi porta a chiudermi sul mio live e a “svegliarmi” magicamente alla fine della performance.
Dimmi la cosa più strana che hai visto mentre stavi per suonare.
Un Producer con i controller non collegati.
Quando suoni dal vivo stai lavorando, creando, divertendo tutto insieme. Raccontami la serata più bizzarra?
Serate bizzarre tante. Dimenticherò difficilmente il tour in Spagna dove un gruppo di party kids ha seguito la mia etichetta ai tempi (Citizen Rec.) e in ogni data aveva dei costumi diversi… una volta supereroi Marvel, una volta Disney.. Insomma si aspettava la loro apparizione sotto palco e si facevano scommesse su quale sarebbe stato
il tema quella volta!
Il luogo più bello dove hai suonato. Quello più brutto e quello dove vorresti tanto suonare.
Ricordo sicuramente Il Florida135, un club di Madrid dove al suo interno e’ ricostruita una piccola citta’ con lampioni strade e palazzi.
Difficili da dimenticare anche il Griessmuehle a Berlino: gigante, industriale e “La Machine” il club del Moulin Rouge a Parigi. Non ricordo nessun club brutto, ricordo esperienze paradossali come quando arrivi al club e tutto e’ disorganizzato, ma non fatemi fare nomi! Quello dove vorrei suonare… l’auditorium di Roma è un locale???
So che segui progetti speciali con altri colleghi. Che mi racconti? Nuovi progetti in campo…
Al momento collaboro con La Roboterie a Roma, una di quelle realtà che riesce ancora a stupire con le loro guest. Con Georgia Lee stiamo lavorando sul campo dei corsi per produzione di musica elettronica con il suo “Filtro Lab”. Da qualche mese ho aperto la mia etichetta Fakktory Records su cui ho pubblicato il mio ultimo singolo “You Lie” con Momo (Carlotta, la voce dei Mòn). L’etichetta vuole essere appunto una Factory, dove tutte le persone che ho conosciuto e con cui ho collaborato, in questi 10 anni di musica elettronica, investono le loro energie, affinché il prodotto finale sia professionale, ma slegato dalle dinamiche del mercato che basa tutto sul budget a disposizione. Un altro punto importante e’ che gli artisti della Fakktory tornano ad avere pieno potere decisionale sull’utilizzo dei loro brani andando a rompere il sistema asfissiante del copyright. Ce la possiamo fare!

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in night

To Top