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Orizzonti che si allargano: spettacolo e formazione in tempi di pandemia.

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Orizzonti che si allargano: spettacolo e formazione in tempi di pandemia.

Sconforto, malinconia, nostalgia, trauma, pandemia. Ma anche rinascita, evoluzione, scoperta, arricchimento. Insomma resilienza, la resistenza proattiva che da più parti si invoca e si ripete.
Gli accadimenti degli ultimi 12 mesi hanno segnato un po’ tutti, nello spirito e nella mente.
Per gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo è stato come prendere un maglione, indossarlo al contrario e infilare nelle maniche le gambe invece che le braccia.

Cinema chiusi, teatri chiusi, spazi di esibizione interdetti. Distanziamento in scena e spalti deserti, già perché il pubblico è svanito, gli applausi e il rumoreggiare sono diventati un ricordo. Di un mondo che è stato e che ora sta cambiando pelle, secondo regole e principi diversi.

Cinema, piazze e teatri torneranno ad animarsi, ne siam certi, le speranze sono riposte nel Sacro Graal del vaccino che si auspica possa consegnare al popolo italiano le garanzie di protezione attese.

Ma intanto, “Facciamo luce sul teatro”. Una frase che lo scorso 21 febbraio ha riacceso i riflettori sulle facciate di decine e decine di teatri del Belpaese. All’iniziativa promossa  da UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) hanno risposto in tantissimi tra artisti e operatori del settore.

L’impatto mediatico e il tam-tam dei social è stato rilevante. Le emozioni vissute in quell’occasione sono nelle parole e negli occhi di chi in prima persona ha risposto alla chiamata.  A Roma, all’Auditorium, per esempio vi era l’attrice Camilla Petrocelli, che abbiamo visto nella scorsa stagione de “I delitti del Barlume” e che proprio in questi giorni è in Tv come “Selvaggia” nel nuovo spot delle Gocciole. A PostIt Camilla racconta: “il clima era surreale, l’impatto incredibile. Osservavo come gli altri colleghi questa enorme scritta ed è stato in quel momento che ho preso coscienza dell’impatto che ha avuto la pandemia sul nostro lavoro. Prima di allora, per un anno, avevo come frapposto un’invisibile corazza rispetto allo stravolgimento avvenuto. Avevo rimosso per non sentire il dolore.”

Ma è stato comunque un anno su cui Camilla ha investito proficuamente per allargare i propri orizzonti: “il primo lockdown mi ha fornito tantissimo tempo per studiare e formarmi su materie e inclinazioni che sapevo essere latenti. Ne ho approfittato al meglio. Sono un’attrice e performer – precisa – è un lavoro che mi piace tantissimo e che continuerò a svolgere. Ma ora, grazie a un Master del Sole24Ore prima, e ad un Master online di Veronica Benini, alias Spora, che ho seguito e concluso tra una chiusura e l’altra, ho imparato anche le basi del Social Media Management, una professione che oggigiorno è fortemente richiesta e peraltro anche all’interno del mondo artistico”.

Un mondo, quello dello spettacolo, che a Roma si è rapidamente ri-organizzato direzionandosi verso le attuali richieste del mercato: contenuti audiovisivi on demand. Sono numerose le produzioni cinematografiche e televisive attualmente in svolgimento, qua e là  per i quartieri della Capitale. Il calendario è fittissimo per tutto l’anno ed ha respiro anche internazionale.

L’ apertura di una sede Netflix, ai Parioli, è un indicatore più che chiaro di quanto sta accadendo. Camilla dal suo osservatorio conferma: “ci sono tantissimi provini aperti, il settore è in grande fibrillazione, le case di produzione sono attivissime”. Video, video e ancora video, il pubblico chiede contenuti mediati attraverso un dispositivo video. Video che a sua volta è divenuto compagno indissolubile per gli attori stessi, che hanno fatto di ragion virtù investendo risorse e strumenti per divenire autonomi nel confezionare dei “selftape” evoluzione “domestica” e smart dei provini in presenza.

Anche Camilla si è data da fare: “non mi sono persa d’animo ed ho trasformato il soggiorno di casa in un piccolo studio di regia, è stato anche divertente”. Parole che escono con il sorriso ed una carica di grandi aspettative per il presente e per il futuro. Quanto ci auguriamo per tutte le persone che gravitano intorno al magico mondo dei riflettori.

Intanto è fissata una data: il 27 marzo potrebbero riaprire i cinema, i teatri e le sale da concerto. L’annuncio è arrivato dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a seguito del confronto con il comitato tecnico scientifico che, dunque, si è detto d’accordo sulla riapertura dei luoghi di cultura e spettacolo pur con due variabili: le “integrazioni ai protocolli di sicurezza” e la condizione di zona gialla.

 

 

Claudio Riccardi

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