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Nuovo Cinema Aquila,
a qualcuno piace chiuso

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Nuovo Cinema Aquila,
a qualcuno piace chiuso

Dal Comune ancora un rinvio sulla data di apertura: «Stiamo in attesa dell’agibilità temporanea». SCCA: «Il cinema doveva riaprire il primo ottobre e da giugno abbiamo lavorato e redatto un programma con il territorio e i 5stelle su questa data. Attendiamo chiarimenti nell’incontro pubblico di questo fine settimana». “Roma non fa schifo”. Spazi di condivisione e nuovi laboratori sociali contro speculazione edilizia e desertificazione culturale. Le responsabilità del Partito Democratico.

Bandi pilotati, cambi di destinazione d’uso e magie burocratiche. La fase di stallo protratta dalle precedenti giunte capitoline capitanate dal Partito Democratico e che ha colpito le sorti del Nuovo Cinema Aquila – sequestrato nel 1998 a Matilde Ciarlante e a Giuseppe Cillari, coppia di camorristi  è una storia nota quando parliamo di beni pubblici. Con annessa assenza di chiarezza, mancato coinvolgimento del territorio e nessuna visione programmatica a lungo termine. A oggi l’indizione del bando del 2015, successiva alla chiusura del Cinema il 9 giugno dello stesso anno – a seguito di alcune irregolarità riscontrate nella gestione da parte della Cooperativa Sol.Co e in corso di indagine – ha sortito l’unico risultato di sbarrarne l’accesso con costi economici e sociali, non tutelandone il valore e non portando trasparenza e indipendenza nella futura gestione. Agli atti solo un bando non assegnato (D.D. n. 2460 del 30 settembre 2015): tre i partecipanti fuori dai criteri di ammissibilità e all’orizzonte un percorso di assegnazione al colosso privato “red carpet” della Fondazione Cinema per Roma.

cinema-metropolitan▶ Contestazioni davanti al Cinema Metropolitan, chiuso dal 29 dicembre del 2010.

 

La storia parla chiaro. Strutture pubbliche e private chiuse e in stato di abbandono sono il risultato di una mancanza assoluta di visione alternativa nel migliore dei casi, se non lo stallo determinato da resistenze territoriali e occupazioni frapposte alle pressioni della speculazione edilizia, che troppe volte hanno visto questi spazi divenire supermercati, negozi e sale bingo in barba ad ogni vincolo d’uso. In mezzo il Comune di Roma con progetti di “riqualificazione” di stampo prettamente commerciale e le sue schizofreniche macchine burocratiche – vedi le varianti con cambi di destinazione d’uso fino al 40% della superficie – capaci di determinare la desertificazione culturale degli spazi di espressione, quando non di agire contro con repressione e sgomberi. 

 

valle-occupato
▶ Il Teatro Valle chiuso dal 19 maggio 2011. Occupato dal 14 giugno 2011 all’11 agosto 2014

 

Il Comune, dicevamo, e il Partito Democratico in particolare che ha governato quasi ininterrottamente questa città dal 1993. Dal Teatro Valle al Metropolitan, dal Cinema America fino al Cinema Aquila. Sono questi solo alcuni dei più recenti e fallimentari laboratori politici e culturali in cui, sullo stesso tavolo, hanno seduto i rappresentanti del partito, ex lavoratori, residenti, associazioni e attivisti dei centri sociali. Il risultato è agli occhi di tutti: sgomberi e chiusure.

Lo scenario che si è aperto all’indomani dell’insediamento dei 5 stelle, ridisegna le sorti dello storico spazio pubblico cinematografico del Pigneto attraverso un nuovo tavolo di lavoro, già attivo prima del loro insediamento e sorto a seguito delle ripetute contestazioni e minacce di occupazione, a cui era facile prevedere avrebbero scelto di sedersi e discutere. Un laboratorio dicevamo sperimentale battezzato “Spazio Comune Cinema Aquila (SCCA)” già più volte balzato agli onori della cronaca e che mette insieme residenti, centri sociali, associazionismo, sacche di resistenza territoriali autorganizzate e istituzioni.

▶ L’assemblea Pubblica al Cinema Aquila dello scorso 15 settembre 2016

 

Un tavolo che ha già suscitato notevoli malumori e in primo luogo proprio tra gli anziani della politica, costretti ora a sedere tra i banchi dell’opposizione. Ripetute mozioni comunali e municipali – che hanno visto PD e Noi con Salvini fare fronte comune – con all’ordine del giorno il Cinema Aquila. Sotto accusa l’eventuale assegnazione diretta.

Anche gli uffici tecnici, in cui spesso è facile trovare impiegati di vecchia generazione, hanno svolto e svolgono con devozione il loro lavoro di ostruzionismo –  denuncia SCCA – e spesso reperire carte che avrebbero favorito la riapertura in tempi brevi diviene difficile come attaccare il campanello al collo dei gatti. Già due i rinvii a cui l’apertura è stata sottoposta, nonostante le rassicurazioni degli stessi rappresentanti del M5s su un percorso rapido. A rappresentare i 5S sul tavolo di lavoro di quartiere c’è Giovanni Boccuzzi, attuale presidente del Municipio V che ha più volte dichiarato: “Il cinema L’aquila deve tornare ai cittadini nel rispetto della legge 109/96. In essa viene sancito il principio di riutilizzo sociale dei beni confiscati. La gestione transitoria del cinema, fino all’indizione del bando ed alla successiva assegnazione, sarà assicurata dal V municipio, con una programmazione partecipata e condivisa”. A cui sono seguiti gli impegni della giunta Raggi che anche il 27 settembre ha approvato una mozione “per sostenere quei percorsi condivisi e partecipati dei cittadini nelle trasformazioni urbane (così come prevede la delibera n.57 del 2006)”, facendo espresso riferimento al percorso partecipato di riapertura del Cinema Aquila.

▶ marzo 2016: iniziativa organizzata in favore della riapertura del Nuovo Cinema Aquila, nel quartiere Pigneto

 

«Con una programmazione stilata di concerto tra gli aderenti al tavolo, compreso dunque il Comune di Roma, – puntualizzano gli attivisti di SCCA – con conseguente campagna di comunicazione già attiva successiva alla presentazione in assemblea pubblica dello scorso mese, si scopre a pochi giorni dall’apertura – prevista inizialmente per l’uno ottobre e poi per il 7 – che le carte di autorizzazione al pubblico spettacolo con un iter iniziato a luglio – nonostante le precedenti rassicurazioni in merito – non sono state ancora firmate dagli uffici addetti al rilascio e che problemi di natura – ci comunicano – prevalentemente tecnica (verifica stato cornicione su via pesaro, ripristino attacco UNI-70 per autobotte VVF, revisione pavimento ingresso sala cinema, adeguamento servizi igienici, ripristino di un gradino dell’uscita di emergenza, ndr) stiano alla base del rinvio. Abbiamo molti dubbi sulla pretestuosità del giudizio di inagibilità – basti ricordare la tre giorni organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma neanche un anno fa – di cui ancora oggi non è stato possibile verificare le carte di concessione:

Se questa presunta inagibilità si protraesse ancora a lungo, in nome di una legalità del tutto formale, scavalcando quelli che sono i veri contenuti di una proposta culturale qualificante, non aprirà  le porte del cinema ma di certo quelle della scelta di perseguire – in continuità con le precedenti amministrazioni – una precisa volontà politica, che non potrà in alcun modo camuffarsi sotto la neutralità di un problema tecnico.

Ribadiamo la nostra fiducia nel Comune nel portare avanti un percorso che si rivelerà straordinario e foriero di spunti e contenuti ma il mondo delle carte bollate lo conosciamo bene e non ci piace per nulla: basti pensare alle lotte per il riconoscimento del Lago Exsnia e quelle contro l’apertura del supermercato Lidl. Ci assicurano che i tempi per mettere in regola gli aspetti tecnici e di agibilità del cinema non andranno oltre i dieci giorni. Per dipanare definitivamente queste perplessità sorte in seguito ai ripetuti rinvii abbiamo chiesto all’assessore Luca Bergamo di esprimere con chiarezza in assemblea pubblica con il territorio i motivi del rinvio e di fissare la data certa di riapertura nel mese di ottobre».

rampe_ingresso Interno del Cinema Aquila

 

Dicevamo di SCCA su cui è il caso di spendere due parole vista la cianfrusaglia di informazione – senza fondamento giornalistico – che ne è circolata intorno su canali “da fare schifo” asserviti quasi sempre alle vecchie logiche di potere. Un progetto sperimentale – che abbiamo avuto modo di seguire da vicino e che ci siamo fatti spiegare.

«Fin dall’inizio, SCCA ha deciso di intraprendere un percorso di coprogettazione alla messa immediata a disposizione della collettività del cinema aquila in modo gratuito, disinteressato e politicamente accorto. Un esperimento di solide e concrete prove di prassi partecipate e strutturate dalle collettività di riferimento nei confronti di beni pubblici e privati. Importante da subito precisare che SCCA non ha una struttura giuridica di nessun tipo, – ci spiega Federico Petrolati – per cui un affidamento diretto a quello che non è altro che un tavolo di lavoro sarebbe impossibile. Parliamo piuttosto di condivisione di spazi su base temporanea come modello di cogestione dei beni comuni».

Il tavolo concerta la programmazione con tutte le realtà presenti e vaglia sulla base di criteri che stanno già sulla carta di gestione del Cinema Aquila (stilata nel 2008) in modo del tutto trasparente. Un tavolo che ha raccolto adesioni e continua a rimanere aperto a nuove proposte attraverso le numerose assemblee pubbliche partecipate e diffuse. Come accadrà in questi primi mesi subito dopo l’apertura, saranno le stesse associazioni che hanno partecipato e fatto richiesta di usufruire degli spazi del Cinema Aquila, a farsi carico degli oneri e delle autorizzazioni contestuali all’evento che si intende realizzare. Il tutto sempre sul solco del non-profit. I ricavati andranno a sostenere le spese vive: affitto del proiettore, pulizie, utenze, spese burocratiche, manodopera, etc… Comune e municipio stessi definiscono proiezioni in sinergia con il tavolo di lavoro.

interno-1  Interno del Cinema Aquila

 

«Ribadiamo che alcuna assegnazione diretta, formale o informale, è stata messa in atto da parte del Comune a favore del progetto SCCA, che non ambisce in alcun modo alla gestione del cinema, ma vuole essere collettore di tutte quelle realtà sociali che si stanno volontariamente mettendo a servizio della tutela del bene e della sua immediata riapertura. SCCA è da sempre aperto a tutte le realtà e tale continuerà ad essere. L’interlocuzione aperta con le istituzioni è quindi volta a strutturare un percorso che porti alla riapertura immediata del cinema, attraverso un processo aperto e partecipato, democratico e orizzontale. La serie di iniziative che comporranno la programmazione temporanea, nascono dall’iniziativa di tante realtà presenti sul territorio del quadrante est e non solo, da anni attive nella promozione di modelli sociali e culturali alternativi alle logiche del profitto, e che si sono messe volontariamente in moto per invertire immediatamente lo stato di attuale chiusura e abbandono, frutto dell’incapacità (quando non volontà) della precedente amministrazione».

Troppo spesso la storia dei cinema e teatri si è intersecata con quella di supermercati e sale da gioco. Una frattura narrativa in cui leggere le trasformazioni sociali ed economiche di mezzo secolo di storia italiana. Lontani da ogni sterile fascinazione nostalgica, sono le stesse generazioni che hanno riempito per decenni foyer, sale e arene, in cui riecheggiano ancora i rumori e gli odori di quegli anni o i bisbiglii, se non vere e proprie chiacchiere dalle ultime file, a frequentare bingo e supermercati come luoghi di aggregazione. L’uomo è un animale sociale. L’annichilimento su una struttura nuclearizzata che ci vuole rinchiusi tra le mura di casa ha statisticamente esaltato frustrazioni e alienazioni. E quando l’alternativa a queste pareti sono quelle di supermercati e sale da gioco, l’alienazione diviene violenza. Da soggetti fruitori dell’arte a consumatori. Gli spazi di condivisione modificano il nostro modo di essere, la nostra capacità di relazionarsi all’altro.

Dal celebre Endelweiss di Monte Mario oggi  negozio d’arredamento Anzalone, all’Etoile o il Garden, che oggi sono rispettivamente un negozio della filiale Luis Vuitton ed una sala bingo. Destino più crudele è stato quello dell’Holiday, il quale chiuse i battenti nel 2007 per riapparire, come Supermercato Tigre. Largo Benedetto Marcello, quartiere Salario, non troverete più il Rouge et Noir: al suo posto oggi c’è un bingo-videolottery.(nelle foto sotto) 

rouge-noir cinema-rouge-et-noir

«Il Cinema L’Aquila non farà la stessa fine, a prescindere da qualunque partito governi questa città – sanciscono gli attivisti di SCCA. Ci piace ricordare, a chi ha poca memoria e a quanti semplicemente non lo sanno, che è stato un percorso di lotta dal basso che ha impedito che la speculazione realizzasse l’ennesimo centro commerciale nei locali dell’ex-cinema, restituendo al quartiere il cinema di cui aveva bisogno e permettendo quel percorso che portò al bando del 2004. Oggi come nel 2004 saranno i liberi cittadini e il territorio a riaprire il cinema».

 

 

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