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MACRO Testaccio - La Pelanda
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MACRO Testaccio trova sede nel complesso ottocentesco dell’ex-Mattatoio, in un’area della città che in questi ultimi anni sempre più si è caratterizzata per la ricchezza di manifestazioni culturali ed eventi artistici rivolti in particolare ad un pubblico giovane. Gli originari padiglioni che caratterizzano l’intero complesso architettonico, costruiti fra 1888 e 1891 da Gioacchino Ersoch, testimoniano il passaggio dal classicismo alla modernità e costituiscono un importante esempio storico dell’architettura industriale monumentale e razionale della fine del secolo. Il Mattatoio è considerato uno fra i più importanti edifici industriali della città per la modernità e originalità delle sue strutture, contribuendo a farne un esempio interessante di “archeologia industriale” ancora esistente. Nel 2002, due padiglioni all’interno del complesso del Mattatoio, che consta di una superficie di 105,000mq (di cui 43,000 coperti), sono stati assegnati al MACRO per lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea. Dal 2003 è nata la struttura di MACRO Future (oggi MACRO Testaccio) che ha iniziato una prima regolare attività espositiva all’interno di uno dei due padiglioni, mentre le attività espositive del secondo padiglione hanno avuto inizio nel 2007. In sintonia con la dinamicità che caratterizza il quartiere e la forte presenza di giovani nelle ore serali, MACRO Testaccio è aperto dalle 16 alle 24 tutti i giorni ad esclusione del lunedì. Le dimensioni e la disposizione dello spazio lo rendono particolarmente adatto per presentare alcune delle più rilevanti espressioni artistiche internazionali e nazionali che oggi riconfigurano i “territori” della cultura visiva e della contaminazione tra linguaggi differenti . Il Nuovo MACRO con MACRO Testaccio si preparano ad essere il volto di un polo culturale sfaccettato attraverso il quale potrà affermarsi sempre più il valore dell’espressione artistica contemporanea italiana e internazionale.
LA PELANDA - CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE
La Pelanda, il centro di produzione culturale situato presso Piazza Orazio Giustiniani 4, è nato come progetto dieci anni fa da un’idea di Zoneattive e la cui direzione dei lavori è stata affidata all’Ufficio Città Storica, del VI Dipartimento dell’Assessorato all’Urbanistica, diretto dall’Ing. Paolo Capozzi. Uno spazio di 5000 mq all’interno del Mattatoio destinato ad attività espositive, formative e laboratori. Un esempio di architettura industriale, frutto di un eccellente restauro durato più di tre anni, che si appresta a diventare uno spazio innovativo e flessibile, in grado di ospitare manifestazioni di vario genere. La gestione de La Pelanda - si è scelto di conservare il nome originale - è affidata al Macro e con l’imminente apertura della nuova ala di via Nizza, progettata da Odile Decq, entrerà a far parte del complesso del Nuovo Macro costituito dal già esistente museo di arte contemporanea di via Reggio Emilia e dai due padiglioni del Macro Testaccio. Si realizza così un percorso dedicato al contemporaneo arricchito anche dalla presenza, sempre all’interno del Mattatoio, dell’Accademia di Belle Arti e della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Il progetto de La Pelanda rappresenta l’opera di recupero più rilevante realizzata all’interno del complesso di archeologia industriale del Mattatoio di Testaccio, per un finanziamento complessivo pari ad oltre 13 milioni di euro. Il cantiere è stato inaugurato nel novembre 2006, la cubatura complessiva è di mc 38.000 ca., per una superficie utile di mq 5000 ca, composta di 5 fabbricati organizzati intorno ad una grande galleria di ca. mq 1400. Lo spazio è inoltre dotato di 2 sale teatrali di mq 260 ciascuna; una sala studio-laboratorio di mq 122; una sala regia ed una sala registrazione mq 65 ciascuna; un appartamento per ospitare artisti ed operatori impegnati nelle produzioni di mq 130 distribuiti su due piani; una zona ristoro-cucina di mq 10; camerini ad uso di artisti e operatori per mq 70, e una superficie complessiva destinata a servizi igienici di mq 85. Sono state installate vetrate per complessivi mq 4000. Le sale teatrali sono pavimentate con assi di pioppo dello spessore di cm 6, al di sotto del quale è allestita una complessa impiantistica. La galleria centrale è pavimentata con cubetti di basalto, e i rimanenti spazi con cemento industriale. L’intervento di restauro conservativo ha previsto la riqualificazione dei padiglioni utilizzati per la Pelanda dei Suini e per i serbatoi dell’acqua. Il corpo principale è costituito da una grande navata, una ciminiera troncoconica ed altre attrezzature metalliche che ne fanno un luogo di rara suggestione e che il progetto intende conservare integralmente. L’intero complesso è stato progettato come un sistema aperto, modulare nelle sue strutture e interamente attraversabile dal pubblico, con grandi superfici vetrate che esaltano volumi e prospettive.














