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Museo_di_Roma_in_Trastevere

Location

Museo di Roma
in Trastevere

ZONA: Centro Storico

TIPOLOGIA: musei

ORARIO: martedì-domenica 10-20; 24 e 31 dicembre 10-14 (la biglietteria chiude un'ora prima). Giorni chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

INDIRIZZO: Piazza Sant'Egidio, Roma, RM, Italia

TEL: 065816563

  


Dettagli


Il Museo di Roma in Trastevere è in Piazza Sant’Egidio, in un edificio storico che dal XVII secolo fino a dopo l’unità d’Italia fu convento delle Carmelitane scalze. Anche la piazza deve il suo nome al monastero, nel quale è inclusa la chiesetta di Sant’Egidio. Il primo nucleo del monastero fu fondato nel 1601 presso la chiesina di S. Lorenzo in Ianiculo, poi restaurata e dedicata a S. Egidio, per ospitare l’ordine religioso delle Carmelitane Scalze. Su richiesta di Vittoria Colonna, nel 1628, papa Urbano VIII concesse alle monache anche la chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, proprietà dell’Università dei Calzolari, attigua a quella di S. Egidio. Quest’ultima venne demolita ed incorporata nel monastero. Di essa il Museo conserva, al piano terra, la lapide in marmo dell’Università dei Calzolai, risalente al 1614. La chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano fu restaurata nel 1630, ornata di marmi dal connestabile Filippo Colonna e, due anni dopo, intitolata dal Papa alla Madonna del Carmelo e a Sant’Egidio. Le suore vissero nel convento fino alla presa di Roma. L’edificio divenne proprietà del Comune di Roma nel 1875 e dal 1918 fu sede del sanatorio antimalarico per l’infanzia “Ettore Marchiafava”. Una lapide di marmo, all’ingresso del Museo, ricorda la data in cui il sanatorio venne dedicato al Marchiafava, medico illustre e senatore del Regno, esperto di malaria e, nel 1918, Assessore per l’Igiene. Erano gli anni in cui la malaria faceva molte vittime tra i lavoratori dell’Agro romano. I ragazzi rimanevano in sanatorio in media due mesi, affidati alle cure del medico del Governatorato e delle suore di carità di San Vincenzo de’ Paoli. Vi erano inclusi un orto-giardino e una piccola scuola. Tra il 1969 2 il 1973 l’edificio fu restaurato dagli architetti Attilio Spaccarelli e Fabrizio Bruno, per adattarlo ad ospitare il Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi, presentando materiali relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di Roma, allora come ora in Palazzo Braschi. Il Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi aprì al pubblico i primi di febbraio del 1979. Il Museo è stato recentemente ristrutturato per consentire un uso funzionalmente più rispondente alle attuali esigenze museografiche – tra le quali lo svolgimento di mostre, spettacoli e convegni – e ha riaperto al pubblico nel 2000 con la nuova denominazione Museo di Roma in Trastevere.

 

La collezione

La collezione permanente del Museo di Roma in Trastevere mostra gli aspetti salienti della vita popolare romana della fine del Settecento e dell’Ottocento, filtrata attraverso i gusti e i convincimenti degli artisti e dei folkloristi che l’hanno rappresentata. In particolare la collezione comprende una raccolta di dipinti, stampe, disegni e acquerelli, tra cui una selezione della famosa serie della Roma sparita di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 – 1907), un presepe di ambientazione ottocentesca romana, sei rappresentazioni veristiche d’ambiente, meglio conosciute come Scene romane, che riproducono a grandezza naturale aspetti della vita popolare romana dell’Ottocento. Le tematiche maggiormente rappresentate sono i mestieri, le feste laiche e religiose come le Luminarie e il Carnevale, il saltarello, l’abito tradizionale. Fanno parte della collezione del Museo i materiali appartenuti al poeta Trilussa (Roma 1871 – 1950) donati dopo la sua morte al Comune di Roma e in parte esposti nella videoinstallazione denominata la Stanza di Trilussa. Il Museo attua periodiche rotazioni delle opere per motivi conservativi e per consentire ai visitatori di ammirarne il maggior numero possibile. Attualmente è esposta una selezione di dipinti, incisioni e stampe di pittori di grande fama, italiani come Ippolito Caffi e Vincenzo Morani e stranieri come Salomon Corrodi e Adolphe Roger. Tra le vedute di Roma e della Campagna romana sono esposte una Veduta notturna di Roma di Amedeo Simonetti (1874-1922), una Veduta fantastica del Palatino, di Carl Friederch Seiffert (1809-1891), Piazza Colonna di notte di Pasquale Ruggero (1851-1915) e alcune piccole vedute di Diego Angeli (1869-1937). Tra i dipinti dedicati ai mestieri è in esposizione il Caldarrostaio a via Sistina di Arnoldo Corrodi (1846-11874) e, tra quelli che rappresentano la religiosità, La benedizione dei cavalli a S. Antonio all’Esquilino (1855), entrambi ritornati al Museo dopo il restauro conservativo. Inoltre sono esposte una scultura di terracotta di Achille Pinelli (Roma 1809-1841), Barbaro, barbaresco e maschere, realizzata nel 1833, che rappresenta una scena del carnevale romano; due maschere lignee antropomorfe carnevalesche del sec. XIX e un bracciale di legno per il Gioco del pallone, gioco sferistico molto popolare nella Roma ottocentesca.

 

 


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