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Le Interviste Improbabili di Adriano Bono: Tonino Carotone

Lo scorso 12 Gennaio Tonino Carotone ha tenuto un concertone come ospite speciale del Reggae Circus presso il Largo Venue a Roma. Qualche giorno dopo un po’ a sorpresa si è prestato a tenere una serata dal tono molto più intimo e confidenziale presso il Circolo Arci Sparwasser al Pigneto. Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda tra una canzone e l’altra. Quella che segue è la trascrizione più o meno fedele di questa indimenticable chiacchierata.

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Tonino, la tua è stata una vita da romanzo, e come tutte le vite avventurose hai anche passato qualche tempo in carcere. Com’è andata?! Questo fa di te un ex-criminale?!

Per me non è una vergogna essere stato in carcere, anzi…però aspetta, l’importante ora è che sta finendo il wiskey…(fa cenno di portare un nuovo bicchiere di wiskey ndr), in carcere non c’era il wiskey, ma comunque, io sono stato in carcere per un senso di libertà, per prendermi quello che non c’era, ossia per il diritto di non far la leva militare. Ho passato un anno in carcere, ero stato condannato a cinque, ma prima di continuare voglio scusarmi se parlo “Itagnolo”, ma tanto mi capite no?! E quindi insomma, abbiamo fatto questa lotta contro la leva obbligatoria, e solo a Pamplona siamo stati duemila ragazzi, e alla fine abbiamo più o meno vinto, ed è stata cambiata la legge. Ho fatto tutta la condana in isolamento, perché quando andavo nel cortile cantavo sempre le mie canzoni contro la leva, e quindi poi venivo rispedito direttamente in isolamento. Vabbè, però in carcere ho cominciato anche a suonare un po’ la chitarra, e tra una cosa e l’altra abbiamo fatto anche un sacco di amici, e alla fine abbiamo fatto quello che bisognava fare perché in questa vita se non si fa la lotta non si ottiene niente.

Questo succedeva all’epoca in cui giravi il mondo con quella tua band di Mariachi Punk, i Kojón Prieto y los Huajolotes, ma c’era anche l’amore per la musica Italiana, com’è nata questa passione?!

Molte canzoni Italiane si sentivano alla radio, che per molti di noi nei quartieri popolari era l’unica finestra sul mondo, e così anche io sentivo Carosone e fin da piccolo lo tenevo nel cuore, perché comunque mai ho avuto pregiudizi musicali. Tra l’altro ci divertivamo a cambiare le parole delle canzoni Italiane come Felicità dei Ricchi e Poveri, e a farne la versione oscena, piena di parolacce. Era divertente no?! Perché per me la musica deve essere anche divertente. Poi quando a Pamplona ho detto ai miei amici che andavo a Barcellona a dedicarmi alla musica a tempo pieno, perché c’era anche Manu Chao e tanti altri artsti, e per avvcinarmi anche un po’ all’Italia, mi prendevano in giro e dicevano che sarei tornato a casa con la coda tra le gambe, ah ah ah (ride forte), che vadano all’Inferno! Ma io sono così, quando credo in qualcosa ci credo fino in fondo.

Tonino tu sali sul palco e spacchi tutto, ma qual è il carburante della tua ispirazione?!

Non te lo dico. No dai, è tutto carburante nel mondo: il sesso, la droga il rock & roll, e soprattutto, non so è…è la notte che mi fa impazzire! Perché di giorno invece…il giorno è privato. La notte è pubblica, il giorno è privato. Sì, non so, di giorno tengo una vita come tutti gli altri.

Sei esperto di alcolici in qualche modo no?! Qual è il tuo alcolico preferito?!

Adesso mi fa bene il wiskey. La grappa mi fa bene col caffè. Ma se ci metti un po’ di panna o di latte va meglio il wiskey. Inoltre, devo dire questo, è importantissimo: ogni alcolico si beve meglio nel paese in cui si fabbrica. Se vado a Cuba bevo Ron. Se vado in Messico ovviamento bevo…mi piace più il Mescal che il Tequila. Se vado in Russia vado di Vodka, e devo litigare perché laggiù i liquori sono vietati nei Festival musicali, per questioni di ordine pubblico, perché perdono la testa. Poi vabbè, magari la sera mi faccio anche una canna…

Non solo alcool quindi, hai un rapporto sereno con le sostanze…

Noi siamo già parte delle sostanze! (ride, e il pubblico ride con lui ndr)

E’ proprio vero, il senso della vita spiegato in poche parole. E cosa ci dici, tu che sei un giramundo, un globetrotter. Che rapporto hai con Roma?!

Roma è un simbolo di imperialismo, anche no?! Ma è una città anche molto bella. E’ una capitale con gente da tutta Italia, come Calabresi, etc. Io quando vado in Calabria mi sento come a Roma. Bisogna saper capire queste cose culturali, regionali. Comunque io mi sento molto comodo quando sono a Roma. Mi sento a casa in tutta l’Italia del Sud, sono Terrone Carotone (ride ndr). Mi sento meglio al sud: andare a mangiare più tardi, vado con te mi porti a conoscere nuovi amici. Mi piace questa atmosfera…

Qui di seguito puoi vedere e ascoltare l’intervista, completa di tutte le canzoni e il resto:

 

 

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