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Le Interviste Improbabili di Adriano Bono: Los3Saltos, paladini della Cumbia Italiana

Un’intervista per toglierci qualche curosità sul mondo della Cumbia “made in Italy”, una scena musicale che sta conoscendo una grande diffusione e popolarità in tutta Europa.

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Miei cari Los3Saltos, paladini della Cumbia “alla romana”, in questi ultimi anni vi ho visto nascere e crescere e diventare una delle realtà più promettenti della scena alternativa romana e Italiana. Il 15 Dicembre presenterete al CSOA Spartaco il nuovo album “Risacca”, che segue l’EP “Los3Saltos” (2012) e l’album “s3s” (2015), e dopo averlo ascoltato in anteprima direi che ci sono tutti i presupposti per fare un bel balzo in avanti. Claudia, ci credevate quando avete avviato questo progetto?!

Un pò ci credevamo si, più che altro ci speravamo!

Come è nata questa passione per la Cumbia e di conseguenza il progetto Los3Saltos?!

Abbiamo iniziato questo progetto quasi per gioco, creando qualcosa per noi che apparteniamo al gruppo di Murga Los Adoquines de Spartaco del centro sociale Spartaco a Roma. La murga è un’arte del carnevale argentino di Buenos Aires, un’arte di strada molto potente composta da percussioni incalzanti e ballo atletico e liberatorio. Nella murga argentina c’è una forte componente di protesta: si canta, si recita, si denuncia facendo satira. Noi abbiamo sentito il bisogno di riportare questo aspetto sotto forma di band, di gruppo musicale che esprimesse innanzitutto la necessità di “parlare” e di scrivere sulle tipiche sonorità di questo genere che comprendono tra le altre la cumbia, la rumba, ecc. Grazie alla murga siamo stati a contatto negli anni con molti argentini e altrettante persone appassionate a quella terra e la cumbia, che in Argentina agli inizi era un genere popolare alla stregua della murga, è entrata immediatamente nelle nostre vite, conquistandoci. E poi l’incontro con La Esquina del Soul aka Marta di Radio OndaRossa e il suo programma che da almeno 10 anni già girava, è stato la folgorazione finale.

Può darsi che voi siate proprio il primo gruppo di Cumbia nato in Italia?! In caso sia proprio così, siete orgogliosi di questo primato?!

Sicuramente siamo il primo a Roma con queste caratteristiche e di questo siamo molto orgogliosi. In Italia ci sono sempre state delle realtà influenzate dalla musica latinoamericana e la cumbia, anche se minore, è stato un genere da subito “suonato” nel nostro paese.

Mmmm, certo, capisco la tua risposta diplomatica, ma confesso che rimango convinto che siete stai i primi a suonare la “nuova” Cumbia, ossia quella di seconda generazione che sta andando forte adesso, ibridata con tanti altri generi anche non sudamericani e fortemente connotata dal punto di vista dell’impegno civile e politico.

Perché bisogna dire che in effetti questo nuovo tipo di Cumbia sta vivendo una stagione di discreta popolarità in Europa, grazie all’attività instancabile di ambasciatori illustri come Chico Trujillo e senza dubbio anche grazie all’interessamento di Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che sembra sia letteralmente impazzito per questo stile musicale, e anche per voi evidentemente, visto che vi ha coinvolto nel suo bel progetto Istituto Italiano di Cumbia. Se questo genere così sconosciuto fino a poco tempo fa diventasse di moda nei prossimi anni vi farebbe piacere o vi darebbe fastidio?!

Ci farebbe piacere perché ne siamo appassionati e lo ascoltiamo da dieci anni circa.

Per quali ragioni secondo voi chi in Italia ancora non conosce questo genere dovrebbe metterci una pezza quanto prima?! Da quali album e artisti cominciare?!

Perché noi lo consideriamo un genere “puro” e estremamente liberatorio, oltre che versatile nel suo utilizzo e nel suo ascolto. Diamo qualche suggerimento a titolo di gusto personale: in Colombia (da dove nasce il genere): Andres Landero, Bomba Estereo, Systema Solar; in Argentina: Los Palmeras, le Kumbia Queers e tutta l’etichetta Zzk Records; in Cile: Chico Trujillo e Makina Kandela; in Messico: Celso Piña e Lila Downs.

Tu Claudia oltre che la cantante sei anche la principale autrice del gruppo mi pare no?! Quella che scrive i testi delle canzoni, intendo. Dove trovi l’ispirazione per i tuoi testi?!

Si sono io che scrivo i testi e la musica, ma le canzoni passano sotto le mani dei ragazzi e delle ragazze e cambiano, si trasformano nel risultato finale che generalmente non corrisponde affatto alla versione originale! Non ho assolutamente un’idea precisa del dove traggo ispirazione per i miei testi. Mi capita di non scrivere per un tempo molto lungo e poi di produrre una serie di pezzi tutti nello stesso breve arco di tempo.

Frann (al rullante e percussioni, ndr), com’è Claudia Del Fomento come bandleader? Terribile vero? Sfogati tranquillamente con noi di Post It, puoi dirci tutto :-)

(Risposta non pervenuta) 😮

Fratello (al bombo e piattino, ndr), qual è il vero carburante della band Los3Saltos secondo te?!

Il carburante è dato sempre da una giusta miscela. Per la maggior parte l’ispirazione viene dai ritmi ed il groove sud americani e africani, dalla stessa sofferenza degli schiavi, ma non solo. Da parte nostra ci mettiamo la nostra romanità intesa come fomento per il divertirsi e il bisogno incessante di critica ed autocritica. L’obiettivo come tanti è fare in modo che la musica e la festa raggiungano livelli memorabili così da smuovere un po’ delle acque a volte troppo ferme. D’altra parte abbiamo il bisogno di sfogare il nostro stress e l’inadeguatezza di vivere in un mondo che poco ci rappresenta attraverso l’arte della critica, con canzoni spesso ironiche ma a volte anche abbastanza violente nel tema e nell’esecuzione. Il carburante è dato dalla voglia di investire la rabbia verso ciò che più odiamo in maniera positiva e l’energia che traiamo dalle cose in cui crediamo crea la miscela perfetta.

Mannaggia, era una domanda trabocchetto, speravo mi parlassi della birra Fratello.

Eleonora, tra te ai cori, Claudia a chitarra e voce, Sandrina alle tastiere e Sofia alle congas, la vostra è una band a maggioranza femminile. Me li trattate bene questi maschietti oppure gli fate scontare tutte le colpe storiche del patriarcato?!

In realtà non ce n’è alcun bisogno! Siamo semplicemente un gruppo misto, ognuno di noi ha il proprio genere e tutti vivono in armonia e senza conflitto. e fortunatamente i nostri compagni di band non sono rappresentativi del genere di maschio che agisce violenza sulle donne. Quel problema tra di noi non si pone..,capita che ci scorniamo su altri fronti molto più “tecnici”!

Gabriellone (il bassista, ndr), com’è andare in tournée con tutte queste ragazze?! C’è da impazzire vero?!

Sicuramente per le storie personali di ognuno di noi il fare parte di un gruppo eterogeneo come il nostro, non solo per quanto riguarda il genere, rappresenta una ricchezza non indifferente. Quando andiamo insieme in giro a suonare abbiamo tutti uno sguardo un pò più completo sulla realtà che ci circonda.

 

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