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Le donne tornano in piazza contro ogni confine reale o immaginato

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Le donne tornano in piazza contro ogni confine reale o immaginato

Nella giornata mondiale per l’aborto libero, il 28 settembre, le donne tornano in piazza in tutto il mondo sotto il segno di Non una di meno. E mai come oggi è di nuovo così importante. di Antonella Inverno.

A gennaio il Presidente degli Stati Uniti Trump ha formalmente reintrodotto ed ampliato la Mexico City Policy e a maggio il Segretario di Stato Tillerson ha adottato il piano Protecting Life in global Health Assistance. Sulla base di questi due atti le Organizzazioni che ricevono fondi governativi americani per programmi di salute in tutto il mondo devono certificare di non finanziare, neanche con fondi propri, attività riconducibili in qualche modo alla possibilità di interrompere la gravidanza.
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Gli osservatori internazionali sono molto preoccupati dell’impatto che queste restrizioni stanno avendo ed avranno in particolare sulle donne nei Paesi in via di sviluppo  (Human Rights Watch stima in 225 milioni le donne che in questi Paesi vorrebbero evitare o ritardare una gravidanza, ma non usano contraccettivi).
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Anche in Italia la situazione delle donne sembra sempre più complessa.
Sono già più di dieci le città italiane che hanno risposto all’appello per una mobilitazione femminile contro una crescente strumentalizzazione delle donne a fini propagandistici, quando mancano pochi mesi alle prossime elezioni politiche.
La campagna elettorale è già iniziata e si sta giocando come prevedibile sul tema della sicurezza a tutto tondo: dallo spostamento dei confini della fortezza Europa a sud della Libia, all’arretramento di conquiste culturali femminili in favore di politiche di controllo del territorio che relegano la donna nel ruolo della vittima da difendere dall’aggressione dello straniero o in quello della poco di buono che fa   perdere l’autocontrollo ai maschi italiani.
Questi sono purtroppo i temi nell’agenda politica in un’Italia dove ancora oggi il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni ci piazza al 27esimo posto tra i Paesi europei, dove con l’aumentare del numero di figli, aumentano anche le possibilità di rimanere disoccupate, dove chi si dedica alla cura di bambini e bambine e nonni e nonne è soprattutto la donna (sebbene in coppia), dove solo il 27,6% delle donne occupa posizioni di dirigente e il Gender Pay Gap (la differenza di retribuzione tra uomini e donne a parità di mansione e qualifica) è ancora un problema.
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L’appuntamento a Roma, da non mancare, è per giovedì 28 alle ore 18:00 a piazza dell’Esquilino.
di Antonella Inverno

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