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La gricia coi carciofi

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La gricia coi carciofi

Le ricette della Sora Lalla

La gricia coi carciofi è un piatto romano, laziale, co delle reminiscenze abruzzesi…con un retrogusto de… è bono! Regà è bono.
I carciofi so tra le erbe piú belle, parono dei fiori, damme ‘n mazzo de carciofi e me ce friggo pure er core appresso a te.
Scusate devio, devio sempre, so na deviata. La morte sua so i tonnarelli (ma perché al pacchero che je voi dì?).
La parte più laboriosa sta nello stende la pasta fresca, che potete comprà da Pastificio Gamberoni con la mitica Paola che saprà consigliarvi, o dal grande Maestro Mauro Secondi.
Quindi non avete scuse pe sbajalla.
Se proprio volemo dì che ce sta qualcosa de complicato sul serio dentro a sta ricetta in realtà è che dovete stavve attente e attenti a salà l’acqua della pasta.punto.
Ingredienti:
• 400 grammi di pasta tonnarelli o strozzapreti
• 150 grammi di guanciale tagliato a listarelle sottili
• 300 grammi di carciofi mondati • pepe o meglio miscela di pepi (tostatelo in una padella prima di macìnarlo)
• 200 grammi di pecorino romano grattugiato Brunelli
• un rametto di mentuccia • prezzemolo
• sale per l’acqua della pasta
I carciofi vanno mondati con cura, dovete arrivare al cuore del carciofo senza sprecà troppo vegetale, mondare la parte più coriacea del gambo e mettere il tutto in acqua prezzemolata (acqua con prezzemolo tritato fino, gambi inclusi, il prezzemolo contiene molto acido citrico quindi rallenterà l’ossidazione meglio di come potreste fare solo con il limone). Una volta ricavati degli spicchi dai carciofi, in una padella versate una quantità veramente risibile di olio, talmente risibile che Valeria di Trapani se sta a sentì male ovunque ella sia, e posate gli spicchi di carciofo e fateli rosolare condendoli con prezzemolo e poca mentuccia (prima lavatele e asciugatele … nun fate l’approssimativi su).
Fateli cuocere a fiamma media e coperti in modo tale che possano ammorbidirsi.
Nel frattempo avrete comprato del guanciale di Amatrice, non vi inventate cazzate pancetta, pancetta affumicata, guanciale emiliano, alieno, de seitan.
Il guanciale che usiamo per le ricette romanesche è Abruzzese, tra Amatrice e il Lago di Campotosto. So amici l’abruzzesi su. Tagliamo la cotenna e proseguiamo tagliando delle fette di guanciale da 1cm e mezzo che verranno a sua volta tagliate a listarelle, o a quadratoni, dipende da come ve piace masticallo (la prima se lo volete croccante la seconda se volete ciancicarlo sotto i denti mentre il grasso e la sapidità vi massaggiano bene le gengive). Scaldiamo una padella, di ferro preferibilmente, e ci adagiamo il guanciale tagliato, la fiamma deve essere bassa e non dovete mai perdere di vista la cottura perché bisogna evitare che si bruci il grasso, dovrà iniziare a diventare trasparente, muovetelo continuamente nella padella in modo che la cottura sia omogenea per tutta la quantità che avete scelto di cucinare.
Aò nun lavate gnente, posate il guanciale sgocciolato dentro una coppetta e tenetelo da parte, dovremo raccoglie.
Preparate una coccumella con pecorino romano stagionato a questo punto quando la pila dell’acqua avrà raggiunto l’ebollizione calatece, se siete in due, 400 gr de pasta.
Fate coce al dente e scolate conservando un pò di acqua di cottura. Versate la pasta ancora bagnatissima nella padella de fero unta de guanciale e poi con doppio carpiato nella cuccumella dove avete messo i 150 gr de pecorino, mantecate e lanciateci il pepe e poi i carciofi. Al bisogno, se vedete che il condimento è troppo asciutto aggiungete a poco a poco l’acqua di cottura che avete conservato precedentemente.
Una volta che sti ingredienti favolosi ve sembra stiano a fa l’amore raccogliete con forchettone e cucchiaio e impiattate … e mò godete. D
edicata al 34% de italiani che alle scorse elezioni europee hanno votato e invece potevano sta a magná e a me che sto a dieta e maa magnerei mò.

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