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La cucina di Slavina

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La cucina di Slavina

Non vivo a Roma da 14 anni e alla domanda tipica “Cosa ti manca dell’Italia?” tendenzialmente sono portata a rispondere un po’ acida che mi mancano alcune persone, non certo le cose. Ma non è del tutto vero.

C’è una cosa che mi manca tanto di Roma: il caffè al bar o meglio il cappuccino e anzi diciamola tutta, la colazione compresa di cornetto – che è stata per lunghi anni una delle mie ossessioni alimentari. Non c’era niente di meglio per la sottoscritta per cominciare la giornata o finire la serata o fare uno spuntino. Ho usato il cappuccino e cornetto come test per verificare il livello di intimità di una relazione sentimentale prima di andare piú a fondo, oppure me lo sono giocato post coitum, la mattina dopo al bar coi vestiti della sera prima per capire se avevamo raggiunto quel livello di familiarità che ti consente di fare insieme, in pubblico, gesti che in genere si riservano al privato.

Non so se esiste qualche poesia dedicata alla colazione al bar… se ci fosse sarebbe un manifesto futurista pieno di onomatopee, dei rumori acuti della mattina presto, quei suoni metallici, liquidi e gassosi inframmezzati da “Un cappuccio al vetro senza schiuma, uno scuro, un decaffeinato, uno col latte freddo” e via così, nell’infinita possibilità delle combinazioni.

Ormai nemmeno bevo più il latte vaccino ma ogni volta che torno sfido la mia digestione alla ricerca del tempo perduto. Nella città dove vivo il caffè non lo sanno fare, figuriamoci il cappuccino – e sui cornetti stendiamo un velo pietoso (a parte poche felici eccezioni li preparano con lo strutto al posto del burro) ma in realtà è proprio l’atmosfera che manca.

Così immancabilmente, ogni volta che me ne vado, che riparto, sono quella che fa colazione anche se sono le 5 del pomeriggio e che al barista dell’aereoporto dice “Me raccomando, fammelo bono che mica lo so quando ne potrò bere un altro”.

Perché non sono mai le cose a mancarci, ma tutta la vita che richiamano alla memoria e che abbiamo perso.

Per me con tanta schiuma, grazie.

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