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L’ Hacker Porn Film Festival. Sesso e corpi senza generi né confini

L’ Hacker Porn Film Festival. Sesso e corpi senza generi né confini. No gender, no border per un’altra’ visione della pornografia, attraverso dodici lungometraggi e ventisei cortometraggi. Dal 24 al 30 aprile, nei circoli Arci Trenta Formiche e Sparwasser del Pigneto.

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Lo scopo è di  “hackerare” e destabilizzare il sistema convenzionale di fruizione del cinema, dichiarano gli ideatori Francesco Costabile, produttore del documentario vincitore di un Nastro d’argento “Porno e Libertà”  e Lucio Massa, produttore di diversi film indipendenti tra cui “Oltre la follia” di Luigi Atomico, dando valore e visibilità alle produzioni indipendenti della cinematografia contemporanea del post porno, come scrittura in grado di scardinare i generi, le convenzioni linguistiche e il rassicurante cinema di intrattenimento a cui siamo abituati.

L’HackerPorn Film Festival è un faro puntato sui corpi, sulla transizione tra i generi e sulla sessualità espresse dalle opere in programma, la cui ottica ne esalta la valenza come soggetti d’indagine e ricerca artistica. Il panorama della pornografia commerciale è pura mercificazione di desideri standardizzati del target dei compratori da adescare, mentre il festival, giunto con successo alla seconda edizione, ne propone una visione ‘altra’ con un programma ricco, dodici lungometraggi e ventisei cortometraggi, scelti per stimolare dibattiti ed interrogativi, ampliare i nostri confini esperienziali e incentivare una produzione e distribuzione indipendente nel nostro paese.

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Apre il documentario Il principe di Ostia Bronx su due artisti bistrattati che hanno trasformato la spiaggia di Capocotta in un palcoscenico personale, per non vergognarsi dei propri fallimenti ed essere sovversivamente autentici. Moltissimi film di registe donne, My body my rules di Emilie Jouve, in anteprima nazionale, un’indagine sul corpo performativo e sulla sua narrazione di sé. ISVN di Monica Stambrini con Valentina Nappi protagonista di un ritratto intimo e sincero che svela il lato tenero e nascosto del porno. Ritratto d’Oriente con Fallen flower, thick leaves di Laetita Schoofs, un’indagine sul ruolo e la pressione sessuale sul corpo delle donne nella Repubblica Popolare Cinese. Il problema del Vaginismo è al centro di My fucking problem di Anne Van Campenhout, giovane regista olandese. Racconta la vita di un gruppo di anziane sex workers, il documentario messicano La muneca fea di Claudia Lopez Garcìa e George Reyes.

Focus su Bruce La Bruce, lo scrittoreregistafotografo e sceneggiatore canadese fra gli autori della rivista queercore, con due lungometraggi  The misandrists su una segretissima armata di amazzoni lesbiche e il loro progetto rivoluzionario contro il patriarcato e It’s not a pornographer, film ad episodi, poetico e cinico, porno e sperimentale.

Fra i documentari segnaliamo la favola queer svedese Who will fuck daddy di Lasse Langstrom. The 36 years old virgin presentato in sala dal regista e attivista Skyler Braeden Fox. Tra i fuori concorso Yes we fuck, documentario su sesso e disabilità, in collaborazione con l’associazione Give Lover e Lunàdigas di Nicoletta Nesler e Marilisa Piga, il film che indaga sul variegato mondo di donne che sceglie e rivendica la scelta di non aver voluto avere figli.

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Ricca sezione di cortometraggi indipendenti da tredici nazioni del mondo che racconta la sessualità attraverso l’umorismo, la poesia e la sfida alle convenzioni. Numerosi i film italiani tra cui She groped me by the grocerie di Lidia Ravviso, prodotto da Erika Lusta, Pow di Werther Germondari e Maria Laura Spagnoli, Ki è my papino di Diego Tigrotto e Rosario Gallardo con Apocalypse casting. Tra i cortometraggi internazionali Morgana Muses-Cody, il geniale video artista Antonio Da Silva, Trans’action di Kay Garnellen e Mum is back di Dimitris Katsimiris.

 

Tornano le proiezioni di mezzanotte “senza confini” dedicate alla disabilità con Army of love, Self Care e Nexos, i documentari parafiliaci di Jan Soldat, le visioni estreme di Marc Martin, Sky Deep Dietrich con Enactone e tutti i corti di Ben Berlin, regista porno dal 2012 di film totalmente non commerciali, che usa le tecniche Bdsm come strumenti di sperimentazione per esplorare i corpi e gira i suoi film in posti abbandonati, sarà presente per il progetto speciale 48 ore a Roma.