Connect with us

Ivan Talarico ed il suo Elefante nella stanza

Live

Ivan Talarico ed il suo Elefante nella stanza

Intervista al poeta romano che si consacra cantautore, presentando il suo primo disco al Monk di via Mirri sabato 11 maggio

Ivan Talarico presenta il suo primo disco Un elefante nella stanza, con un concerto in full band sul palco del Monk di CasalBertone.

Il disco, in uscita il 10 maggio per  l’etichetta Folkificio, presenta 12 canzoni che sono state scelte tra i brani che Ivan da anni porta in concerto in tutta Italia, con la sua chitarra, tra teatri, locali, librerie, case.

Come è nata la tua passione per la musica?  Ho avuto un bisnonno polistrumentista che ha lasciato nella famiglia un grande fascino per la musica. Mio padre suona e ho sempre vissuto in un ambiente musicale. Da ragazzino ho cominciato a prendere lezioni di pianoforte e a scrivere canzoni e ho continuato fino ad oggi.

Hai già pubblicato due libri di poesie: sei un poeta anche quando componi le canzoni? No, per me sono due cose distinte. Ho un modo diverso di scrivere le poesie e le canzoni. Un solo brano ‘Eppure noi viviamo ancora’, è nato come poesia ed è poi diventato una canzone.

‘Canzoni leggere come nuvole in un giorno di pioggia’, che affrontano con determinazione, poesia e ironia la realtà che ci circonda e ci invade, passando dall’incomprensione (di coppia, ma anche con gli altri e soprattutto con se stessi) all’impossibilità di vivere senza paure, dalla natura effimera e volubile dell’amore al fallimento degli ideali, alla consolazione delle piccole cose.

“Un elefante nella stanza”, titolo criptico quello del tuo nuovo disco! Spieghiamo ai lettori cosa vuol dire? Deriva da Elephant in the room, un’espressione tipica della lingua inglese per indicare un problema evidente, che tutti hanno davanti agli occhi e che nessuno vuole vedere. Quello che faccio di solito io è cercare di parlare anche in modo ironico di cose che di solito si tengono in disparte: certi sentimenti, alcune emozioni, la morte stessa, a cui accenno in un paio di canzoni con molta serenità. Ho pensato che questo fosse il titolo ideale anche perché richiama una delle canzoni del disco, “L’elefante”, tra le mie più conosciute e intense.

La tua canzone Carote d’amore ha vinto il premio nel 2015 come miglior testo per la canzone e nella motivazione della giuria di Musicultura, sei definito un acrobata linguistico. Ti senti rappresentato da questa definizione? Si .. mi piace che il testo sia performativo e acrobatico al tempo stesso. Cerco spesso di andare oltre le parole e di divertirmi con i suoni, le articolazioni, la velocità, l’accatastamento dei significati.

Le tue canzoni sono autobiografiche? Sono l’autobiografia del mio amico immaginario.

Cosa ti aspetti dal tuo nuovo disco? Che venga ascoltato, condiviso, canticchiato. Che le canzoni entrino a far parte della quotidianità.

Ci racconti qualcosa sulla genesi del disco, come sei riuscito a produrlo?  Tutto avrei voluto fare tranne un primo disco a 37 anni. Ormai pensavo di essere arrivato tardi, quindi volevo lasciar perdere e progettare un esordio prematuro nella prossima vita. Ma ho scritto troppe canzoni e piano piano lo spazio in casa è finito. Canzoni nei cassetti, canzoni negli armadi, canzoni nella vasca da bagno. Allora mi sono convinto a fare un disco senza sapere in che modo. Per fortuna in quel momento ho incontrato Filippo Gatti – cantautore e già produttore di Bobo Rondelli, Riccardo Sinigallia –  che ha curato la produzione artistica, cercando un suono che non perdesse la forza delle esibizioni dal vivo, maturata in anni di concerti, e che andasse oltre per diventare autonomo e compiuto. Mi piace molto la discografia di Filippo ed essere prodotti da una persona che stimi è fantastico.La produzione esecutiva è di  Gian Luca Figus e inaugura le uscite della neonata etichetta Folkificio, che prende il via con molta passione ed entusiasmo.

Saliranno sul palco del Monk Roma insieme a Ivan Edoardo Petretti (piano e tastiere), Giacomo Nardelli (basso) e Paolo Volpini (batteria)

di Mattia Compagno

Sabato 11 maggio – ore 22,00 c/o Monk Roma via Giuseppe Mirri, 35 Roma
Ingresso con tessera ARCI + contributo all’attività 8€ + d.p. (circuito i-ticket)/10€ alla porta

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Live

To Top