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Le Interviste Improbabili di Adriano Bono: Leo Pari, il tastierista dei Thegiornalisti (ma non solo!)

Qualche domanda a uno dei migliori cantautori Romani attualmente impegnato anche nella tournée del gruppo indie-pop del momento.

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Ciao Leo, grazie per dedicarci un po’ del tuo tempo e per rispondere alle nostre strampalate domande :-)

Noi due ci conosciamo da molti anni, in passato abbiamo anche collaborato alla stesura di alcune canzoni scritte a più mani e abbiamo diviso il palco in più di un’occasione. Anche il pubblico di Post It sicuramente ti conosce come autore e band leader di diversi progetti di cui parleremo meglio a breve. Vorrei cominciare questa chiachierata con qualche domanda relativa alla tua collaborazione con i Thegiornalisti, band indie-pop del momento con la quale suoni tastiere e sintetizzatori dall’inizio del loro “Completamente Tour”, una tourneé di grande successo seguita all’uscita dell’album “Completamente Sold Out”, che nel frattempo è diventato disco d’oro. Come è nata questa collaborazione?

Tutto è iniziato una notte di aprile del 2016, quando mi è arrivato un “vocal” di Tommy tipo alle due di notte, che più o meno diceva: “Leo, serio, cosa fondamentale, te lo accolli di venire a suonare le tastiere per 3 pezzi sul palco del Primo Maggio?”. E io senza pensarci tanto ho risposto: “Avoja!”. Questo è stato l’inizio ufficiale di una collaborazione splendida. Con Tommaso era da un po’ che ci frequentavamo, gusti musicali affini, reciproca stima come cantautori, insomma stava nascendo un’amicizia che poi si è rafforzata nel tempo.

Quali sono state le affinità che vi hanno fatto incontrare e cominciare a lavorare insieme?

Principalmente la passione per i ristoranti e per il vino biodinamico. Sembra uno scherzo, ma è così. Si può dire che il rapporto è nato “a tavolino”.

Ma ora passiamo alla domande interessanti. Qual è la sostanza psicoattiva di cui si abusa di più nel backstage dei Thegiornalisti prima di un live?

Il gin tonic senza ombra di dubbio.

Ah, ma dai, quindi nel camerino dei Thegiornalisti gira soprattutto tanto Gin Tonic. Pensavo peggio, pensavo qualcosa di più illegale. Davvero mi stai dicendo che non gira neanche un po’ di…?

La risposta nel video che segue:

Nel frattempo tu stai anche portando avanti i tuoi molti progetti personali, tra sala di registrazione ed etichetta “Gas Vintage Records”, poi il tuo progetto solista e il side project “Lato B” dedicato alla reinterpretazione in chiave moderna del canzoniere di Battisti. Sai dirci quando uscirà il tuo prossimo disco? E che sound avrà? Sarà sul solco del precedente “Spazio” (2016) oppure dobbiamo prepararci a qualche sorpresa?

In effetti gli impegni sono tanti, il dono dell’ubiquità mi farebbe comodo in questo momento. L’etichetta Gas Vintage Records che avevo lanciato qualche anno fa per il momento resta congelata, mentre lo studio di registrazione che porto avanti con dei collaboratori eccezionali sta andando a gonfie vele. Lato B è una grande famiglia con la quale giro l’Italia da un po’, è davvero divertente risuonare i capolavori di Lucio con dei musicisti così forti. Purtroppo nel 2018 avremo una battuta d’arresto con questo progetto per dedicarci tutti alle nostre produzioni personali. In effetti uscirò anche io con un nuovo disco nel 2018, ma non posso anticiparti molto, solo che si ballerà parecchio.

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Il recupero di Battisti, il sound dei tuoi ultimi dischi, come anche lo stile un po’ vecchia scuola dei Thegiornalisti o anche di Brunori Sas e di altri ancora. Insomma, pare proprio che mentre i giovanissmi in Italia impazziscono per una musica caratterizzata da sonorità molto contemporanee (vedi l’esplosione della scena Trap con i vari Ghali, Liberato etc.) artisti e pubblico meno giovane invece tendono ad arroccarsi su posizioni che guardano con una certa nostalgia al passato. Chi sta più avanti secondo te, e perché?

Il segreto secondo me è quello di mantenere sempre un piede nella tradizione melodica italiana contaminandola con le nuove sonorità. Un pò quello che succede nella musica anglo americana, dove richiami di blues e rock sono sempre presenti nelle nuove produzioni. Però trovo molto interessanti anche i generi completamente nuovi, “puri” per così dire, come l’elettronica e il linguaggio che stanno utilizzando realtà tipo DPG o appunto Ghali ed altri. Non credo che una cosa escluda l’altra.

Ah, quindi addirittura i Dark Polo Gang mi menzioni. Sei un loro fan praticamente?!

La risposta nel video che segue:

Tornando alla tua collaborazione con i Thegiornalisti, non c’è dubbio che da quando hanno fatto il botto si sono guadagnati moltissimi fan, ma come sempre succede in questi casi anche moltissimi “hater”, che spesso rimproverano proprio l’eccessivo citazionismo, l’eccessivo uso di “copia e incolla” dalla produzione dei vari Lucio Dalla, Luca Carboni etc. A colpo d’occhio, secondo te al momento in Italia saranno più i fan o gli hater?! 😛

Sicuramente più i fans, senza dubbio. Gli haters sono una conseguenza del successo, più ne hai più vuol dire che sei arrivato ad un bel punto, fanno bene.

Alcuni detrattori gli rimproverano invece di aver virato bruscamente verso un pop un po’ troppo facile per andare incontro al gusto del pubblico generalista. Che ne pensi di queste critiche?

Lasciano il tempo che trovano. Come dissi una volta a Tommaso che era un po’ preoccupato per le iniziali critiche contro Riccione: “rispondigli che la prossima volta il pezzo te lo scrivono loro e tu lo canti, così sono contenti.” Tutti vogliono dire la propria, giustamente, nessun problema.

Non c’è dubbio comunque che avete anche moltissimi fan ed estimatori. Per non parlare delle estimatrici. Pare che Tommaso Paradiso ormai si sia guadagnato lo status di “sex symbol”. Ti è mai capitato di ritrovarti a letto con una sua fan che riuscendo ad intrufolarsi nel backstage e non avendo trovato lui ha ripiegato su di te?

Dai su…

Come te lo immagini Tommaso Paradiso tra dieci anni precisi?

Sempre innamorato della scrittura e del buon vino, potrebbe essere uno dei capisaldi della musica italiana come lo sono stati Venditti o Battiato per esempio.

E tu invece, come ti vedi tra dieci anni anni? Cosa starai combinando?!

In un motel di Amsterdam, ahahaha. Io adoro l’attività live, sicuramente sarò in giro a suonare su qualche palco, a scrivere canzoni per qualche interprete e nel tempo libero starò in studio a ammanettare qualche sintetizzatore.

Ho visto che hai anche lanciato una linea di moda con il brand DYO. Sembra interesante, ce ne vuoi parlare?

E’ una linea di moda che ho ideato insieme alla mia ragazza Sara, tutto è nato dal modo di dire sempre più diffuso “ma questo drink è Dio, questo videogame è Dio, questo telefonino è Dio” e così via. Ho pensato di prendere tutto un po’ meno seriamente e di trollare la parola mettendo una Y, così, giusto per loserare un po’. Sembra che Gucci abbia avuto un’idea simile tirando fuori la linea Guccy. Chissà, magari tra qualche anno fatturerò le stesse cifre.

Grazie mille Leo, alla prossima ! 😀


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