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Il teatro a Roma riapre. Al Trastevere due settimane di “Prologo”

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Il teatro a Roma riapre. Al Trastevere due settimane di “Prologo”

Tasto “Pausa”, premere. Tasto “Pausa” disattivo.
Tasto “Play”, premere. Su il sipario, Prologo.

Dopo 100 lunghi giorni di chiusura forzata, per effetto dei Decreti ministeriali legati alla pandemia da Covid-19, si riaccendono le luci al Teatro Trastevere di Roma. Si torna sul palco, soprattutto si aspetta con grande entusiasmo il ritorno del pubblico.

L’ Associazione culturale Teatro Trastevere, che gestisce lo storico spazio di via Jacopa dè Settesoli lo definisce “un tentativo nuovo di riavvicinarci ai nostri spettatori, elaborando ludicamente le giuste ed attuali regole sociali vigenti in questo nuovo presente, sopra e sotto il palco”.
Dal 20 giugno al 5 luglio sarà in tutti i sensi un “Prologo… dove eravamo rimasti”, questo il titolo scelto per la mini-maratona che vedrà protagonisti  gli artisti che avrebbero dovuto portare in scena i propri spettacoli annullati dall’improvviso e prolungato periodo di lockdown.

Metteremo in scena – precisano gli organizzatori – quello che precede l’inizio dell’azione vera e propria, che coinciderà con la prossima Stagione”. Il tutto “secondo un’ottica di grande, ed in questo momento fondamentale, solidarietà artistica”.

La rassegna sarà anche occasione “introduttiva e interpretativa”, ci tiene a precisare lo staff del Trastevere, per mettere le basi di una nuova normalità. Un Teatro che mira ad accrescere le sue caratteristiche di partecipazione, coinvolgimento e di etica del lavoro. Un Teatro ancor più umano e partecipativo, orientato a offrire evasione e nel contempo riflessione.

Per l’occasione abbiamo scambiato due chiacchiere con il Direttore Artistico del Trastevere, Marco Zordan.

Saremo banali, ma il primo pensiero è al “sentiment” che la Direzione e lo staff stanno vivendo in questi giorni di grandi manovre per adeguare il teatro alla nuova normalità. Marco, che clima si respira al Trastevere e quali sono le aspettative per questa rassegna? Il clima è sereno, siamo come dei convalescenti che muovono i primi passi, felici di poterlo fare, ma consci che prima di correre ci sarà un periodo in cui dovremo imparare nuovamente a camminare.

Tecnicamente, i lavori hanno richiesto grandi stravolgimenti per palco e spalti? No, non grandissimi, l’adeguamento abolisce la possibilità di avere persone vicine tra loro, semplice a farsi, ma economicamente molto gravoso sugli introiti.

Che risposta, quale reazione vi aspettate da parte del pubblico? Speriamo che ci sia una grande volontà di riappropriarsi di questa bella abitudine, e che la voglia di tornare a vivere, in sicurezza, sia superiore alla paura di farlo.

Immaginiamo un livello di adrenalina altissimo per chi si esibirà in questo ciclo “Prologo”. E’ così? Oppure, tra direzione, produzione e personale di scena si respira un clima di “new deal” sospeso tra curiosità e incognite? Direi un mix di entrambi. Quando arrivi ad un livello di adrenalina così alta da non poter essere sopportato, molto spesso scatta l’abbassamento di ogni barriera tra le varie componenti di un operazione artistica. C’è sicuramente curiosità e desiderio di tornare a calcare il palco, ma sicuramente da parte nostra c’è un approccio non competitivo, ma accogliente, correre non serve a niente. Abbiamo corso fino a febbraio e in 3 mesi è andato tutta in aria. Quello che è rimasto è quanto di umano abbiamo seminato, ripartiamo da li.


Quali sfide si pongono per il Teatro Trastevere, oggi e nell’immediato futuro? La sfida fondamentale credo sia rendere onore ad un arte millenaria. Dobbiamo essere all’altezza di essere scelti, rispetto a tutti gli altri intrattenimenti e luoghi di cultura esistenti. Dobbiamo rendere l’esperienza dal vivo unica ed inimitabile, in termini di calore, qualità e riscoperta di un rito di incontro civile tra cittadini.

A tuo parere cambierà il “fare” teatro? Cambieranno i temi, gli svolgimenti, la gestualità?  Nell’immediato il teatro  dovrà cambiare, o rimarrà ancora più indietro rispetto alla contemporaneità. Da una parte le restrizioni impongono produzioni più snelle e sostenibili economicamente, e anche artisticamente ci troveremo davanti mesi in cui lo spettatore sarà una sorta di ribelle, di carbonaro, c’e bisogno di complicità tra chi fa e chi guarda, un flusso umano necessario in questa epoca fredda nelle abitudini che siamo costretti a cambiare, ma carica di intensa emotivita.

Claudio Riccardi

Di seguito il calendario degli spettacoli.

Dal 20 giugno al 5 luglio 2020 ore 21

 “P R O L O G O”
prò/lo/go  s.m.(pl.-ghi)
…dove eravamo rimasti

20 Giugno
LUIGI
Lo Spettacolo a due completamente improvvisato degli Appiccicaticci
con Tiziano Storti, Alessio Granato e Fabrizio Lobello
INGRESSO OMAGGIO

21 Giugno
I CAN’T
Spettacolo di Improvvisazione Teatrale
interamente dedicato alla Musica e ai suoi Interpreti
con Tiziano Storti e Alessio Granato
INGRESSO OMAGGIO

25 Giugno
VIVIAMOCI
di e con Giorgia Mazzucato

26 Giugno
CON TUTTO IL MIO AMORE
di Giancarlo Moretti
con Ornella Lorenzano

27 Giugno
!RICOMINCIAMO
di Deanna-Bonanni-Morana
con Emiliano Morana

1 luglio
FEARLESS – TERAPIE DI GRUPPO
di e con Chiara Becchimanzi

2 e 3 Luglio
UN TRAMEZZINO TAUTOLOGICO
di e con Mauro Tiberi

4 e 5 Luglio
SHAKESPEARE IN PLEXIGLASS
con Annabella Calabrese e Giovanna Cappuccio

Teatro Trastevere via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
prevista tessera associativa al prezzo di 10 euro, tessera gratuita
contatti: 065814004 info@teatrotrastevere.it #ilpostodelleidee

 

 

 

 

 

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