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Il nuovo teatro ‘sociale’ di Giorgina Pi

Theatre&dance

Il nuovo teatro ‘sociale’ di Giorgina Pi

Wasted di Bluemotion al teatro India fino al 26 gennaio

Ci sono. Ci sono i casi in cui il testo fa un buon ottanta per cento di uno spettacolo e però, se i registi sono registi accorti come Giorgina Pi, allora anche quel venti per cento che rimane è costituito da sprazzi autoriali che fanno la differenza. Lei più Kate West e, oplà, il gioco è fatto: il naufragio della generazione di mezzo, quella dei trentacinquenni e dintorni, è bello che pittato. C’è spazio per tutti i discorsi, tutte le discese, gli abissi anonimi della gente comune che approda alla terribile ratio dello scoprirsi poca cosa in questi ottanta minuti. Con il pregevole plus di qualche bella risata solforica e un paio di intuizioni di messa in scena (soprattutto nella sontuosa coda del finale che, ovviamente, evito di spifferare) a rafforzare la spiegazione. “Wasted” all’India è decisamente da vedere.
Non soltanto in quanto affresco della inevitabile sconfitta cui molti di noi si sono arresi o si dovranno arrendere, ma anche per provare ad intuire, proprio dalla digestione di detta resa, una possibilità possibile per venire in qualche modo a patti con le strettoie feroci del quotidiano. Senza troppi quistionare dotti, né pipponi eziologici.
Una serena, indelicata presa di coscienza, insomma, per imparare a sentirsi male come si deve e andare nondimeno avanti. Per imparare, soprattutto, a sentirsi… Normali. Pare difficillimum a dirsi, ma bisogna certo attrezzarsi, quanto più operosamente possibile, a farsi.
E questo tipo di teatro aiuta. Non salverà la vita come quello che si decanta in certi bei discorsi degli intellettualoni e dei culturosi, ma aiuta.
Nuovo teatro “sociale”? Massì, cazzo, Nuovo teatro “sociale”!

Domenico Paris

‘Dal 14 al 26 gennaio al Teatro India Giorgina Pi, tra i fondatori del collettivo Angelo Mai di Roma, porta in scena WASTED, testo di Kate Tempest, artista esplosiva che mescola rap, poesia, politica e musica dando vita a uno stile unico, grazie al quale è diventata un’icona della contestazione giovanile, un’icona della contestazione giovanile per la scena culturale inglese. Dopo aver lavorato su Caryl Churchill, Giorgina Pi, continua la sua ricerca sulla scrittura di donne rivoluzionarie della letteratura inglese contemporanea. Figlia di una maestra e di un operaio, cresciuta a Brockley, sobborgo del sud-est londinese nel 1985, Kate Tempest si è esibita per la prima volta a sedici anni; appena trentenne ha già vinto il Ted Hughes Award e lo scorso luglio è salita sul palco al Festival di Glastonbury. Con la sua voce racconta di una generazione sofferente, divisa tra ambizioni e sogni infranti. Le strade della città, che per la Tempest sono sempre quelle della sua Londra, diventano il luogo letterario dove musica, poesia e politica si incontrano e dove prendono vita individui duri e fragili allo stesso tempo.’

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