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Il Gay Village fa da cornice al Burlesque Caput Mundi Summer Edition

Intervistiamo Chris Oh! e Azzurro Fumo il lato maschile del burlesque

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Sul palco del Gay Village, Albadoro Gala e Silvio Cossi, organizzatori storici del Caput Mundi International Burlesque Award, hanno portato a Roma due star internazionali del calibro di Chris Oh!, iconico performer neozelandese, e Amber Topaz, diva storica del burlesque inglese.

Nella piumatissima tre giorni, mentre si alterneranno burlesque show, vintage market, expo di macchine d’epoca, workshop, verranno valutate dalla giuria le aspiranti quattordici dive in sfida per qualificarsi alla prossima sesta edizione del Caput Mundi International Burlesque Award. Si esibiranno anche meravigliose burlesque star come Genny Mirtillo, Nuit Blanche, Scarlett Martini, Giuditta Sin, Marty Maraschino e l’indomito boylesque Azzurro Fumo.

Azzurro Fumo, uno dei più famosi boylesque performer italiani, è uno dei due artisti che abbiamo incontrato, per cercare di conoscere un mondo ancora sconosciuto in Italia: quello del burlesque al maschile.

Il boylesque gioca sulle arti teatrali, il mimo, il fuoco, tuttavia gli uomini affascinano e mostrano sensualità nonostante abbiano caratteristiche diverse dalle donne. Azzurro preferisce lo stile comedy, mentre altri uomini fanno classic o new burlesque. Il boylesque ha alle spalle la stessa storia secolare del burlesque, anche se in Italia è poco rappresentato, a differenza di Paesi come la Germania, l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Da questo punto di vista l’Italia deve ancora crescere molto, presentandosi come un Paese dove il burlesque è visto come una performance esclusivamente femminile. Il pubblico italiano sta comunque cambiando – ci dice Azzurro Fumo – e si sta interessando a questo tipo di performance. Tre anni fa, quando dicevo che facevo boylesque, le persone mi guardavano stupefatte; adesso sono interessati e mi fanno domande.

Abbiamo chiacchierato anche con Chris Oh!, famosissimo boylesquer neozelandese, appena rientrato da Las Vegas, dove è stato insignito dell’iconico premio Most Dazzling, presso il Burlesque All Of Fame. chris oh!

chris oh!

Chris, in un periodo in cui qualsiasi curiosità sessuale può essere soddisfatta in rete, perché sempre più persone sono attratte dal burlesque e dal boylesque e assistono ai vostri spettacoli?
Il burlesque è una forma d’arte e gli artisti sul palco sono bellissimi e molto teatrali. Ha una storia vecchia di secoli, specialmente in Europa e Nord America, dove le esibizioni, nel corso del tempo, sono anche degenerate, oltrepassando i limiti e arrivando alla lap dance e agli spettacoli pornografici. Il burlesque, però, è un’arte completamente diversa, molto più soft e aggraziata e non puoi vedere questi spettacoli in internet. Le persone che assistono alle nostre esibizioni, fanno un’esperienza teatrale e questo avviene perché ciò che ogni artista porta nella sua esibizione, è completamente diverso da un semplice spogliarello. Noi abbiamo un’eredità, una storia. Con i nostri corpi e i nostri costumi, noi raccontiamo una storia e lo facciamo, allo stesso modo, con o senza vestiti. E’ un’arte bellissima, ma puoi comprenderla solo facendo questa esperienza dal vivo. Il burlesque è una danza, è un’arte visiva e non puoi fare un’esperienza simile cliccando su un mouse. Ogni esibizione è un’esperienza di vita, è strettamente personale. L’artista che è sul palco, ti trasmette emozioni anche con il suo respiro, ma per fare questo c’è bisogno del contatto umano, di un rapporto one to one.

Quanto sono importanti i ruoli sessuali nella società e nel burlesque?
Credo che le differenziazioni sessuali, i ruoli, siano qualcosa che è stato creato dalla società. Sono delle etichette: il fatto che le persone debbano essere identificate come maschio o femmina, è qualcosa che va completamente rifiutato. Non importa se sei strettamente gay, lesbica, bisessuale, transgender. Qualsiasi sia la situazione, ognuno deve avere uno spazio all’interno del quale poter esplorare la propria identità sessuale. E il palcoscenico è un’opportunità. Ma questo non è così importante quanto l’arte in sé. Credo che l’arte, nelle sue varie forme, possa essere una piattaforma comune dove creare esperienze che possano contribuire alla formazione di una società più aperta. E, da questo punto di vista, il boylesque rappresenta le due facce di una medaglia.

Chris, a che età credi che un uomo o una donna debbano appendano il perizoma al chiodo?
Mai! Per il burlesque non c’è età, è per tutti e si può fare su qualsiasi palco. Può farlo chiunque perché è una bellissima forma d’arte.

Alessia de Antoniis