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I nuovi paesaggi di REF19

Theatre&dance

I nuovi paesaggi di REF19

Il 17 settembre ha preso il via la 34sima edizione del Rome Europa Festival che fino al 24 novembre animerà la capitale con le esibizioni di 377 artisti  in 20 luoghi differenti,  portando in scena 126 eventi che spaziano tra tutti i generi: dalla danza al teatro, la musica, le arti digitali e una sezione interamente dedicata ai giovanissimi: KIDS. di Cecilia Nocella

Il titolo della nuova edizione è LANDSCAPE e in effetti, scrutando e studiando il programma della rassegna, sembra di vedere delineati dei percorsi che, attraverso l’arte in tutte le sue multiformi declinazioni, ci raccontano il mondo di oggi, fotografandolo come fosse un paesaggio, analizzato e osservato da prospettive differenti.

Il direttore generale e artistico della fondazione RomaEuropa, Fabrizio Grifasi, ha commentato questa nuova edizione di REf19 definendo il cartellone proposto come un programma articolato che “travalica tutti i generi”.

L’approccio anche quest’anno è critico, provocatorio e insieme poetico ed è subito evidente sin dallo spettacolo di apertura del 17 settembre: FURIA, della coreografa brasiliana Lia Rodriguez, che riflette sulla natura di un gruppo d’individui che si confrontano con la loro solitudine e con la loro carne.

Nella sezione danza, ritroviamo ancora Akram Khan con Xenos, la sua ultima coreografia di lunga durata in cui il coreografo anglo-bengalese con la sua commistione di Kathak e danza contemporanea, evoca le lotte di un soldato coloniale durante la Prima Guerra Mondiale. Lo spettacolo XENOS diventa così una sorta di “memento mori” per i nostri tempi di alienazione dagli altri e dal nostro mondo.

Da non mancare assolutamente il ritorno – dopo 25 anni – al Teatro Olimpico il 30 e 31 ottobre, di William Forsythe con A Quiet Evening of Dance con la sua storica compagnia di danzatori che per l’occasione disegnano una panoramica del funzionamento del balletto e della mente del coreografo.

A chiudere la carrellata di grandi eventi della danza, la serata del 17 novembre presso l’Auditorium Parco della musica dedicata al centenario della nascita di Merce Cunningham, per il quale il corpo di ballo della compagnia Rambert, ha creato Rambert Event, spettacolo composto da brani estratti dalle coreografie di Cunningham, arrangiati e rimessi in scena dalla sua ex ballerina Jeannie Steele, con le musiche create ed eseguite live da Philip Selway (dei Radiohead.

Nella sezione Dancing days, dedicata alla danza europea, tra il 9 e il 12 ottobre negli spazi del Teatro Vascello e dell’Ex Mattatoio, si esibiscono interessanti realtà della danza contemporanea come Arno Schuitemaker (Olanda), Chiara Taviani ed Henrique Furtado Viera (Italia-Portogallo), Hamdi Dridi (Tunisia), Elena Sgarbossa (Italia), Andrea Dionisio (Italia), la compagnia Kor’sia (Spagna) e i Leoni d’Argento alla danza 2019 Théo Mercier e Steven Michel (Francia).

 

Non è da meno il programma della sezione TEATRO che dall’Orestea ambientata ai tempi dell’IS di Milo Rahu e del suo Orestes in Mosul, attira con nomi come quello del francese Cyril Teste che porta sulla scena del Teatro Argentina l’attrice Isabelle Adjani nella sua rilettura del film Opening Night di Cassavetes, ispirato alla pièce omonima di Cromwell.

Dall’11 al 13 ottobre, al Teatro Vascello, va invece in scena l’ultimo spettacolo di Jan Fabre, con Lino Musella. “The night writer. Giornale notturno” riunisce alcune pagine dei diari personali di Jan Fabre dando vita a un’autobiografia intima e provocatoria. Lo “scrittore notturno” riflette sulla sua concezione di arte e di estetica, sul teatro, sulla sua vita personale donando al pubblico riflessioni che attraversano la sua intera vita.

Giorgio Barberio Corsetti invece, dal 17 ottobre al 3 novembre, porterà nuovamente in scena al Teatro India “La Gaia Scienza – La rivolta degli oggetti”, riallestendo lo spettacolo simbolo della sperimentazione teatrale degli anni ‘70 con nuovi attori che abitano una scena dove si fugge il senso narrativo della scena per restituirle una nuova dimensione percettiva.

Torna anche Thomas Ostermeier in chiusura, dal 20 al 23 novembre all’Auditorium Parco della Musica, con “Ritorno a Reims”, dal best-seller del  dove sociologo francese Didier Eribon. Ostermaier porta in scena Sonia Bergamasco con un testo che s’interroga sulle traiettorie politiche di una classe operaia passata dal comunismo all’estrema destra del Front National. Sulla scena, in uno studio di registrazione, un’attrice, affiancata da un tecnico del suono/rapper (Tommy Kuti) e da un regista (Rosario Lisma), registra un documentario basato sulle memorie di Eribon e inizia a riflettere sul ruolo stesso della politica nell’attuale situazione globale.

Nella sezione ANNI LUCE, ritroviamo Liv Ferracchiati con “Commedia con schianto. Struttura di un fallimento tragico”. Il 15 e 16 ottobre al Mattatoio Liv Ferracchiati ci racconta un affondo sui processi della scrittura, una satira sull’attuale sistema teatrale e la fotografia di una generazione senza padri che sta costruendo il suo futuro su un vuoto di senso.

Per il Circo torna al Teatro Argentina dal 2 al 6 ottobre, lo spettacolo del francese James Thierrée, grande innovatore delle forme circensi e della scena teatrale che riesce a creare emozioni attraverso la commistione e la fusione dei diversi linguaggi della danza, del teatro e del circo. Il suo Raoul ci trascina in un mondo incantato abitato da teiere parlanti, vestiti animati, meduse-ombrello ed elefanti fantasma ma cosparso di segreti e zone d’ombra. La solitudine, le nostre piccole personali crisi esistenziali sembrano acquisire materia e forma e sollevarsi verso la luce attraverso la danza e il movimento.

Interessante nella sezione MUSICA, il focus DIASPORAS dal 10 al 12 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, uno spazio interamente dedicato alla nuova musica migrante. si inizia giovedì con Alsarah and The Nubatones, seguiti da J.P. Bimeni the Black Belts; venerdì 11 ottobre è la volta di Blick Bassy e Mayra Andrade. In chiusura sabato 12 ottobre il progetto “Le Cri du Caire”, in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy si confronta con la tromba di Erik Truffaz, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel; ci si sposta infine in Medio Oriente con “Love & Revenge”, una serata electro-pop omaggio all’epoca d’oro del mondo arabo nata dall’incontro tra l’hip hop di Rayess Bek, le immagini dell’artista Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau.

In questi mesi, gli spazi del Mattatoio, insieme a Palazzo Merulana e la sala Santa Rita, ospiteranno Digitalive, la quattro giorni dedicata alle arti visive, nonché la sezione Kids, con laboratori dedicati ai più piccoli.

Per maggiori dettagli scarica il programma della rassegna: https://romaeuropa.net/programma/

di Cecilia Nocella

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