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I CONCERTI DEL MESE. Se la cantamo e se la sonamo

Live

I CONCERTI DEL MESE. Se la cantamo e se la sonamo

di Domenico Paris

Aprile è il più crudele dei mesi, come diceva Eliot?
Non certo per gli appassionati di musica, che nei prossimi giorni avranno l’imbarazzo della scelta tra mostri sacri del rock d’autore italiano (e dintorni), cult band e qualche chicca proveniente direttamente dalla storia delle sette note.

Come gli ormai leggendari alfieri dell’industrial wave europeo, i Laibach, che l’1 saranno sul palco del Parioli Theatre per presentare il loro ultimo “The sound of music”. Sempre in tema di pietre miliari, da non perdere Steve Hackett, che il 29 al Brancaccio riproporrà per intero “Selling England by pound” dei Genesis. E neanche l’esibizione di uno dei padri della roots music, Johnny Clarke, che il 12 sarà sul palco del C.S.O.A. Forte Prenestino. Se siete dei nostalgici di certe sonorità Ottanta, il consiglio è poi quello di non bucare il concerto dell’ex Go-Betweens Robert Forster, il 23 al Monk. Si diceva del rock d’autore di casa nostra… Grandi nomi in arrivo, con l’atteso show solista di Manuel Agnelli, il 18 all’Auditorium Parco Della Musica, preceduto il 13 da Fausto Rossi al Wishlist, e seguito il 19 da Tre allegri ragazzi morti di scena al Monk. Sempre nel locale di via Mirri 35, doppio appuntamento a distanza di una settimana (20 e 27) con Edda, che prima suonerà con i Ritmo Tribale e poi con la sua band solista. Sull’onda del successo di “Double Negative”, l’8 arrivano nella Capitale i Low di Alan Sparhawk e Mimi Parker, per una performance all’Auditorium che si annuncia decisamente imperdibile.

Non disperino gli amanti del sound più muscolare e articolaro, perchè ad aprile ci sarà pane anche per i loro denti: agli estimatori degli strumentisti fuori categoria, non possono sfuggire i Soen, all’Orion il 5, la coppia composta da Mike Stern e Dave Weckl, al Crossroads il 12, né il guitar hero statunitense Scott Henderson, il 19 sarà al Let it beer; per chi invece è alla ricerca di un concentrato di pura esplosività, sempre il 19, si consiglia l’ex Kyuss Nick Oliveri all’Atlantide Y e i paladini dell’hardcore newyorchese Sick of it all al Traffic il 27. Fuori dai nostri confini e, soprattutto nel mondo anglosassone, i Giuda sono considerati gli eredi dei mitici Slade: se non avete mai visto il gruppo romano in azione, è tempo di rimediare, fiondandovi il 6 al Monk. Divertimento assicurato. Chi invece in Italia ce l’ha fatta sono i Fat Animals and the slow kids per i quali il 27 si apriranno le porte dell’Auditorium. Sempre rimanendo alle band di casa nostra, il 22, ancora al Monk, vale di certo la pena ascoltare gli I hate my village, il supergruppo di Adriano Viterbini, Alberto Ferrari e Fabio Rondanini.
E se volete chiudere il mese in bellezza, tra lazzi osceni, risate e rock duro, non c’è niente di meglio dei Prophilax, il 30 al Jailbreak.

HEY! HO! LET’S GO!

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