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Guido Catalano, il criminale poetico seriale

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Guido Catalano, il criminale poetico seriale

Anticipando l’uscita a febbraio del suo primo romanzo, lo scrittore torinese sarà protagonista a Roma sul palco del Monk Club.

«I poeti si dividono in poeti civili e in poeti incivili, io mi ritengo un poeta penale». Accusato di fankazzismo, mero paroliere della banalità che circonda i quarantenni radical chic, prodotto di marketing. Le poesie di Guido Catalano in realtà fanno ridere, di cuore, di pancia e anche un po’ più sotto. Sono un sabotaggio del senso comune e di quello non comune. Di certo i numeri stanno dalla sua parte e vedere ancora che dei semplici monologhi letti, mentre Guido sorseggia del vino, reggano il palco di locali di tutta Italia, al pari dei live di acclamate rock band, è di certo un fenomeno tutt’altro che usuale. E’ per questo va visto e analizzato, soprattutto letto e ascoltato. Lui si presenta così sul suo blog che tiene sul Fatto Quotidiano: «Ho scritto sei libri di poesie, l’ultimo dei quali si intitola “Piuttosto che morire m’ammazzo” per i simpatici tipi di Miraggi Edizioni. Il penultimo invece si intitola “Ti amo ma posso spiegarti” e lo stanno comprando in molti, il che è un piccolo miracolo se si considera che stiamo parlando di poesia…».
Un caso probabilmente unico in Italia. La sua notorietà si deve in gran parte al passaparola nato dalle sue innumerevoli e irresistibili performance, nei bar delle periferie, nei circoli Arci, nelle librerie, sui palchi dei centri sociali e dei festival letterari e musicali, in ordine sparso. Dicevamo delle critiche che ha parallelamente accumulato, è lui stesso a renderceli noti: «Ultimamente sto ricevendo diversi segnali da gente che non ama la mia roba. Succede sui social network ma anche da vivo. Circa tre mesi fa una giovane ragazza è venuta in una libreria dove tenevo un reading con l’unico e solo fine di esprimere il disprezzo che provava nei confronti di ciò che scrivo. Fondamentalmente mi ha paragonato a una merda. Affermava altresì che ero pericoloso per i giovani. Avrebbe volentieri bruciato i miei libri se ne avesse avuto la possibilità. E’ stata anche parecchio coraggiosa. Ho subìto una sorta di sindrome di Stoccolma e dopo mezz’ora che mi insultava mi sono innamorato di lei. Successivamente ho avuto delle fantasie porno nelle quali lei era vestita da nazista e io in pigiama a righe verticali e lei mi percuoteva con una verga di cuoio». Guido ama l’amore e le frasi d’amore, tipo questa: “Sei bella come facciamo un’altra tennent’s alle 3 del pomeriggio”. Tra i suoi autori fondamentali: Jaques Prevert, Charles Bukowski, Woody Allen, Jacovitti, Charles Monroe Schulz, George Orwell e altri, ma di certo non Umberto Eco: “Ogni volta che scrivo un poeta del gruppo 63 muore / ne ho uccisi parecchi / che non so quanto ho scritto / ma quella testa di minchia / di umberto eco sopravvive ancora / che non me lo so spiegare / (come canta tiziano che evidentemente non è del gruppo 63) / quello stronzo sopravvive / a tutto, tutto proprio a tutto / pure a “proprioatutto” tuttoattacatosenzaspaziobaby / che lui le studia ste cose / e dovrebbe crepare subito / sul colpo / e invece no”. In questo tour speciale salirà sui palchi dei teatri e dei club più prestigiosi italiani, per proporre uno spettacolo che attraverserà il meglio ed il peggio (edito e non) della sua produzione letteraria, uno show che si preannuncia ad alto tasso di erotismo, irriverenza, amore. Anticipando l’uscita del suo primo romanzo che verrà edito da Rizzoli il 14 febbraio 2016, Guido Catalano sarà protagonista a Roma sul palco del Monk Club. E durante le serata ricordatevi quantomeno l’ottava e ultima regola del Night Club: “Se questa è la vostra prima sera al Night Club, dovete trombare”.

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