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GENOVA 2001.
La memoria è un ingranaggio collettivo

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GENOVA 2001.
La memoria è un ingranaggio collettivo

Il Festival di Storia torna tra gli spazi dell’Università la Sapienza e il Cinema Palazzo. Incontri, proiezioni e installazioni che racconteranno il G8 e la risposta data contro un devastante disegno del mondo che quel summit stava costruendo

Cuore della nuova edizione del Festival della Storia sarà lo studio della fase che culminò nel Luglio 2001, quando a un G8 organizzato per ratificare un nuovo ordine globale – delineato da Wto, Fmi e Bm – si rispose con una partecipazione, vasta, trasversale e fermamente contraria a un disegno del mondo che tenesse conto solo della parola “mercato”. Più di mille furono le sigle nazionali aderenti al Genova Social Forum, più di 150 quelle internazionali. Prese vita allora un nuovo protagonismo intergenerazionale, pacifista, ambientalista, anti-liberista, che diventò poi il fondamento di tanti nuovi percorsi e movimenti.

Per tre giorni la facoltà di Lettera della “Sapienza” Università di Roma e gli spazi del Cinema Palazzo saranno attraversati da incontri, proiezioni e installazioni che racconteranno il G8 di Genova e la risposta che, in maniera vasta e trasversale, venne manifestata da coloro che erano fermamente contrari al disegno del mondo che quel summit avrebbe profilato. «Il nostro lavoro – spiegano gli organizzatori del cinema palazzo e del Circolo Gianni Bosio – si è articolato attraverso lo studio dei documenti, la necessaria contestualizzazione internazionale e i “cerchi della memoria. Questi ultimi raccolgono racconti vissuti in primo piano dal testimone, che narra la sua vita, intrecciando fatti apparentemente minuscoli a eventi che sono parte della storia collettiva. A distanza di quindici anni dalle giornate del luglio 2001 abbiamo deciso di recuperare la molteplicità di genealogie, la ricchezza delle esperienze e le speranze di un movimento che si è ritrovato a camminare insieme nelle strade di Genova e che, nonostante l’azione violenta e illegittima dello stato, ha trovato la forza di andare avanti e di affrontare sempre nuove sfide». Alla costruzione del Festival partecipano alcuni fra i più noti e stimati docenti universitari, collettivi universitari, circoli di storia, associazioni, case editrici e singoli cittadini.

La narrazione cinematografica dei fatti di Genova sarà affidata a Elio Germano e Daniele Vicari. Appuntamento con la scrittura in “Culture e tendenze ai tempi di Genova: cosa vedevi, cosa leggevi, cosa ascoltavi…” con Christian Raimo, Duka e Gaia Cocchi autrice di “Comix Riot”. “Stato vs movimenti: la notte del G8” è il titolo dell’incontro a cui parteciperanno Giuliano Giuliani il padre di Carlo, Marco Preve, giornalista giudiziario e autore del libro “Il partito della polizia” e Francesco Romeo, avvocato del Genoa Legal Forum, impegnato in alcuni dei processi post Genova. Tra gli appuntamenti anche il coking dj set di Donpasta in “Sapori ribelli”.

Durante i tre giorni del Festival, negli spazi espositivi del Nuovo Cinema Palazzo, saranno presenti installazioni delle due artiste visive: Elena Bellantoni e Guendalina Salini.«Vogliamo recuperare una memoria storica a partire dalle esperienze, dalle parole dei singoli così come dai testi, per individuare le linee di frattura che hanno determinato svolte e insorgenze, coglierne il potenziale, il valore di un discorso che parli anche del presente: questa è la tensione che muove la costruzione del Festival di Storia».

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