Connect with us

Gaypride. 25 anni di storia, 50 anni dai moti di Stonewall

Arcobaleno

Gaypride. 25 anni di storia, 50 anni dai moti di Stonewall

Sabato 8 giugno, Nostra la storia, nostre le lotte, l’appuntamento del Gay Pride di Roma. La favolosità scende in piazza.

Era il 27 giugno 1969, quando a New York, nella notte, si verificarono una serie di scontri, passati alla storia come moti di Stonewall, tra la polizia locale e un nutrito gruppo di gay e transessuali che rivendicavano il diritto di vivere liberamente la propria sessualità.
A scatenare la sommossa fu l’irruzione della polizia nel bar omosessuale di Stonewall Inn. Come nei racconti della storia, la realtà lascia spazio alla leggenda e ai miti. Si narra che i moti iniziarono quando una giovanissima Silvia Rivera lanciò un tacco a spillo durante gli scontri, scatenando così la scintilla della rivolta.
Da allora tanta strada è stata fatta, ma anche tanti passi indietro. Il primo pride fu un riot, ma nel corso del tempo il bisogno di omologazione delle soggettività lgbitq ha fatto perdere questa caratteristica.

L’8 giugno a Roma le strade si riempiranno di favolosità. Sarà di nuovo Pride, con lo slogan “Nostra la storia nostre le lotte” per ricordare i 50 anni dai moti di Stonewall e i 25 anni dal primo pride nazionale del 1994, che ha dato il via al movimento dei Pride italiani, 30 pride che quest’anno sfileranno per le strade di tante città.

In un contesto politico globale che vede l’ascesa delle destre autoritarie e reazionarie in gran parte del mondo e anche in Italia, questo anno è più che mai necessario lottare per il riconoscimento delle soggettività lgbitq, manifestare per contrastare questo ciclo repressivo e la legittimazione dello stesso. In una fase di crisi economica, sociale, politica, in cui si acuiscono le contraddizioni, s’intensificano gli attacchi contro donne, lavoratrici/tori, migranti, persone Lgbit e si precarizza l’esistenza, è necessario riporre al centro il diritto di scelta, di autodeterminazione.

Di fronte alla complessità delle divisioni sociali e all’aumento delle appartenenze e delle identità, comprendere quale unità e convergenza sia possibile tra i differenti soggetti sociali che vivono gli effetti devastanti del capitalismo, della crisi e del governo delle destre è una priorità.

Anche il movimento Non una di meno ha deciso per la prima volta di attraversare in forma organizzata questo pride, e sarà presente con un proprio carro, per rafforzare ancor più quel transfemminismo che ha attraversato le strade di Verona, nella manifestazione contro il Congresso mondiale delle famiglie, mostrandosi più forte che mai. Un tansfemminismo in grado di connettere e interconnettere diverse soggettività, che vivono oggi l’oppressione di un capitalismo misogino, razzista, sessista, eteronormato.

Nel testo politico di Non una di meno di attraversamento del Pride si legge “A chi impone il modello di famiglia tradizionale o concede diritti civili inadeguati, rispondiamo costruendo relazioni complici e non eteronormate, famiglie politiche e non genetiche.”

Non ci resta che rendere questo appuntamento, un ulteriore momento per contrastare le politiche delle nuove destre, raccogliendo lo spirito di Stonewall, la scintilla della rivoluzione, in grado di innescare l’unico cambio di rotta oggi possibile, la favolosità contro il grigiore di questi tempi bui.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Arcobaleno

To Top