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Freakshow: arti circensi, murghe e ludodiscoteche al Corto Circuito

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Freakshow: arti circensi, murghe e ludodiscoteche al Corto Circuito

Due giorni di circo, acrobazie, spettacoli di fuoco e tanta musica, il tutto in stile Belle Epoque, per festeggiare il ventisei anni di occupazione del Corto.

In occasione del ventiseiesimo compleanno del Csoa Corto Circuito torna la quarta edizione del Freakshow. Un evento a firma Trauma Studio che porta il suo sostegno e contributo a questa storica occupazione. Ispirato al circo della Belle Epoque, ai luna park vintage (ma senza sfruttamento degli animali), ai burlesque di inizio secolo, ai teatri vaudeville e ai café chantant.

Il Freakshow è dedicato a tutti gli strambi, i diversi, i ribelli, e – perché no – eversivi… in poche parole a tutti i freaks.

Per due giorni, i tanti palchi disseminati negli spazi e nel parco del centro sociale ospiteranno numeri di giocoleria e di arti circensi, spettacoli di fuoco e di acrobatica aerea, workshops e lezioni apertea, oltre ad un mercatino bio e delle autoproduzioni. Il tutto sarà accompagnato da pranzi cene antipro, realizzati dalla rinomata cucina del Corto Circuito, preceduto da aperitivi musicali con selezioni curate da Paloma Paradajz, Ale G e – da Berlino – Suit Kei. Non mancherà una caccia al tesoro pomeridiana per i più piccoli. Ospite fisso sarà il progetto Elix e la sua “LudoDiscoteca Itinerante” in un camper giallo. Titubanda e Murga animeranno il cortile e il parchetto del centro sociale. Sottoscrizione libera nel pomeriggio e una sottoscrizione serale di soli 3 euro.

La scelta del Corto come location dell’evento non è un caso, come spiegano gli organizzatori: «E’ proprio grazie ai tanti spazi sociali occupati ed autogestiti della città come il Corto, che gli abitanti delle periferie più disagiate, riescono ad avere servizi, accoglienza e accesso gratuito alla cultura e al sapere, nonché luoghi di socialità e aggregazione. Ma il Corto Circuito – come molti altri spazi occupati di una Roma commissariata – sta subendo pesanti vessazioni, uno stillicidio di sanzioni amministrative e penali, una continua e incalzante minaccia di sgombero e il diniego nei confronti di una ricostruzione del padiglione andato a fuoco.»

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