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Flavia Mastrella e Antonio Rezza i ‘Leoni d’oro’ del 2018

Il prestigioso Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018 alla coppia artistica RezzaMastrella. Dissacranti, rivoluzionari e seguitissimi da oltre trenta anni in scena con un teatro unico e dirompente.

Personaggio

Ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella, ovvero “RezzaMastrella”, andrà il prestigioso Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018. Questa la decisione del consiglio della Biennale di Venezia, avallato da Andrea Latella. Il Leone d’argento va alla Compagnia Anagoor. Cerimonia di consegna a Venezia il 20 luglio in apertura del 46° Festival Internazionale del Teatro, che si svolgerà nella città lagunare fino al 5 agosto.
Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, sono insieme  dal 1987, e hanno sempre firmato a quattro mani l’ideazione e il progetto artistico dei loro spettacoli.
Nella motivazione per l’assegnazione del Leone d’Oro, si legge:  Antonio Rezza è “l’artista che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità. Flavia Mastrella è l’artista che crea habitat e spazi scenici che sono forme d’arte che a sua volta Rezza abita e devasta con la sua strepitosa adesione; spazi che abita e al tempo stesso scardina, spazi che diventano oggetti che ispirano vicende e prendono vita grazie alla forza performativa del corpo e della voce di Rezza. Da questo connubio sono nati spettacoli assolutamente innovativi dal punto di vista del linguaggio teatrale”.

Dal 1987 hanno realizzato numerosi e geniali lavori dal cinema con i corti, medio e lungo metraggi al teatro, con tredici opere teatrali, interpretate dallo stesso Rezza.

Ospiti nei teatri di tutto il mondo, protaginisti di programmi televisivo. Menti ed opere pluripremiate, dai festival nazionali a Cetona, Forte dei Marmi, Grottammare, Polverigi al  premio Speciale Ubu 2013per il lucido percorso di scavo nella crudeltà ottenuto attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva originale”. Nel 2016 ricevono il Premio Napoli, consegnato a personalità che si distinguono per il loro contributo alla lingua e alla cultura indipendentemente dalla produzione eminentemente letteraria. All’interno delle motivazioni del premio si legge: Trent’anni di lavoro in scena, che per loro significa definire un habitat e sottrarre le chiacchiere mettendole alla berlina, culminano in un libro Clamori al vento; un testo che raccoglie le intenzioni di una vita e cioè di rovesciare il non-detto del quotidiano nello spazio che non c’è. Nel luglio 2017 viene loro conferito a Montecitorio l’attestato di Unicità nella Cultura e a settembre il Premio Ermete Novelli “per il significativo contributo culturale”. 

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I due artisti sostengono  un teatro civile per un paese civile è un’utopia, non per la civiltà del teatro ma per l’inciviltà del paese,  dimostrando la loro peculiarità di esseri dirompenti. Il riconoscimento alla carriera teatrale ricevuto, spazza via le classificazioni da ‘teatro dell’assurdo, comicità non-sense, avanguardia’ sulla loro arte, che spazia dal teatro alla letteratura alle arti visive. Possiamo dar spazio e lustro all’inventiva di due fra gli autori più irriverenti del teatro italiano, dalla comicità dirompente, dotati di pura, folle e lucida genialità – come recita la motivazione del CdA della Biennale di Venezia.
Due artisti la cui  vera Scintilla, quella dell’arte, sarà capace di sopravvivere a chi l’ha posseduta.

Alessia de Antoniis