Eventi musica teatro mostre cinema mobilitazioni a Roma

Fino all’11 novembre Geppi Cucciari sarà Perfetta all’Ambra Jovinelli

“Io non faccio tutto nonostante il ciclo, io faccio tutto grazie al ciclo“.

Geppi Cucciari 2©daniela zedda.it

“Io non faccio tutto nonostante il ciclo, io faccio tutto grazie al ciclo“.

Geppi Cucciari è sola sul palco dell’Ambra Jovinelli. Abito nero di Antonio Marras e scenografia minimalista che cambia colore al mutare degli stati d’animo che si alternano nell’arco di quattro martedì della vita di una donna, corrispondenti alle quattro fasi del ciclo.
In sottofondo, le musiche di Paolo Fresu.

Il monologo con cui la Cucciari torna a teatro non è cabaret, forma di intrattenimento a lei sicuramente congeniale, e non prevede alcuna interazione con il pubblico: è un monologo teatrale chiuso, ma che ha successo soprattutto grazie ai toni ironici, graffianti, spesso sarcastici, che contraddistinguono la comicità della celebre presentatrice di Zelig.
Geppi, bravissima quando può mostrare il suo talento nell’improvvisazione e nella rapidità degli scambi ironici con gli ospiti, e penalizzata da ruoli di conduttrice in format come “Per un pugno di libri”, riesce ad essere “Perfetta” grazie ad un monologo scritto da un uomo, Mattia Torre che, sensibile, ironico ed intelligente, riesce a far ridere uomini e donne trattando, in maniera sagace e mai faziosa, un argomento che facilmente può scadere nei luoghi comuni della battuta da strada.
In scena la quotidianità dei quattro martedì della vita di una donna, corrispondenti alle quattro fasi del ciclo, dove le giornate si ripetono tutte uguali, come capita spesso a noi donne: lavoro, famiglia, tempo libero, diventano situazioni simili, ma affrontate con energie completamente diverse. L’uomo viene descritto mentre assiste inerme, come fosse “una pianta” alla gestione della vita quotidiana: il frigo pieno, la colazione pronta, i vestiti sempre puliti; “l’uomo pianta” vive ignaro di ciò che lo circonda, guardando il mondo da una finestra privilegiata: il suo televisore.

 

GC8895

 

Torre non risparmia il suo pungente sarcasmo neanche a quella borghesia fatta di donne che non sanno mai che giorno sia, perché per loro il 27 è uno dei tanti giorni sul calendario; non sanno che ora sia: “oh com’è tardi, sono già le sei”…che cavolo hai fatto tutto il giorno per non sapere neanche che ore sono? Tutto raccontato in maniera frenetica con i tempi tipici della comicità di Geppi Cucciari.
E’ un lavoro, quello di Mattia Torre, che ruota non tanto attorno alla donna in quanto essere umano che ha un ciclo, quanto alle azioni che ogni donna compie nonostante il ciclo. E’ interessante notare che sia proprio un uomo a raccontarlo, con uno stile che non rappresenta un ennesimo modo per dileggiare una donna, ma un espediente per far riflettere con ironia e leggerezza, uomini e donne insieme, sul grande lavoro che le donne fanno quotidianamente, su mille fronti, con buona pace di chi ancora pensa che le donne lavorano solo da quando hanno iniziato a percepire un salario e nella misura in cui ne percepiscono uno.
E anche con buona pace di quella parte di società femminile che non sa che giorno sia e che ora sia.
“Io non faccio tutto nonostante il ciclo, io faccio tutto grazie al ciclo“. 
Questa è la frase conclusiva del monologo e questa è la frase che ogni donna dovrebbe imparare a dire a qualunque uomo si lamenti di questo miracolo della natura.

Hypatia