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Ex Dogana a San Lorenzo:
tra speculazione, progetti
e comitati elettorali

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Ex Dogana a San Lorenzo:
tra speculazione, progetti
e comitati elettorali

Breve storia della Ex Dogana: tra progetti urbani mancati, speculazioni e candidati PD.

La vendita. Nel 2007 il Comune di Roma stringe un accordo con Fintecna (Cassa Depositi e Prestiti), l’ente controllato al 100% dal ministero dell’economia per attuare un piano di “riqualificazione” e di “valorizzazione” di alcuni immobili della capitale tra cui l’ex Dogana di San Lorenzo, un gioiello di architettura industriale dei primi del ‘900 all’interno di un’area demaniale di 23.000 mq. Ad aggiudicarsi la gara per la vendita dell’area indetta da Fintecna Immobiliare sono Pirelli Re con Fingen e Gruppo Maire, che Insieme danno vita a “Residenziale immobiliare 2004” SpA. Tutta l’operazione di vendita dei quattro “asset” ammonta a 368 milioni di euro, davvero poco se si considera che, con un costo al metro quadro fissato a circa 10.000 euro, il palazzo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato da solo valeva 540 milioni di euro. Oggi l’ex Zecca dello Stato si appresta a diventare un albergo extralusso.

Il progetto. Già durante i primissimi incontri del Progetto Urbano San Lorenzo, Residenziale Immobiliare 2004 presenta un progetto per l’area della Dogana, consultabile sul sito di Cassa Depositi e Prestiti, che prevede “un elemento lineare a ridosso del fascio dei binari in parte destinato a parcheggi con una copertura a verde, un nucleo con una piastra commerciale e un edificio per uffici su via dello Scalo San Lorenzo e due edifici residenziali.” In poche parole, si vuole demolire la ex Dogana per farne parcheggi, appartamenti e un centro commerciale, come da progetto -scaricabile dal sito di Cassa Depositi e Prestiti. Si legge che il progetto dovrebbe “dialogare con il quartiere”. Un quartiere saccheggiato dalla speculazione immobiliare e da una forma di attraversamento parassitaria, dove gli affitti salgono e i negozi chiudono, dovrebbe ospitare un centro commerciale?

I cittadini. La Libera Repubblica di San Lorenzo risponde “no grazie” con la campagna Sdogana la città e una petizione contro la demolizione della Dogana, attirando l’attenzione dei media al grido di “il nostro centro commerciale è il quartiere”. Intanto, partecipiamo agli incontri per il Progetto Urbano San Lorenzo, che a detta dell’amministrazione è un progetto partecipato. L’ultimo incontro del PUSL si tiene proprio all’ex Dogana. L’ex-assessore Caudo, alle domande dei cittadini risponde “fidatevi!”, negando l’esistenza di un progetto per la demolizione della Dogana e per la costruzione di un centro commerciale.

Il presente. Fatto sta che il progetto c’era e anche la trattativa, ma il permesso a costruire tarda tanto ad arrivare che Esselunga, interessata a costruire il supermercato alla Dogana, si tira indietro. Insomma a San Lorenzo le cose vanno male per Cassa Depositi e Prestiti. Anche perché le società inziali che avevano investito (Pirelli Re e Maire) nel frattempo si tirano indietro lasciando la Dogana al 75% a CdP Immobiliare. In attesa di trovare un compratore, Cassa Depositi e Prestiti che fa? Affitta lo spazio a un gruppo di promoter (la Dead Poets Society) che con un’operazione di rigenerazione temporaneamente trasforma la ex Dogana in un locale.

Come se non bastasse, la Dogana diventa la sede elettorale del candidato a sindaco del PD Roberto Giachetti, che proprio da qui esorta i Romani a “riprendersi ciò che gli spetta”. Noi lo abbiamo accolto il giorno dell’inaugurazione della sede consegnandoli una lettera in cui chiediamo se la scelta di insediare il suo comitato proprio qui sia un segnale rispetto alla volontà di tutelare questo patrimonio di San Lorenzo, e di Roma tutta, nel segno dell’uso pubblico e partecipato (una prima risposta ci è parso di riceverla con la posizione del PD sull’acqua pubblica disconoscendo il risultato del referendum del 2011, alla faccia della democrazia).

Per concludere, non poteva mancare il “giallo sui permessi”: il comitato elettorale di Giachetti avrebbe sottoscritto un accordo con la Dead Poets Society per l’utilizzo dei locali, ma la concessione di uso temporaneo accordata a quest’ultima da CdP fa espresso divieto di subaffittare i locali. Intanto il Silb (Sindacato italiano locali da ballo) ha presentato un esposto i perché i locali utilizzati per “discoteca e bar” sono accatastati come locali B4 ovvero magazzino e uffici pubblici – la mancanza di autorizzazione del cambio di destinazione d’uso non aveva comunque impedito il rilascio della licenza di “pubblico spettacolo” da parte del Comune. Intanto, alla Ex Dogana si continua a ballare.

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